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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:01 - Lettori online 1363
MODICA - 06/10/2011
Attualità - Dati inquietanti dall’assemblea dei dipendenti

Soppressione tribunale Modica, rischio paralisi giudiziaria

Sono già al lavoro le commissioni di studio per ridisegnare le nuove circoscrizioni giudiziarie
Foto CorrierediRagusa.it

Potrebbero già avvertirsi dal prossimo gennaio i primi segni della paralisi giudiziaria che rischia d’impantanare un’intera provincia. Sono difatti già al lavoro le commissioni di studio per ridisegnare le nuove circoscrizioni giudiziarie. I primi a cadere sotto la mannaia del nuovo decreto del guardasigilli Nitto Palma saranno i giudici di pace. Un danno tutto sommato poco rilevante per i tribunali di Ragusa e Modica, visto il carico di lavoro ridotto soprattutto a Ispica e Scicli.

Ma subito dopo toccherà alle sedi distaccate dei tribunali e agli stessi tribunali ritenuti «piccoli», fra i quali rientra quello di Modica. Di tutto questo si è discusso proprio al palazzo di giustizia di via Aldo Moro nell’assemblea convocata dai circa 60 dipendenti del tribunale (di cui 14 in procura) per tracciare il futuro, alla luce della ormai certa soppressione del tribunale. Secondo il sindacalista e rappresentante dei dipendenti Giovanni Cassibba e l’economo del tribunale Filippo Pasqualetto è ormai superato il disegno di legge dell’avvocato Antonio Borrometi (presentato da quest’ultimo quando era onorevole), perché sono venute nel frattempo meno le condizioni alla base della proposta vale a dire la sede distaccata del tribunale di Modica a Noto. Una ipotesi, che, con la crisi, è diventata inattuabile.

Secondo i dipendenti del tribunale è fattibile l’accorpamento del tribunale di Modica con quello di Avola. In questo modo, ai 116mila utenti del tribunale modicano si aggiungerebbero quelli del tribunale di Avola, per la considerevole cifra di circa 200mila utenti complessivi che farebbe fuoriuscire il tribunale di Modica dalla cerchia di tribunali (una cinquantina in tutto il Paese) ritenuti di dimensioni ridotte. Ma per Cassibba questa decisione deve partire dall’alto, e nella fattispecie dal governo nazionale, dal momento che la legge delega consente di procedere in questo senso.

I dipendenti del tribunale, che si stanno organizzando per conto loro, così come già fatto da avvocati e magistrati, proporranno questa loro idea nei prossimi giorni ai parlamentari e ai deputati regionali iblei. L’alternativa, poco apprezzata, consiste nell’accorpamento del tribunale di Modica con quello di Ragusa, con il conseguente spostamento dei dipendenti nel comune capoluogo. Una circostanza che pesa relativamente agli stessi dipendenti, i quali sottolineano che i disagi maggiori si ripercuoteranno sugli utenti. Una ulteriore perplessità giunge dai locali disponibili: in quali uffici saranno ospitati i dipendenti che giungeranno da Modica? Chi pagherà il costo della locazione?

Tutte problematiche, sommate al sovraffollamento degli uffici, che porterebbero al già citato ingolfamento dell’attività giudiziaria paventato dai dipendenti. Tutti problemi che verrebbero meno se il tribunale restasse dov’è adesso, visto che il proprietario dell’immobile è lo stesso Ministero della giustizia, al quale il comune non deve pagare alcun onere di locazione. Il Ministero rimborsa peraltro il 30% delle spese di gestione quali benzina per gli spostamenti in auto (non più di 900 euro all’anno di spesa) o cancelleria (circa 3mila euro). La spesa maggiore, che si aggira sul 75%, deriva invece dal personale addetto alla vigilanza e alla pulizia dei locali, a carico del comune.

Nella foto da sx Filippo Pasqualetto e Giovanni Cassibba