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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1164
MODICA - 18/08/2011
Attualità - Si è deciso per una sospensione "tecnica" dei lavori sulla collina

Buscema: "Ho ereditato il caso Idria". Sel: "Urge il Prg"

Vito D’Antona ha chiesto un approfondimento alla commissione Urbanistica, Fed "grillo parlante"
Foto CorrierediRagusa.it

Al più presto il piano regolatore e poi la salvaguardia delle zone a confine del centro storico. E’ quello che serve per evitare altri casi come quello della collina dell’Idria. Sindaco, sovrintendente, consiglieri comunali e partiti sono tutti d’accordo nel percorrere subito questa strada ma sono distanti nell’analisi di quanto è avvenuto finora.

Antonello Buscema (nella foto) rileva che l’amministrazione ha «ereditato» la costruzione dell’edificio, iniziata nel 2006, e poi sospesa dopo i primi rilievi venuti dalle forze culturali e sociali. Il sindaco sorvola sul fatto che l’amministrazione avrebbe potuto e dovuto intervenire con tutte le sue forze nel momento in cui nell’edificio sono ripresi i lavori dieci mesi fa e sono caduti i teloni che avvolgevano l’immobile.

Buscema e la sua amministrazione non hanno ritenuto di dover intervenire e si è trincerato sul fatto che la sovrintendenza aveva già rilasciato i pareri favorevoli e che aprire un contenzioso avrebbe significato un ricorso al Tar e probabilmente un danno per palazzo S. Domenico. Una posizione inappuntabile dal punto di vista amministrativo ma poco «politica» nel senso migliore del termine, ovvero del coinvolgimento e della mobilitazione su un caso sentito da una buona parte della città.

Il coordinatore del Pd cittadino, Giancarlo Poidomani, sposa la posizione dell’amministrazione: «Oggi che l’immobile è in fase avanzata di costruzione è giuridicamente impossibile, finanziariamente rischioso, e dal punto di vista paesaggistico controproducente, pensare di bloccare i lavori. L’amministrazione pubblica si esporrebbe, infatti, a un ricorso al Tar, da parte del privato, dall’esito scontato e a rischio di una richiesta di danni esosa con il solo risultato, nell’immediato, di lasciare, com’è stato in questi anni in «bella vista» per un tempo indefinito una struttura incompleta il cui impatto paesaggistico è certamente molto più rilevante di quello di un immobile completato nel rispetto delle prescrizioni della soprintendenza».

Avanti dunque con la sospensione «tecnica» voluta dal sovrintendente per migliorare l’impatto della costruzione ma Orazio Maggio, Fed, fa un passo indietro rispetto a quanto successo e tira le orecchie al Pd: «Abbiamo svolto l’involontario ruolo di voce della coscienza, di grillo parlante del Pd Modicano, e vogliamo, per quanto scomodo, continuare. Tutto ciò nel tentativo di fare emergere l’aspetto buono che dovrebbe essere proprio di una forza di centrosinistra quale il Pd che ha bisogno di essere tenuto lontano dalle cattive compagnie e dalle bugie». Fed, così come Vito D’Antona, Sel, trova positivo che sulla vicenda si sia mobilitata la città, le forze intellettuali, i giovani, al di là delle coloriture politiche, pronti a costituirsi in comitato. Vito D’Antona va oltre e batte sul tasto Prg. «Serve subito l’approvazione della variante per evitare che accadano altri episodi del genere. E’ prevalso il buon senso rispetto a posizioni pregiudiziali o di rassegnazione».

Il consigliere Sel tuttavia vuole capire come e perché si è arrivati a tanto e dice : «Affidiamo urgentemente la pratica alla Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale, in quanto organo tecnicamente e istituzionalmente abilitato e competente, per una valutazione più complessiva sulla procedura che ha portato al rilascio della concessione edilizia. Invito formalmente il Presidente della Commissione ad acquisire gli atti e a convocare la Commissione, estesa ai Capigruppo consiliari e ai rappresentanti del comitato».

