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MODICA - 03/10/2011
Attualità - Tiene banco a palazzo S. Domenico la questione degli stipendi arretrati ai comunali

I sindacati a Buscema: "Non siamo ingrati, solo realisti"

Documento di Cgil ed Uil, la Cisl conferma il sit - in di mercoledì

I sindacati non accettano le critiche del sindaco e ribattono a muso duro. Sul caso degli stipendi non pagati, Cgil ed Uil da una parte e Cisl dall’altra ritengono di avere le carte in regola, di avere solo difeso i lavoratori e soprattutto di non meritare l’accusa di ingratitudine che Antonello Buscema ha lanciato; il sindaco ritiene infatti di avere fatto il proprio dovere in questi anni per risollevare l’ente dalla difficile situazione finanziaria ed ha chiesto di portare pazienza.

Cgil ed Uil ricordano a Buscema di non avere mai parlato di distrazione di somme per il pagamento del debito a favore dell’Università di Catania invece che utilizzarle per il pagamento degli stipendi di agosto e settembre. Cgil ed Uil ricordano invece che Buscema si era impegnato comunque a pagare le spettanze ai dipendenti con risorse a disposizione dell’ente, fatto che tuttavia non si è verificato.

Non si tratta dunque di ingratitudine del sindacato ma solo di inattendibilità dell’amministrazione che i due sindacati invitano ad un incontro per mercoledì prossimo per spiegare a tutti i dipendenti come si vogliono pagare gli stipendi da qui a dicembre alla luce delle difficoltà dell’ente. E proprio mercoledì la Cisl ha confermato il sit - in a palazzo S. Domenico e poi in Prefettura sempre per il mancato pagamento degli stipendi e soprattutto per la mancanza di certezze sul piano della programmazione.

La Cisl parla di vacue promesse da parte del sindaco rispetto a questo problema e si dice molto preoccupata per il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori. A palazzo S. Domenico si è aperta insomma una vera e propria vertenza sindacale anche perché i lavoratori vedono buio da qui alla fine dell’anno per l’insufficienza delle risorse a disposizione dell’amministrazione che dal suo canto è pressata da creditori, da piani di rientro dal debito e dalla gestione ordinaria della città.