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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1349
MODICA - 09/06/2011
Attualità - Emblematica la vicenda di Giovannella Scifo, in pensione ad appena 40 anni

"Baby" pensionati, a Modica il caso di una quarantenne

Una pacchia tutta siciliana che, un paio di settimane fa, il settimanale «Panorama» non aveva esitato a bollare come «vergognosa» Foto Corrierediragusa.it

Sta per finire la pacchia dei baby pensionati, partoriti in gran numero dalla legge 104 approvata nel 2000 dall’Assemblea regionale siciliana. Una legge che consente ai dipendenti regionali di congedarsi dal lavoro con appena 25 anni di contributi, 20 per le donne, che scendono addirittura a 16 se si deve accudire un parente prossimo che ha bisogno di cure. Una pacchia tutta siciliana che, un paio di settimane fa, il settimanale «Panorama» non aveva esitato a bollare come «vergognosa».

E pure dannosa, aggiungiamo noi, se pensiamo alla tragica circostanza che le generazioni presenti e ancora peggio quelle future, non potranno contare su una pensione certa degna di tal nome, neanche dopo oltre 35 anni di contributi, che potrebbero arrivare fino a 40. La cinghia si stringe anche a causa di chi è andato in pensione già a 40 anni, dopo appena 18 anni e 10 mesi di carriera. E’ il caso eclatante della modicana Giovannella Scifo, ex dipendente dell’ufficio collocamento di Modica, andata a riposo su sua stessa richiesta il primo febbraio 2008, lo ripetiamo ad appena 40 anni. Un caso talmente sui generis da aver meritato la citazione sul numero del settimanale nazionale contenente il servizio dall’evocativo titolo «Chi munge la Sicilia».

Ma in effetti la Sicilia, regione a statuto autonomo, si è munta da sola, con la famosa legge 104 del 2000 approvata dall’Assemblea regionale siciliana. Giovannella Scifo non ha fatto altro che usufruire della legge 104, al pari di tanti altri ben più illustri «colleghi» siciliani, a cominciare dai 682 dipendenti della Regione, di cui 151 andati a riposo in età inferiore ai 51 anni, per finire all’attuale assessore regionale alle infrastrutture Pier Carmelo Russo, in pensione a 47 anni. Tutto previsto dalla cosiddetta «legge 104 Made in Sicily».

Ad oltre un decennio di distanza dall’approvazione della legge scandalo che ha partorito tanti baby pensionati che pesano sulle casse regionali, l’assessore per le autonomie locali e la fnzione pubblica per la Regione siciliana, Caterina Chinnici, ha predisposto un disegno di legge, già inviato alla giunta per l’approvazione e il successivo invio all’Ars, con il quale abrogata la troppo abusata legge 104. Il disegno di legge,quindi, adegua il sistema pensionistico dei dipendenti regionali a quello statale che limita il ricorso al pensionamento anticipato esclusivamente nell’ipotesi di grave stato di salute del dipendente stesso. Meglio tardi che mai.


Errata Corrige
13/06/2011 | 12.06.07
Antonio Guerrieri

La "famosa" legge 104 del 2000 non esiste. C´è una legge statale 104 del 1992, a cui poi ha fatto seguito varia normativa regionale siciliana, e in particolare, il 29 dicembre 2003, la legge regionale 21 del 2003 (Finanziaria per il 2004), il cui articolo 20 comma 7 ha aggiunto quel riferimento ai ´figli´ che ha consentito le baby pensioni.