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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 806
MODICA - 02/07/2011
Attualità - Giovanni Giurdanella rimanda le accusse della Fed al mittente

L´assessore: "Per l´Idria chiedete alla Sovrintendenza"

Sono stati concessi ben quattro pareri favorevoli per la costruzione dell’edificio contestato
Foto CorrierediRagusa.it

L’amministrazione si chiama fuori. «Rivolgetevi alla sovrintendenza – dice l’assessore all’Urbanistica Giovanni Giurdanella- La cosa che dev’essere chiara è che il bene tutelato in questo caso non è di tipo urbanistico, ma ambientale e alla sua tutela è preposta esclusivamente la Soprintendenza, che ha dato il proprio via libera all’edificio dopo avere posto le proprie condizioni e limitazioni con ben quattro pareri».

L’edificio in corso di costruzione sulla collina dell’Idria è diventato oggetto di scontro all’interno del centro sinistra con La Fed che ha chiesto le dimissioni dell’assessore ed il blocco dei lavori e con Vito D’Antona (Sel), che ha presentato una interrogazione al sindaco con la quale chiede chiarimenti ed il fermo della costruzione ed il Pd che difende l’operato di sindaco ed assessore.

Giovanni Giurdanella entra nel merito tecnico della questione non senza definire prima «strumentale la presa di posizione della Fed: « Non esiste un solo strumento giuridico lecito che ci consenta di bloccare una concessione edilizia rilasciata in zona B, fuori dal perimetro del centro storico e in perfetta conformità con il Prg vigente; la Federazione della Sinistra, allora, cosa ci sta chiedendo, se non di commettere - in questo caso sì - un illecito, bloccando la realizzazione dell’opera? Se non è così, se non si sta tentando di fare solo demagogia, ci suggerisca allora di quale strumento dovremmo servirci per accontentare questa richiesta.

La concessione edilizia in questione è stata rilasciata nel 2005 corredata dai pareri favorevoli della Soprintendenza, del Genio civile e della Forestale. Nel 2007 i lavori sono stati sospesi per una difformità delle opere già realizzate rispetto al progetto e i proprietari hanno presentato un’istanza di sanatoria accompagnata questa volta da altri due pareri favorevoli della Soprintendenza (e sono tre). L’opera, già consistente nello scheletro in cemento armato, è tornata alla Commissione Edilizia la quale ha richiesto nuovi e puntigliosi calcoli geologici ed ha rimandato la pratica alla Soprintendenza la quale rendeva un ulteriore parere favorevole (e sono quattro). A questo punto, di fronte a quattro pareri favorevoli della Soprintendenza, del Genio Civile e della Forestale, in piena conformità alla normativa e allo strumento urbanistico l’Ufficio aveva l’obbligo di rilasciare la concessione».

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA FED

La Federazione della sinistra insorge, invoca le dimissioni di assessore al Centro storico ed all´Urbanistica e sferra un attacco alla maggioranza Pd-Mpa. Orazio Maggio, portavoce di Fed, ne ha per tutti, alla luce della costruzione che avanza sulla collina dell´Idria e condanna quello che definisce un «approccio miope e allarmante dell´attuale maggioranza ai temi della gestione del territorio».

L´attacco della Fed segue di qualche giorno la rivendicazione del sindaco dopo l´approvazione della legge speciale per Ibla di una simile provvidenza speciale anche per Modica al fine di tutelare il barocco della città, ma che alla luce dei fatti risulta essere solo un principio di buona volontà e niente altro che una aspirazione cui non seguono fatti e provvedimenti consequenziali perché ogni volta che ci sono delicate questioni urbanistiche sul tappeto, costruzioni discutibili, varianti al Prg da autorizzare amministrazione e consiglio non riescono a dare quelle risposte che il sentire comune di quanti hanno a cuore la tutela dell´identità della città si attenderebbero.

Una speranza può risiedere nella approvazione della variante al Prg, ma c´è una responsabilità ed una sensibilità di uffici e funzionari che dovrebbe supplire ogni qual volta è il caso. Si assiste invece ad un approccio notarile che non fa bene alla città, al suo territorio, alla sua identità e su questi temi la Fed è prima a scendere in campo anche se da mesi la costruzione sia cresciuta nel silenzio più assordante fino ad assumere dimensioni imbarazzanti e nessuno dai balconi di palazzo San Domenico o dagli uffici della abbia alzato ciglio.
Oggi la Federazione della sinistra ha chiesto con forza che la realizzazione della megastruttura in cemento armato venga immediatamente bloccata e venga predisposto un piano di riqualificazione urbanistica delle aree – dalla Vignazza alla collina dell´Itria – fatte oggetto di interventi devastanti.

Dice Orazio Maggio: «C´è da dire che questi due interventi edilizi non sono un fatto isolato, ma il seguito di attacchi al paesaggio rurale attuato attraverso l´approvazione di continue varianti al vecchio Prg a favore di ditte private. Nulla è cambiato, in questo settore, rispetto alla giunta Torchi, grazie alla continuità con il passato garantita dall´Mpa di Riccardo Minardo. La Federazione della Sinistra alla luce di questa emergenza ambientale e democratica creata da una maggioranza ibrida e da un´amministrazione opaca e inaffidabile, propone la costituzione di un Comitato permanente per la tutela e la valorizzazione del territorio e del paesaggio urbano e rurale, aperto alle forze politiche non compromesse con scelte urbanistiche devastanti; alle organizzazioni sindacali, professionali e sociali; alle associazioni culturali, ai movimenti ambientalisti, ai tecnici, agli artisti e ai giornalisti; a tutti i cittadini che vogliono opporsi allo scempio dell´ambiente e della democrazia, che vogliono riprendersi il diritto di difendere e promuovere il centro storico, il paesaggio urbano e rurale e vogliono partecipare da protagonisti alla costruzione del presente e del futuro di Modica".

