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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1318
MODICA - 17/09/2011
Attualità - Ricorso al Tar della scuola, diffida dei genitori, da oggi studenti in uno spazio comune

Lezione in androne per 54, al "Galilei" no alla classe pollaio

Documento del Collegio dei docenti: "La nostra è una lotta convinta nei contenuti, totalmente gratuita nelle motivazioni e nelle modalità, chiaramente orientata al bene comune".

La settimana è cominciata con lezioni nell’androne della scuola per i 54 alunni delle due classi del corso ordinario del Liceo Scientifico «Galilei». Una provocazione voluta dai docenti, studenti e dagli stessi genitori della scuola per protestare contro il taglio imposto dell’ufficio scolastico regionale.

La scelta dell’androne è stata voluta per rispettare i parametri della sicurezza che vogliono un metro e 23 cm per alunno. Non è certamente una soluzione ideale e non potrà protrarsi a lungo ma la scuola in tutte le sue articolazioni ha voluto portare alla ribalta un caso limite che fa a pugni con la qualità dell’insegnamento ma anche cozza con le normative sulla sicurezza.

L’Ufficio scolastico regionale, Usr, non ha dato ancora notizie e la situazione rischia di incancrenirsi. La classe nell’androne ha cominciato a lavorare oggi ma più che di lezioni si è trattato di un confronto aperto con i docenti sui problemi della scuola. Il collegio dei docenti ha intanto deciso di presentare ricorso al Tar. L’associazione dei genitori «Paideia» ha invece diffidato il direttore regionale ed il dirigente dell’ Usp, ex Provveditorato agli Studi, ed intende andare avanti nella sua protesta.

L’oggetto della forte presa di posizione della scuola, in tutte le sue componenti, è la mancata autorizzazione all’istituzione di due classi, una terza ed una quarta del corso ordinario. La scuola non lamenta soltanto il fatto che la soppressione delle due classi comporterebbe l’istituzione di una classe con cinquanta alunni ma, nel caso si dovessero dirottare gli alunni del corso ordinario in quello sperimentale, ciò comporterebbe disagio e precarietà dal punto di vista didattico educativo.

Il dirigente Sergio Carrubba ed il collegio dei docenti hanno ribadito in un lungo documento la loro forte opposizione al provvedimento dell’Usr ed hanno annunciato anche il ricorso al Tar. Si legge tra l’altro nel documento: «La nostra è una lotta convinta nei contenuti, totalmente gratuita nelle motivazioni e nelle modalità, chiaramente orientata al bene comune. Tale vogliamo che rimanga anche per quanti desiderano appoggiarla, perché si mantenga sempre chiaro che il fine primo ed ultimo della scuola sono i nostri giovani».