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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 749
MODICA - 12/07/2011
Attualità - Il sacerdote ha apertamento citato l’amministrazione Buscema nella sua omelia ai funerali

Morte di Adamo: le accuse di don Stracquadanio alla giunta

L’imprenditore è rimasto in attesa per quattro anni di una autorizzazione da parte dell’ufficio tecnico per espandere il suo capannone

I funerali di Giorgio Adamo, 49 anni, l´imprenditore modicano stroncato da un infarto fulminante dopo l´incendio alla sua azienda, sono stati celebrati dal vicario del vescovo di Noto, Don Angelo Giurdanella, ed hanno avuto un epilogo forte con l’intervento del parroco di S. Giorgio Don Giovanni Stracquadanio che ha parlato alla fine della messa.

«Pretendete quello che vi tocca di diritto, siate uniti tra di voi» ha detto il parroco rivolgendosi ai piccoli e medi imprenditori ricordando la vicenda di Giorgio Adamo che è rimasto in attesa per quattro anni di una autorizzazione da parte dell’ufficio tecnico per espandere il suo capannone. Don Stracquadanio si è rivolto al sindaco Antonello Buscema dicendo a chiare lettere che l’imprenditoria è scoraggiata, le lungaggini sono troppe e non si può consentire che questo accada per le insolvenze degli uffici.

Un atto di accusa vero e proprio che è stato saluto da un lungo applauso liberatorio perché tutti sono stati al corrente della necessità di Giorgio Adamo di ampliare il suo capannone per espandere la sua attività e occupare altri operai. L’autorizzazione edilizia è arrivata appena qualche mese fa, troppo tardi per quello che è successo.

L’ammasso della merce nei tremila quadri disponibile è stata una delle cause che ha provocato danni pesanti; non si è salvato nulla di quanto era custodito all’interno; confezionatrici, forni, tutto il materiale di ufficio; è rimasto solo il dieci per cento della merce tenuta nello scantinato non attaccato dalle fiamme. Sull’episodio la Procura ha aperto una indagine affidata al Nucleo operativo dei carabinieri mentre i Vigili del Fuoco hanno chiuso la perizia. Dai primi rilievi ma soprattutto dalle modalità con cui le fiamme si sono sviluppate sembra che l’incendio non sia stato appiccato ma gli inquirenti al momento sono molto cauti ed attendono riscontri più probanti. Forse le fiamme si sarebbero sprigionate da un altoforno per la essiccazione della frutta secca che avrebbe raggiunto una temperatura troppo elevata.