TUTTA LA VICENDA
Signor sindaco, signor sovrintendente cosa succede sulla collina dell’Idria? Betoniere, cemento, squadre di operai, una palazzina da tre piani in cemento armato (nella foto). Dalle carte in possesso dell’ufficio e dell’assessorato all’Urbanistica tutto regolare. Le autorizzazioni ci sono, i visti sono a posto, la sovrintendenza ha dato il suo parere favorevole.

Il cantiere è stato riaperto dopo una pausa dopo aver «rivisitato» il progetto originario. Ma la domanda è; siamo sicuri che questo è il modo migliore per tutelare una città che si vanta di essere inserita tra i beni patrimonio del’Umanità dell’Unesco? Nel giorno in cui Legambiente regionale ha lanciato l’allarme perché i siti siciliani sono a rischio, da Agrigento a Selinunte, dalla Valle del Tellaro alle isole Eolie per attacchi di tutti i generi, sarà bene inserire a pieno titolo anche Modica ed il suo territorio perché non è certamente con colate di cemento ed edificazioni invasive che si tutela una collina che si affaccia sulla città, che è il belvedere naturale della «melagrana spaccata» e che è possibile ammirare da entrambi i monumenti patrimonio dell’Umanità, le scalinate di S. Pietro e di S. Giorgio. I dubbi sulla opportunità delle concessioni rilasciate restano intatti e non possono essere taciuti rispetto ad una sovrintendenza che da sempre dice di voler tutelare ambiente e territorio, che circoscrive e frena, opportunamente, lavori pubblici e privati, ma chiude un occhio, o peggio dà il suo visto, a costruzioni esorbitanti, fuori scala e fuori contesto.

La collina, già sfregiata da costruzioni che risalgono agli anni 60’, 70’ ed 80’, vive una pagina nera della sua storia e perde definitivamente il suo residuo fascino a cominciare dalla chiesetta dell’Idria che è stata sommersa negli anni da palazzine. Né basta giustificare questo ennesimo intervento con le costruzioni preesistenti, con i danni già inferti e mai sanati; non è certamente questa una giustificazione per continuare a perpetrare altri misfatti avvalendosi di regolamenti urbanistici e piani paesaggistici che si offrono a tutte le letture e si prestano a tante scappatoie. Dove la legge ed i regolamenti non arrivano dovrebbe prevalere il buon senso, il buon gusto, l’attenzione per il bene comune, ma certamente queste sensibilità non si imparano sui libri o limitandosi a leggere le carte. Modica ha una lunga storia di queste ferite e le porta con sé; dal quartiere della Catena dove un mostro di cemento per una sala parrocchiale fu autorizzato negli anni 90’ e poi bloccato per non venire mai rimosso, alla recente costruzione di una palazzina in via Fontana, prima autorizzata, sempre con la stessa trafila e gli stessi protagonisti e poi bloccata ed ora in attesa di essere sanata con un progetto di «urbanistica compensativa» con aggravio con le casse comunali e solo a danno compiuto.

L’ultima perla è la collina dell’Idria dove già l’allarme era stato lanciato due anni fa , dove al posto di un casolare di qualche decina di metri quadri è stato possibile realizzare una villa con vista sulla città. Su quel barocco che gli amministratori a tutti i livelli dovrebbero tutelare ma che evidentemente non riescono a fare tra l’indignazione dell’opinione pubblica che non riesce a capacitarsi della lontananza della sensibilità delle istituzioni.


nessuno
02/07/2011 | 22.50.31
Meno Rosa "Fare Ambiente"

Per l´ennesima volta ho provato a scrivere il mio commento a questo interessante articolo...ma niente dopo scritto mi scompare tutto...non capisco perchè


nessuno
02/07/2011 | 22.49.56
Meno Rosa "Fare Ambiente"

Per l´ennesima volta ho provato a scrivere il mio commento a questo interessante articolo...ma niente dopo scritto mi scompare tutto...non capisco perchè


Battaglia persa
01/07/2011 | 14.17.33
Antonio Guerrieri

Articolo ammirevole, il professore Gennaro è sempre sensibile a queste cose. Ma intorno all´edilizia girano troppi interessi, e non sarà difficile trovare chi sottolinei come non si debba osteggiare un settore già in crisi profonda. La Sovrintendenza ha avuto il merito, con l´ormai ex-sovrintendente Vera Greco (che per questo ricevette anche pallottole in busta chiusa), di bloccare (almeno temporaneamente) gli scempi che la SES (Società Eolica Siciliana) e altri si apprestavano a compiere in provincia, spalleggiati dall´accanita solidarietà del sindaco di Ragusa Di Pasquale (una cena elettorale del quale fu pagata, per oltre 10.000 euro, dalla stessa SES, lieve conflitto di interessi...). Ma in tante altre cose (molti ancora ricordano il cangiante Hotel "Principe d´Aragona", con la sua sfavillante accoppiata viola-turchese) ha latitato, così come latita il Comune, che si muove solo dopo le denunce di giornalisti e cittadini. Con tutto che il far west vige anche nelle piccole cose, per esempio i rifacimenti delle facciate e l´apposizione di nuove insegne (basta dare un´occhiata al supermercato Conad di via Vittorio Veneto, con insegna "a bandiera", vietata in centro storico, e luccicante intonaco giallo uovo; o al cd. "Palazzo Standa" di Corso Umberto I, rifatto qualche anno fa in un insensato blu, giallo e lilla). La collina dell´Idria ormai è andata. Prepariamoci agli scempi delle campagne con trivelle ed ettari coperti da pannelli fotovoltaici e pale eoliche (ferme).