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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1468
MODICA - 12/10/2011
Attualità - La remissione di querela dopo le formali scuse del deputato regionale

Minardo ha chiesto scusa ai fratelli Drago per il "comizio"

«Era quello che i miei assistiti volevano – precisa l’avvocato Mario Caruso, difensore dei fratelli Drago – perché fin dall’inizio l’unico obiettivo che ci eravamo posti era quello di ristabilire la verità dei fatti"

«Le mie dichiarazioni sono andate oltre le righe, non volevo offendere l’onorabilità della famiglia Drago. E’ stato inopportuno e da considerare al di là della mia cosciente volontà il coinvolgimento di Carmelo Drago nella vicenda. Il mio rincrescimento e le mie scuse». Si conclude così la missiva inviata ai fratelli Peppe e Carmelo Drago dal deputato regionale di Mpa Riccardo Minardo per il tramite dello studio legale Carmelo Scarso.

E’ stata in questo modo scritta la parola «Fine» alla querelle giudiziaria scaturita da alcune frasi dal chiaro tenore diffamatorio che lo stesso Minardo pronunciò nel corso di un comizio elettorale del 13 giugno 2008 (c’erano in ballo le Regionali) dal palco di piazza Matteotti, dinanzi a centinaia di persone. Minardo parlò di presunte indagini della Finanza a carico di Peppe Drago e, nel corso del comizio, citò anche il fratello Carmelo, che, come poi emerse, non era affatto coinvolto in vicende che non ebbero neanche riscontri concreti in ambito probatorio.

Adesso Minardo ha chiesto scusa e i fratelli Drago hanno ritenuto opportuno rimettere la querela a carico di Minardo, sancendo la conclusione del procedimento con il non doversi procedere. «Era quello che i miei assistiti volevano – precisa l’avvocato Mario Caruso, difensore dei fratelli Drago – perché fin dall’inizio l’unico obiettivo che ci eravamo posti era quello di ristabilire la verità dei fatti rispetto alle circostanze denigratorie riecheggiate in campagna elettorale.

Mai nessuna volontà punitiva o di ripicca o di ritorsione – prosegue il legale – né alcun intento di speculare sulla vicenda, tant’é che i querelanti avevano fin da subito dichiarato che avrebbero devoluto in beneficenza la somma che sarebbe stata quantificata dal giudice quale risarcimento danni. Considerati tali presupposti motivazionali e i tempi purtroppo biblici della giustizia – conclude l’avvocato Caruso – abbiamo concluso che la soluzione migliore per tutti consisteva nell’accettazione della proposta di remissione della querela, formalizzata dalla dichiarazione di scuse di Minardo che, di fatto, ristabilisce la verità».

Minardo, dal palco di piazza Matteotti, lanciò pesanti accuse nei confronti dell´allora parlamentare nazionale dell´Udc Giuseppe Drago. In particolare Minardo ipotizzò che una società con sede a Roma, in via del Pantheon 57, la «Immobil D», faceva capo a Peppe Drago per il 99 per cento delle quote, ed al fratello Carmelo, quale amministratore delegato, per il restante uno per cento. Minardo lasciò intuire presunti legami tra l’attività della «Immobil D» e gli utili conseguiti della «Multiservizi», allora società mista a capitale pubblico, e gli alti costi pagati dal comune per i servizi resi dalla stessa società di cui l’ente era socio di maggioranza.