Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 950
MODICA - 07/06/2011
Attualità - L’iniziativa del Dopolavoro Ferroviario per riportare l’attenzione sulla tratta Siracusa-Ragusa

Il treno come metafora con musica e canzoni alla stazione

Pippo Gurrieri ha aperto la serata ricordando come 120 anni di storia, di cultura, di sacrifici, e vite umane stiano evaporando nel silenzio. Foto Corrierediragusa.it

Serata in stazione nell’ambito del progetto promosso dal circolo di Modica del Dopolavoro Ferroviario di Siracusa. Dopo la mostra «Ferrovia Iblea, Ieri ,Oggi e Domani?» allestita a palazzo delle Cultura nello spiazzale antistante la stazione di Modica i Suonambuli e la Compagnia Teatrale Iblea hanno dato vita ad uno spettacolo (nella foto) che è stato un’alternarsi di brani musicali e recitazioni che hanno regalato forti emozioni. Tra un brano e l´altro Alessandro Sparacino ha riportato alla memoria degli spettatori, ricordi, emozioni e storie di vita vissuta. Il treno come metafora della vita, con gli incontri fugaci di compagni di viaggio dei quali poi si perde memoria, di incontri da cui nascono rapporti duraturi.

"Sui Binari dell´Anima" non poteva non prevedere una ballata che si richiama a un fatto realmente accaduto il secolo scorso (esattamente il 20 luglio 1893) e, per quanto riguarda i fatti, vi si attiene fedelmente. Si tratta di un episodio singolare, rimasto se non unico abbastanza raro negli annali ferroviari."La Locomotiva" di Guccini, "la locomotiva come una cosa viva lanciata a bomba contro l´ingiustizia" brano che il suo fascino col passare delle generazioni. E ancora "Generale" di De Gregori, "I treni a vapore" di Fiorella Mannoia, ma anche «Auschwitz» dei Nomadi.

Tra i ricordi della serata è affiorato anche quello di chi la ferrovia l´ha utilizzata per lasciare la Sicilia, da emigrante, quelli che l´hanno utilizzata per studiare fuori, per lavoro, il treno del sole per tutti coloro che lo prendono per fare ritorno a casa ed il treno grigio e triste che li riporta fuori dopo le vacanze. Ma anche chi col treno ha vissuto la triste esperienza della deportazione nei campi di sterminio. con la lettura di un toccante brano di Primo Levi.
Poi Sparacino si è soffermato sulla bellezza della Trinacria, intonando un brano di Spampinato, in dialetto siciliano che ha emozionato gli spettatori, «Muddichedda muddichedda».
Lo spettacolo si è concluso in modo allegro, con il coinvolgimento del pubblico in una tarantella improvvisata che ha spezzato il sottile velo di tristezza e di nostalgia.

Pippo Gurrieri da parte sua ha aperto la serata ricordando ai presenti come 120 anni di storia, di cultura, di sacrifici, sforzi e vite umane stia evaporando nel silenzio e nel disinteresse di chi dovrebbe salvare la ferrovia.