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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1160
MODICA - 27/11/2011
Attualità - Un convegno ha preceduto l’intitolazione della bretella che collega via S. Giuliano a via Risorgimento

Una strada per Peppino Impastato, vittima della mafia

Alla cerimonia presenti il sindaco, il procuratore della Repubblica e numeerosi cittadini
Foto CorrierediRagusa.it

Con la scopertura della targa che intitola la via Peppino Impastato (la bretella di intersezione tra Via Alcide De Gasperi e Via San Giuliano) da parte del Sindaco (nella foto) si è conclusa la cerimonia commemorativa, promossa dall’amministrazione Comunale, in ricordo di Giuseppe Impastato. Il giovane Peppino è stato ricordato attraverso il suo pensiero e la sua azione di libertà nell’auditorium del Liceo Scientifico «Galiei» nel corso di un convegno cui hano partecipato tanti studenti ed i rappresentanti delle istituzioni.

Il sindaco Antonello Buscema, nel suo saluto, ha rimarcato il valore della memoria che si collega alla figura del politico, dell’ attivista diventato famoso per le denunce contro le attività della mafia, lui appartenente ad una nota famiglia mafiosa di Cinisi che gli costarono il sacrifico più alto, un sacrificio che ne ha fatto un martire di libertà. Ed è questo l’esempio alto, ha continuato il Sindaco, che viene donato alle giovani generazioni perché ne facciano punto di riferimento quotidiano per una crescita civile e democratica.

La mattinata si è caratterizzata anche per alcune riflessioni da parte del procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Modica, Francesco Puleio ed il magistrato di Corte d’Appello di Caltanissetta, Giovanni Tona.

Il procuratore ha sottolineato, attraverso una mappatura puntuale del sistema legislativo italiano con particolare riferimento alle funzioni e alla classificazione dei poteri dello Stato come momento formativo e didattico che parte comunque dai banchi di scuola e non solo come fatto di conoscenza, l’importanza della partecipazione ai processi di crescita della collettività, al rispetto delle regole e alla cultura della legalità nelle certezza che la criminalità inaridisce lo sviluppo e il progresso civile.

Il magistrato della Corte D’Appello nissena ha illustrato un quadro della vita di Peppino Impastato che non ha fatto una scelta antimafia ma bensì una scelta di libertà e in quanto tale si è mossa nel perimetro dei valori etici e della Costituzione e su questa ha tracciato il suo cammino sino alla tragica morte decisa dalla mafia perché è su quell’esempio che la criminalità organizzata ha percepito un pericolo e una forte minaccia nel suo incedere a delinquere. Ecco perché la morte di Peppino Impastato sia da esempio, come quella di Don Giuseppe Puglisi,il prete di Brancaccio caduto per mano mafiosa, e da monito per le giovani generazioni che sulla strada della legalità e del rispetto delle leggi debbono costruire il loro futuro.


MAMMA MIA L´IPOCRISIA
01/12/2011 | 9.30.01
GINO CITTADINO CURIOSO

CARISSIMI.........PER FARE CONFUSIONE AVETE FATTO PERDERE LE LEZIONI AGLI STUDENTI DELLO SCENTIFICO (LO STESSO DEL PROFESSOR, VICE PRESIDE, CONSIGLIERE L´ALTRO NINO, SIG.CERRUTO?) ADESSO SI CHE SI POTEVA, PER L´ASS.RE PROVINCIALE INVECE L´ALTRO NINO HA CHIAMATO I CARABINERI....
E POI CARO L´ALTRO NINO PROPRIO LEI IN TESTA AL CORTEO PROPRIO LEI.......CHE ALL´APERTURA DI QUELLA STRADA (LA PRIMA NUOVA STRADA A MODICA DOPO 30 ANNI) HA MANIFESTATO CONTRO SI E´ INCATENATO ALLA TABELLA DELLO STOP.......VERGOGNA!
MAMMA MIA L´IPOCRISIA