La riunione di palazzo S. Domenico
Mettiamoci una pezza. E’ quello che si sono detti Alessandro Ferrara ed Antonello Buscema, ma non sarà facile perché il danno è ormai stato compiuto. Al centro della discussione tra il sindaco ed il sovrintendente il caso dell´edificio sorto sulla collina dell´Idria.

Insieme a loro intorno al tavolo l’assessore all’Urbanistica, Giovanni Giurdanella, ed il consigliere comunale, Vito D’Antona. Il consigliere Sel aveva sollecitato nelle scorse settimane un confronto con sindaco e sovrintendente per discutere dell’argomento anche alla luce delle numerose prese di posizione di associazioni e cittadini che non hanno accettato lo scempio che si è compiuto sulla collina dell’Idria.

A conclusione dell’incontro è stato decisa una sospensione «tecnica» dei lavori per consentire di verificare se e quali possibilità ci sono per modificare o migliorare l’impatto ambientale dell’edificio multipiano dell’Idria. Giovanni Giurdanella si affretta a precisare: « «Sia chiaro non si tratta di una sospensione dei lavori perché non si sono registrate irregolarità amministrative ma la decisione assunta dal soprintendente è stata condivisa. Si tratta di uno stop tecnico utile a ricercare quelle soluzioni tecniche, rivolte a minimizzare l’impatto ambientale dell’edificio su una delle aree più sensibili del nostro territorio e sulla quale la nuova variante imporrà i vincoli che sono d’obbligo». Saranno i tecnici ad entrare nel dettaglio e ad elaborare delle proposte.

La riunione giunge certamente tardiva e risulta un autogol innanzitutto per la sovrintendenza e per la stessa amministrazione. L’iniziativa che si sarebbe dovuta intraprendere al momento in cui sono ripresi i lavori dieci mesi fa, arriva a danno ormai consumato, e solo dopo la sollevazione da parte di quanti hanno a cuore l’identità del territorio della città. Con tutta la buona volontà di Alessandro Ferrara sarà difficile mimetizzare o diminuire l’impatto dell’edificio che si staglia al centro della collina.

La sovrintendenza aveva il dovere di vigilare per tempo, di studiare il caso e di prendere le dovute precauzioni e non lo ha fatto; l’amministrazione dal suo canto avrebbe dovuto subito opporsi al parere favorevole della sovrintendenza e mettere in atto tutte le iniziative possibili coinvolgendo innanzitutto il consiglio comunale. La sospensione «tecnica» equivale oggi al pianto di un coccodrillo.


P. Regolatore?? G.
18/08/2011 | 20.29.15
giancarlo palazzolo

[[[]][[[]]per la redazione: non tener conto di un altro commento simile, che pochi secondi fa, durante la preparazione si è dissolto on line insieme alla vostra pagina[]][]]
Riprendendo dal titolo: a Modica urge un P. Regolatore G. ...Ma un vero piano pensato "per" la città e il suo vero sviluppo; non quel P.R.G.!
Quello in attesa cronica di adozione e approvazione è un Piano Ingessatore Generale per la città!
...Tranne per i pochi "fortunati" naturalmente.
Spendere per un nuovo PRG in città renderebbe sicuramente di più che investire la stessa cifra per esempio in un anno universitario decadente, nell´asfaltare tot chilometri di strade, ecc...
Ma queste riflessioni sono come dette nella nave di Ulisse, i cui marinai erano stati resi sordi con la cera per non ascoltare la propria coscienza.
Eppure basterebbe solo un po´ di buonsenso e competenza.


Cubatura
18/08/2011 | 10.07.58
Meno Rosa "Fare Ambiente"

Su questa vicenda gli incontri,le lacrime,i ripensamenti i tentativi di aggiustamenti lasciano il tempo che trovano se prima Il Sindaco,L´Assessore all´Urbanistica e gli Uffici preposti non spiegano ai cittadini tutti COME ED IN BASE A QUALI NORME VIGENTI PER QUESTA STRUTTURA SI E´ ARRIVATI QUASI AL RADDOPPIO DELLA CUBATURA.Sapere che questo passaggio importante è legittimo o no potrebbe giovare alla formazione dei giudizi da parte dei cittadini.Grazie