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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 444
MODICA - 09/10/2011
Attualità - Che fine ha fatto la procedura di scioglimento? Gli atti saranno inoltrati in Procura

"Mistero" Quetzal: interrogazione di Incardona a Lombardo

Due ispettori alla fine della loro indagine hanno concluso che la Cooperativa dovrebbe essere chiusa perché non risponde ai fini sociali per i quale è stata costituita
Foto CorrierediRagusa.it

Che fine ha fatto la procedura di scioglimento della cooperativa Quetzal? Lo ha chiesto Carmelo Incardona al presidente della Regione ed all’assessore regionale alle Attività produttive; Sebastiano Failla, consigliere provinciale Fds, ha inoltre annunciato la presentazione di un dossier alla Procura della Repubblica di Modica.

Carmelo Incardona è intervenuto sulla vicenda Quetzal dopo che una comunicazione interna dell’Amministratore delegato, Fabrizio Di Nardo, rassicura i 38 soci della cooperativa equa e solidale sugli esiti dell’ispezione dei due ispettori regionali che hanno avuto il compito di leggere nella carte contabili e nei registri della cooperativa. I due ispettori alla fine della loro indagine hanno concluso che la Cooperativa dovrebbe essere chiusa perché non risponde ai fini sociali per i quale è stata costituita.

Fabrizio Di Nardo tuttavia è sicuro dell’esito dell’ispezione e scrive: «Molti riferiscono, danno per certa la nostra chiusura. Liquidati dall’Assessorato regionale. Oggi noi sappiamo che il tentativo messo a punto dal socio Paolo Segreto e dall’ex direttore Generale Simone Sabaini di liquidarci denunciando un’ipotetica mala gestione (intesa come illecita, irregolare, illegale) è caduto nel vuoto. E non poteva essere altrimenti visto che qualsiasi organo di controllo deve tener conto,come hanno tenuto conto, del cambio di rotta gestionale della cooperativa Quetzal.

Cambio di rotta iniziato nel luglio 2010 con la nomina dell’AD e rafforzato con la nomina del nuovo CdA e del nuovo Presidente». Riferendosi proprio a questo passaggio Carmelo Incardona ha chiesto come mai l’A.D. è in grado di anticipare l’esito dell’ispezione rilevando come la Commissione Regionale sulla Cooperazione, unico organo deputato a decidere in merito alla richiesta di liquidazione, non si è ufficialmente espressa con parere definitivo sulla richiesta di liquidazione degli ispettori regionali. A questo proposito Fabrizio Di Nardo ritiene che le notizie riportare dalla stampa per informare la collettività siano state manovre ostili aventi come obiettivo il fallimento o comunque la chiusura della Quetzal.

Nella sua personalissima ed opinabile visione Di Nardo ritiene di «avere subito attacchi mediatici falsificatori della realtà, tendenti a costruire teoremi su un malcostume gestionale e su ipotetici collegamenti diretti tra l’attuale sindaco di Modica Antonello Buscema e la cooperativa». L’amministratore delegato difende il suo operato di non aver voluto rispondere ai rilievi di stampa, politici, associazioni «Perché il livello delle falsità poneva il confronto su un piano troppo basso. Perché interloquire con giornalisti dall’etica professionale fortemente discutibile non ci avrebbe dato la minima speranza di poter correggere le numerose inesattezze scritte e dette in questi mesi». Quetzal e Di Nardo si sono chiusi così nel bunker insieme a 38 soci e più che una cooperativa oggi, alla luce di quanto sostenuto, la Quetzal ha i connotati di un circolo privato, finanziato con risorse pubbliche.

Nella foto da sx Sebastiano Failla e Carmelo Incardona