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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 595
MODICA - 29/06/2011
Attualità - Il presidio per ora non chiude. Se ne riparlerà dopo l’estate, argomento in Consiglio

Non chiude la stazione Cc di Frigintini. Vertice in Prefettura

Soddisfatti Nino Minardo e il vice presidente della provincia Mommo Carpentieri, sindacati, Pd e sindaco all’erta Foto Corrierediragusa.it

C’è uno spiraglio per salvare la stazione dei Carabinieri di Frigintini. Il presidio resterà intanto per tutti i mesi estivi e garantirà la presenza dei militari dell’Arma nella frazione. L’assicurazione è venuta dal Comando Generale dell’Arma dei carabinieri che ne ha dato comunicazione al prefetto Francesca Cannizzo.

Anche Nino Minardo ha dato conferma della sospensione della soppressione della stazione CC nella frazione ma il risultato ottenuto ha innescato ancora una volta polemiche tra i diversi schieramenti politici e la stessa amministrazione. Della vicenda si parlerà comunque con tutti i protagonisti nel corso dell’incontro convocato dal prefetto per venerdì. Vi prenderanno parte i parlamentari Nino Minardo ed Orazio Ragusa, il sindaco Antonello Buscema, ed il colonnello dei Carabinieri Nicodemo Macrì. L’ipotesi dell’istituzione di una stazione mobile al posto della caserma non sta bene al sindaco ed al comitato spontaneo che è stato costituito nella frazione.

Dice il sindaco: «Con tutto il rispetto per la soluzione prospettata non si può subire una retrocessione rispetto alla legittime esigenze di sicurezza di un territorio dove insistono importanti realtà imprenditoriali e una popolazione che esige una presenza costante e diuturna della caserma. Come ente, confermo, siamo disponibili ad offrire un locale per ospitare la caserma come atto vero e sostanziale della città nel perseguire l’obiettivo che il comitato si prefigge».
Nino Minardo è tuttavia convinto che si possa arrivare ad una soluzione più permanente della stazione mobile ed ha chiesto alle istituzioni di lavorare in questi mesi per scongiurare in via definitiva il pericolo della soppressione.

Gli fa eco Girolamo Carpentieri, vicepresidente della amministrazione provinciale che difende il ruolo assunto dal parlamentare modicano. Dice Carpentieri: « Il risultato della temporanea sospensione del provvedimento è un primo importante passo per una risoluzione positiva e definitiva del problema a dimostrazione che l´evidente impegno e la costante disponibilità di Nino Minardo prescinde dalla scarsa propensione al confronto politico dimostrata da qualche espressione istituzionale locale, abituata ad inutili esternazioni epistolari piuttosto che alla concretezza dei fatti e dei risultati».

Il Pd, pur accogliendo con favore le notizie provenienti dal Comando Generale dell’Arma, mette in guardia: « E’ un risultato provvisorio che è sicuramente da attribuire oltre all´azione, comunque tardiva, di Nino Minardo, anche al movimento di popolo e di istituzioni che hanno subito posto in essere una serie di iniziative clamorose e di forte impatto pubblico a sostegno della riapertura della caserma dei carabinieri. Attendiamo la soluzione definitiva della vicenda continuando a lavorare e vigilare perché il tutto non si risolva in un semplice rinvio della chiusura a dopo l´estate (magari appena calerà l´attenzione sulla vicenda) ma sia il segnale di un’inversione della tendenza, purtroppo voluta dal governo nazionale con i suoi tagli, a ridurre la presenza delle forze dell´ordine sul territorio. Auspichiamo quindi che dalla riunione di venerdì si mettano le basi di una vera e più ampia politica di attenzione delle esigenze di sicurezza del territorio modicano».

Anche i sindacati sono sul chi vive; Cgil Cisl ed Uil aderiscono al movimento cittadino in difesa della caserma e chiedono che si pongano in essere tutte le condizioni logistiche ed organizzative perché l’Arma possa fare un passo indietro definitivo. Giovedì intanto l’argomento è stato messo al primo punto dei lavori del consiglio comunale. Lo hanno chiesto i consiglieri rappresentanti della comunità di Frigintini che hanno premuto per una forte presa di posizione della massima istituzione cittadina.