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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 860
MODICA - 22/10/2011
Attualità - Denuncia dei consiglieri Paolo Nigro e Giovanni Migliori sugli impianti di via Botta a Modica Alta

E passato un anno, antenne telefoniche non rimosse

Residenti e consiglieri hanno chiesto un incontro al prefetto per discutere della vicenda

Resta ancora irrisolto il trasferimento delle antenne telefoniche di via Botta a Modica Alta. Ed inoltre il comune non riesce ad incassare i soldi che la società telefonica interessata dovrebbe versare. Tutto è cominciato un anno fa quando sulla casa di una casa privata al centro di un popoloso quartiere venne installata la quarta antenna per la telefonia.

Il tutto in dispregio del regolamento comunale che stabilisce che le antenne possono essere impiantate solo su edifici e terreni di proprietà comunale. E’ stato l’impegno che ha assunto il sindaco che per facilitare il trasferimento dell’antenna e tacitare gli imbufaliti residenti annunciò che la società interessata avrebbe avuto uno sconto sul canone da pagare per i primi due anni.

I consiglieri comunali Giovanni Migliore e Paolo Nigro denunciano oggi che nulla è seguito agli impegni presi dal sindaco: «Abbiamo organizzato incontri con i residenti e vari rappresentanti di associazioni cittadine per segnalare il problema ed è stato coinvolto il consiglio comunale che nello scorso luglio votò una mozione di indirizzo con la quale si impegnava l’amministrazione a spostare gli impianti. A distanza di 4 mesi nulla è stato fatto di quanto richiesto e deciso con la mozione. In tutto ciò emerge anche la beffa: in base a nostre ricerche pare che tutto sia bloccato per il mancato accordo tra il Comune e la società di telefonia sul canone da corrispondere; il Comune pretende 18mila euro, la società sarebbe disposta a pagarne 12.000 mila. Non è successo ancora niente ma il sindaco avrebbe potuto sbloccare la vicenda motivando la sua decisione con l’interesse pubblico».

Cittadini e consiglieri comunali hanno chiesto un incontro al prefetto per sbloccare la situazione alla luce delle mancate risposte venute da palazzo S. Domenico.