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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 693
MODICA - 29/09/2011
Attualità - Il convegno nazionale sulla Riforma della scuola, l’intervento dell’assessore regionale Mario Centorrino

Dal sapere al fare, la scuola si interroga sul proprio futuro

Partecipano 180 dirigenti scolastici in rappresentanza di 16 regioni, l’organizzazione è dell’istituto Besta di Ragusa
Foto CorrierediRagusa.it

Edilizia e personale docente: sono le due criticità della scuola italiana e del sud in particolare. Mario Centorrino, assessore regionale alla P.I., ha centrato su questi due elementi il proprio intervento al Seminario nazionale organizzato dal Ministero dell’Istruzione sulla riforma della scuola.

Ha detto l´assessore: «La criticità della scuola siciliana, sia sull’edilizia che sulla carenza del personale docente derivante dai tagli della Riforma, è un elemento che fa crescere il disinteresse nei confronti della scuola. I nuovi percorsi di internazionalizzazione avviati possono contribuire a superare queste penalità che in Sicilia hanno causato il raggiungimento di una preoccupante percentuale dell’evasione scolastica, quale il 30%. Le criticità non possono divenire una zavorra che impedisca alla scuola di crescere e, strumenti quali l’ informatizzazione e il monitoraggio dei laboratori, possono rappresentare il giusto incentivo per ritrovare l’entusiasmo del nuovo e della sperimentazione, che fanno della scuola il luogo d’incontro più bello che abbiamo in Sicilia».

Da parte loro i 180 dirigenti scolastici in rappresentanza di 16 Regioni italiane, funzionari del Ministero e dei vari uffici regionali hanno aperto il confronto su quella che dovrà essere la prospettiva della scuola italiana in temirni di didattica, di competenze e di risorse nel prossimo futuro.

La tendenza è quella di trasformare la scuola italiana in una scuola anche del fare e non solo del sapere e per questo serve sviluppare un nuovo progetto. L’intervento di Dario Nicoli, docente di Sociologia Economica e del Lavoro presso l’Università Sacro Cuore di Brescia è stato da questo punto di vista molto esplicativo: «La vecchia didattica si è impoverita, si è ridotta ad una sequenza inerte di nomenclature., perseguendo un’idea elitaria dell’istruzione abbassandone il livello ed annullando i laboratori di massa. La didattica, per le scienze è il laboratorio, per la letteratura è l’incontro vivo con il testo, per la matematica è la capacità di impostare e risolvere i problemi, per la seconda lingua è la comunicazione».

Sulla stessa linea di pensiero riguardo le potenzialità offerte dello svecchiamento del sistema scolastico , Antonella Zuccaro, Capo Progetto Ansas: «Le Delivery Unit, in stretta collaborazione con i nuclei operativi che ne applicano le tematiche indicate, fanno del laboratorio il luogo-principe dello sviluppo delle capacità progettuale dello studente», ed Arturo Campanella Dirigente Tecnico ed Ispettore dell’ U.S.R del Friuli Venezia Giulia:» La differenza che passa tra attività e didattica laboratoriale , è la stessa che distingue la scuola tradizionale e la scuola laboratoriale».

I dirigenti scolastici , cui toccherà alla fine gestire e monitorare la riforma, sono impegnati in laboratori nel corso dei qali dovranno presentare dei lavori da presentare poi all’assemblea nella giornata di venerdì, giornata di chiusura del convegno.
Molto soddisfatto Girolamo Piparo (nella foto) che ha organizzato l´evento per conto del Miur: "Un convegno come quello sulla Riforma non è di tutti i giorni e siamo molto lieti che il ministero abbia scelto la nostra provincia. E´ un riconscoimento per il lavoro svolto in questi anni a tutti i livelli".