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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 354
MODICA - 15/06/2011
Attualità - Iniziativa della Fed e di Fare Ambiente che chiedono una mobilitazione

Non piace il cimitero privatizzato, chiesto referendum

Anche i sindacati vogliono che l’amministrazione faccia un passo indietro dopo il via al progetto di finanza Foto Corrierediragusa.it

Ci vuole un referendum sul cimitero (nella foto). Per Meno Rosa, coordinatore di Fare Ambiente, ed Orazio Maggio, segretario della Federazione della Sinistra, bisogna ricorrere ad una consultazione della cittadinanza per capire se il progetto di finanza voluto per la gestione del cimitero di Piano ceci può andare avanti. Il progetto ha avuto il via libera da parte del consiglio comunale nonostante alcuni pareri contrari come quello di Vito D’Antona (Sel) ma l’amministrazione Buscema non intende recedere. Oggi pomeriggio tra l’altro a palazzo della Cultura si tiene un incontro promosso dai sindacati per promuovere altre iniziative volte a scongiurare quella che viene vista come la privatizzazione del cimitero.

Dice Orazio Maggio: «La vicenda del project financing del cimitero è la chiara antitesi dei valori espressi nella campagna referendaria. È, infatti, una contraddizione nel merito perseverare nell’affidamento al privato di un servizio pubblico come quello cimiteriale dopo che tutto il centrosinistra, ivi compreso il Pd, ha sostenuto un quesito referendario di opposto orientamento condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani.

È una contraddizione ancora più grave che lo stesso partito che ha esaltato il referendum come momento di partecipazione democratica, deleghi a pochi, alla giunta in particolare, la decisione sull’approvazione di un progetto che stravolge l’affidamento di un secolare servizio pubblico come quello cimiteriale, il tutto senza alcun passaggio che garantisca la partecipazione popolare in tale scelta».

Per Orazio Maggio non bisogna dunque insistere in questa direzione e ricorrere invece al referendum; anche Meno Rosa è sulla stessa posizione e si appella alle forze politiche, sindacali e sociali della città per scongiurare la realizzazione del progetto di finanza.