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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 592
MODICA - 17/09/2011
Attualità - Nulla di fatto in consiglio, lunedì si ritorna in aula per votare la delibera

Ex palazzo Poste pignorato, stop alla vendita degli immobili

Opposizioni soddisfatte per avere evitato l’inserimento nell’atto delle strutture sportive
Foto CorrierediRagusa.it

Uffici, piazza o vendita? Nessuno di queste ipotesi per il palazzo delle ex Poste. Uno dei tanti creditori di palazzo S. Domenico (di cui non è stata resa nota ancora l’identità) lo ha pignorato e lo metterà all’asta per un milione 50mila euro per recuperare i crediti che vanta.

Un colpo inatteso nei programmi dell’amministrazione che, oltre a vedersi privata di un immobile acquistato per 700 mila euro, dovrà ora ripensare al progetto dell’assessore Santino Amoroso che proprio nei locali delle ex Poste voleva concentrare tutti gli uffici delle Entrate. Amoroso evidentemente non aveva fatto i conti, così come il sindaco, con qualche creditore esasperato e determinato nel monetizzare il proprio credito. Tutto da stabilire se il pignoramento porterà poi alla vendita; la procedura è stata comunque avviata dal custode giudiziario che ha fissato per il 15 novembre la data dell’asta pubblica.

Da qui non si potrà tornare più indietro ed al comune resta solo la possibilità, remota, di riappropriarsi del bene, pagando con tutti gli interessi del caso il proprio creditore o partecipando all’asta. Tutte soluzioni teoriche che non fanno che accreditare la tesi che il palazzo ex Poste non rientra più nei beni di proprietà comunale. Non a caso nella seduta del consiglio dedicata alla formulazione della delibera sulla vendita dei beni l’immobile non è stato inserito. La delibera tuttavia non è stata approvata vista la sostanziale parità tra i due schieramenti, undici per parte, inducendo così il presidente del consiglio ad aggiornare a domani la seduta «per consentire a tutti di riflettere vista la delicatezza dell’argomento», dice Carmelo Scarso.

L’amministrazione accogliendo anche alcune proposte dell’opposizione ha aggiornato la sua proposta escludendo rispetto alla sua prima formulazione del 2010 alcuni cespiti come il parcheggio di Viale Medaglie d’oro, la scuola di S. Marta, l’ex asilo Antoniano, il palazzetto della Scherma, le strutture geodetiche di via Fabrizio e via Madagascar, alcuni locali comunali ed un terreno di via Fontana. Alla fine di questa scrematura l’amministrazione conta di introitare con i beni proposti quindici milioni di euro fermo restando che, contrariamente a quanto avvenuto finora, qualcuno si presenti alle aste ed avanzi una proposta di acquisto. Dall’opposizione, Pdl, Idea di centro, indipendenti, Popolari, Modica in primo piano è venuta anche la proposta, condivisa peraltro da Giancarlo Poidomani (Pd), di eliminare dall’elenco la villa di via Silla, l’ex foro boario, il campo di tennis di Marina di Modica e la chiesa del Ritiro; mentre Vito D’Antona ha chiesto che anche il campo sportivo «Vincenzo Barone» non sia inserito in delibera. Tutte queste indicazioni dovranno ora essere sintetizzate e formalizzate tenendo tuttavia presente che l’amministrazione per fra quadrare il bilancio 2011 ha bisogno almeno di dieci milioni di euro da incassare.

Sul momento politico le opposizioni, soddisfatti per il risultato conseguito in sede di consiglio, hanno espresso questo giudizio: Siamo preoccupati per quello che è ormai un ruzzolone senza freni di una amministrazione comunale incapace ad adottare un solo provvedimento valido e che è sistematicamente smentita anche da numerosi consiglieri della stessa maggioranza, che non riesce a portare avanti i suoi atti e che, assillata da continue crisi di nervi per le giuste critiche mosse dall’opposizione, non ha compreso la inopportunità di un atto che voleva scippare la città di impianti sportivi e spazi a verde che sono, in alcuni casi, la storia di Modica».