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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 892
MODICA - 03/06/2011
Attualità - Presa di posizione di Vito D’Antona (SEL) sulla destinazione dell’immobile acquistato dal comune per 840 mila euro

Il futuro dell´ex palazzo delle Poste fa discutere

L’amministrazione ne vuole fare sede di tutti gli uffici delle entrate

Ci sono idee contrastanti su futuro dell’ex palazzo delle Poste di corso Umberto. L’amministrazione ne vuole fare la sede degli uffici delle entrate; per l’assessore Santino Amoroso infatti l’ente ha bisogno di concentrare tutti gli uffici che hanno a che fare con introiti, pagamenti, ragioneria per snellire e rendere più funzionale il lavoro.

E’ il progetto dell’assessore alle Finanze stanco di girovagare per sedi e di uffici alla ricerca di informazioni, dati e documenti. L’edificio è stato da poco liberato dalle scaffalature e dai libri della biblioteca comunale dove tutto il materiale si trovava accatastato da cinque anni. Il trasferimento del patrimonio libraio è stato accelerato proprio per dare il via libera al progetto dell’assessore Amoroso, che tuttavia incontra le perplessità di Vito D’Antona. Il consigliere Sel infatti ricorda come l’immobile sia stato comprato per 840 mila euro e sia stato iscritto nei beni immobili da alienare per un milione 540mila euro. L’ex palazzo delle Poste fa parte infatti di un elenco di beni di proprietà comunale la cui vendita consentirebbe di abbattere il pesante disavanzo dell’ente che ammonta oggi a circa 21 milione di euro.

Dice Vito D’Antona: «ricordo inoltre che nel piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari», nel quale era contenuto il palazzo la destinazione urbanistica assegnata all’ex Palazzo delle Poste, in variante al Piano Regolatore Generale, per volontà espressa precedentemente dal Consiglio Comunale, è quella di «ricettiva, commerciale, direttiva»; una nota del Dirigente quinto Settore inoltre ci ricorda che l’edificio non può essere venduto, in quanto contenuto in un elenco di immobili comunali gravato da pignoramento o da ipoteche da terzi. Vorrei dunque capire come fa dunque l’amministrazione a pensare ad un suo riutilizzo per ospitarvi uffici comunali visto che gli atti del Consiglio e della Giunta sembrano indirizzati verso la vendita dell’edificio, al fine di ridurre il pesante disavanzo finanziario».