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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 998
MODICA - 18/06/2011
Attualità - Dopo al dura presa di posizione di Sebastiano Failla

Caso Quetzal, sindaco contro Failla e "certa stampa"

Buscema: "Sono il primo ad essere dispiaciuto per il licenziamento delle tre lavoratrici" Foto Corrierediragusa.it

«Sono il primo ad essere dispiaciuto per il licenziamento delle tre lavoratrici della Quetzal ma a loro non posso non rimproverare il tentativo maldestro e provocatorio di dare voce e visibilità alla loro protesta cercando impropriamente di tirare in ballo il sindaco, le sue parentele, il suo partito». Il sindaco Antonello Buscema dice la sua sulla vicenda che interessa da vicino la cooperativa Quetzal e le sue dinamiche interne e dà la sua lettura dei fatti

Dice il sindaco: «E’ noto a tutti è che all’interno di questa cooperativa si sono create negli ultimi anni delle divergenze in merito alle strategie aziendali, alla scelta dei dirigenti, al reale rispetto dell’ispirazione iniziale e delle motivazioni di fondo (commercio equo e solidale) che ne hanno segnato la nascita e la seguente attività. Tale conflitto ha determinato il consolidarsi di due schieramenti contrapposti che ha coinvolto in pieno anche le lavoratrici, alcune delle quali stavano da una parte, mentre alcune stavano dall’altra.

Il sottoscritto, stante i rapporti di amicizia con molti dei soci e dispiaciuto di quanto stava accadendo, a titolo puramente personale ha cercato, ogni qualvolta gli è stato chiesto, con estrema discrezione trattandosi di dinamiche interne ad una azienda privata, di dare un contributo positivo e spesso ha dovuto prendere atto che alcune fratture apparivano insanabili, come dimostrano anche le denunce e le conseguenti ispezioni di vario tipo che la cooperativa ha ricevuto e il cui esito non è ancora noto. Ma ribadisco che si è trattato che di interlocuzioni di carattere personale che nulla avevano a che fare col mio ruolo di Sindaco.

Per questo alcuni mesi fa sono rimasto molto sorpreso e turbato quando qualcuno, aderente al Pd, ha preteso, sol perché fra i lavoratori c’era un suo congiunto, che si intervenisse nelle vicende interne ad una azienda sposando una posizione a scapito di un’altra. E lo ho fatto non col garbo e la delicatezza di chi è consapevole che sta chiedendo al partito e al sindaco di interessarsi di una causa legittima ma pur sempre personale, ma con piglio arrogante e presuntuoso e ricattatorio. In particolare, pretendeva che io entrassi a gamba tesa nelle vicende interne di una azienda privata imponendo le scelte che lui in quel momento riteneva giuste nella gestione aziendale.

Ho cercato insieme ad altri amici - conclude Buscema - di ascoltare, di spiegare che non era corretto confondere e mischiare livelli politici, livelli istituzionali, livelli personali. Ora mi si accusa di complicità».

Il sindaco si meraviglia poi per quella che considera una campagna mediatica denigratoria nei suoi confronti, che definisce «disinvolta», incline alle illazioni perché ha utilizzato «una vicenda interna ad una azienda privata per attaccare il sindaco reo di essere parente o amico di alcuni componenti la cooperativa, strumentalizzando così le lavoratrici ed il loro disagio per montare il caso».

Anche il Pd ritiene scandaloso che si voglia sferrare un attacco al sindaco utilizzando una vicenda prettamente sindacale, che il partito non ha mai avuto controllo diretto ed indiretto su realtà imprenditoriali perché le ritiene inconciliabili con la concezione che il Pd ha della politica. Il Pd ritiene inoltre che sulla vicenda sarebbe stato opportuno riportare la versione delle due parti in causa ritenendo che il caso è stato montato ad arte.

LA PRESA DI POSIZIONE DI SEBASTIANO FAILLA
La Quetzal mantiene il massimo riserbo sul caso delle tre lavoratrici licenziate ma Sebastiano Failla (FdS) chiede di rompere il muro del silenzio per fare chiarezza sui vari passaggi della gestione della cooperativa. Dice il vice presidente dell´amministrazione provinciale: «Mi interessa solo il profilo politico e dico che emerge un finto perbenismo dove parenti, amici degli amici, parrocchiani hanno trasformato una cooperativa del cioccolato in una impresa privata dedita solo al profitto, stretta da un filo di intrighi, convenienze e capace, proprio in ragione del profitto e di giochi di potere interno, di calpestare diritti dei lavoratori, buona gestione ed anche la fiducia di quanti credevano ad un percorso imprenditoriale innovativo e diverso.

In questa vicenda il ruolo della politica, di questa amministrazione, di questo sindaco e della sua rete di parentele ed antiche solidarietà, è forte e ben presente da anni. Diciamo che il presidente è cognato del sindaco, ed è al centro di una ispezione regionale dopo i tre licenziamenti e la gestione poco trasparente della società. Sono anche saltati fuori, tra i soci, anche figure di primo piano del presunto mondo della solidarietà cittadina.

Dove sono i paladini del Pd, cosa dice il sindaco Antonello Buscema, dove sono i manifesti del movimento del consigliere Nino Cerruto, tutti sempre pronti a puntare il dito ed a ritenersi depositari di una verità divina che gli consente i dividere la città tra buoni e cattivi, a loro insindacabile piacimento e discrezione? Dov’è l’indignazione di quella parte della Chiesa, vicina ai temi sociali, in passato pronta a bacchettare con solerzia ed oggi tristemente silente di fronte all’uso ed all’abuso di una pelosa solidarietà?

I grandi custodi della moralità, di ogni virtù civile, e perfino della moralità privata di tutti i cittadini , spieghino cosa sta accadendo in questa vicenda ed abbiano il coraggio di prendere posizione. Ci dicano, con nettezza, come fatto in passato, dov’è il bene e dov’è il male, senza nascondersi dietro ad un imbarazzato silenzio perché il silenzio che si vuole imporre a questa vicenda è quanto meno dubbio e va immediatamente chiarito».