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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1208
MODICA - 15/06/2011
Attualità - Il sindacato prende posizione sul licenziamento delle tre dipendenti

La Cisl chiede alla Quetzal il reintegro delle lavoratrici perchè "discriminate"

Per Giorgio Fede le tre dipendenti hanno pagato il loro cambio di tessera dalla Cgil alla Cisl
Foto CorrierediRagusa.it

«Le tre lavoratrici licenziate dalla Cooperativa equa e solidale Quetzal hanno pagato il loro passaggio dalla Cgil alla Csil»; Giorgio Fede, componente del direttivo cislino, motiva così il licenziamento delle tre dipendenti ed aggiunge: «Nel momento in cui non si sono sentite tutelate all’interno della cooperativa ed hanno chiesto alcuni chiarimenti sulla gestione al presidente ed all’amministratore delegato le lavoratrici si sono ritrovate la lettera di licenziamento a casa dall’oggi al domani».

La Cisl ha avviato la procedura di impugnazione del licenziamento e chiederà al giudice del lavoro il reintegro immediato nella loro funzione. Spiega ancora Giorgio Fede: «Non faremo un passo indietro rispetto a questa posizione, non condividiamo affatto questo modo di comportarsi dei vertici della cooperativa che oltre a licenziare tre dipendenti le ha fatte decadere anche come socie. La Quetzal dovrebbe essere ispirata dalla correttezza e perseguire il bene comune, in questa vicenda mi pare che si possano cogliere aspetti completamente opposti». Il sindacato da parte sua sta approfondendo i motivi per i quali mentre da un lato venivano mandate a casa tre dipendenti la Quetzal ne ha invece assunto altre cinque oltre al direttore generale. E’ stato proprio il licenziamento delle tre dipendenti ad innescare una scia di polemiche e di contrapposizioni all’interno della Quetzal; una lettera aperta con accuse circostanziate è stata sottoscritta dalle socie-lavoratrici mentre su un altro fronte alcuni componenti l’assemblea hanno sollecitato una ispezione da parte di funzionari regionali che è in pieno svolgimento. Proprio negli scorsi giorni due ispettori sono stati in città a visionare documenti ed atti contabili per accertare la regolarità delle procedure.

Da parte sua Simone Sabaini, direttore commerciale della cooperativa Quetzal, tiene a precisare che il suo licenziamento è stato dovuto a divergenze di vedute sull’indirizzo strategico da dare alla cooperativa e non a presunti comportamenti scorretti nei confronti di alcuni dipendenti. Anche il segretario del Pd Giancarlo Poidomani ha voluto precisare che il Pd non è stato mai investito della questione Queztal ma è contraddetto da uno stesso iscritto al partito Tonino Aprile che riferisce a questo proposito di un incontro informale presso la sua abitazione con lo stesso segretario Pd, il sindaco Antonello Buscema e con gli assessori Giovanni Spadaro e l´attuale capogruppo Giorgio Zaccaria. Il Pd è stato dunque a conoscenza dei fatti sin dal primo momento ma evidentemente non ha ritenuto la questione meritevole di attenzione.

L´ORIGINE DELLA VICENDA
I veleni della cooperativa Quetzal. La gestione della cooperativa, che fa parte del circuito «equo e solidale», è sotto la lente di ingrandimento degli ispettori inviati dalla Regione per una revisione straordinaria di tutta l’attività della cooperativa, il cui punto vendita si trova in corso Umberto (nella foto).

Il caso è esploso con il recente licenziamento di tre dipendenti che lo scorso 26 maggio si sono viste recapitate la lettera dell’amministratore delegato Fabrizio Nardo che ha giustificato il provvedimento con una «mancanza di commesse e la necessità di ridurre il personale», anche se nel frattempo nell’organico della Quetzal sono state assunte altre sei dipendenti ed un amministratore delegato cui viene riconosciuta una retribuzione di 38mila euro l’anno oltre ad una copertura assicurativa onerosa per le casse sociali. Gli ispettori regionali sono stati già in città a visionare le carte e verificare la veridicità dei fatti riferiti dagli attuali amministratori, da dipendenti presenti e passati. L’ispezione è partita da un circostanziato esposto in cui si mette in discussione l’operato del presidente del consiglio di amministrazione della Quetzal, Piero Iemmolo e di quei soci che hanno approvato il bilancio 2009 «ritenuto privo di elementi di trasparenza perché alcuni voci sono state pareggiate in modo artificioso» come si legge nell’esposto.

Al presidente ed ai soci viene poi imputata la mancata regolarizzazione contributiva di alcuni dipendenti, il licenziamento dell’ex direttore commerciale Simone Sabaini e la riassunzione con funzioni superiori di un ex dipendente precedentemente licenziato. Uno dei punti nodali della vicenda ruota infatti attorno al licenziamento del direttore Simone Sabaini nonostante questi avesse traghettato la cooperativa verso lidi economicamente redditizi inventandosi una linea di produzione innovativa come quella dei liquori dopo il calo delle vendite del 2008 che vede la cooperativa in difficoltà.

Il presidente Iemmolo rimprovera al suo direttore un comportamento scorretto nei confronti di alcune dipendenti e nonostante la buona perfomance aziendale il presidente ritiene di farne a meno e di affidare la carica all’attuale direttore Fabrizio Nardo di Gela, imprenditori di pannelli solari, che con il cioccolato ed il mondo del cacao ha veramente poco a che fare. Una scelta sulla quale molti si sono interrogati e che molti motivano con il fatto che Nardo avrebbe avuto rapporti lavoro con Rosario Guarrasi, prima semplice dipendente, che dopo una controversia a colpi di querele con Piero Iemmolo è promosso sul campo al posto di Simone Sabaini dopo che lo stesso presidente ha ottenuto la remissione di una querela nei suoi confronti.

La gestione Quetzal è insomma ricca di colpi di scena, di manovre, di colpi bassi, che mal si addicono ad una cooperativa che si definisce solidale e si ispira ai principi della correttezza. La vicenda Quetzal non si esaurisce tuttavia al campo strettamente gestionale perché ha assunto anche un profilo politico, in riferimento al profilo defilato assunto dal sindaco Antonello Buscema che nella Quetzal ritrova una sua diretta emanazione. Molti dei componenti della assemblea, a cominciare dal presidente Piero Iemmolo, sono parenti stretti ed amici di lunga data, diretto riferimento a quel gruppo che fa capo alla parrocchia di S. Pietro che per anni ha visto il sindaco in prima fila e che resta lo zoccolo duro del consenso del primo cittadino.

Nella segnalazione al Pd, che ufficialmente ha sorvolato sul documento riservato e lo ha quasi rimosso, si segnala il pericolo che la gestione della Quetzal, che si vuole avallata in modo perlomeno sottaciuto dallo stesso sindaco, si trasformi in un ufficio collocamento, in un boomerang a livello di immagine ma anche politico, perché la gestione della cooperativa emerge opaca e non certo rispettosa dei principi di sana amministrazione; a questo proposito viene fatto riferimento al verbale dell’assemblea che approvò il bilancio contestato che annoverava tra gli altri soci presenti anche il presidente della Caritas diocesana Maurilio Assenza, che non partecipò più ai lavori dell´assemblea.