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MODICA - 12/05/2011
Attualità - Dopo la rovinosa caduta dell’antico manufatto

50 mila euro per il lampadario della chiesa di S. Pietro

L’arciprete, Don Corrado Lorefice, ha preso l’iniziativa a nome della parrocchia ed ha contattato tre aziende di Murano

Ci vogliono almeno cinquantamila euro per il nuovo lampadario della chiesa di S. Pietro. L’arciprete, Don Corrado Lorefice, ha preso l’iniziativa a nome della parrocchia ed ha contattato tre aziende di Murano capaci di produrre un lampadario degno di quello crollato la sera del 27 marzo scorso.

Dice Don Corrado Lorefice: «Mi sono premurato di chiedere preventivi e soprattutto di fornire il disegno di un lampadario che possa degnamente sostituire quello andato in frantumi. Le aziende mi hanno assicurato sulla qualità della manifattura e soprattutto sulla loro capacità di produzione di un lampadario di quelle dimensioni. Dobbiamo prendere una decisione e soprattutto trovare le risorse adeguate».

Il lampadario dovrà arredare l’altare centrale della chiesa per colmare la ferita ed il vuoto lasciato dal vecchio manufatto. Il lampadario dovrà essere realizzato in vetro di Murano riproducendo a grandi linee il precedente sia nei colori che nelle dimensioni. Il costo minimo è attorno ai cinquanta milioni ma potrebbe arrivare anche più in alto.

La parrocchia intende promuovere una sottoscrizione ed appellarsi ad imprese, aziende e semplici cittadini visto che dalla sovrintendenza di Ragusa non sembrano arrivare segnali confortanti. Il sovrintendente Alessandro Ferrara in occasione del suo sopralluogo aveva assicurato il suo impegno seppur condizionato ai fondi messi a disposizione dall’assessorato ai Beni culturali regionale. La parrocchia ha deciso pertanto di darsi da fare e di accelerare i tempi anche se qualità, disegno e manifattura del nuovo lampadario dovranno passare al vaglio della sovrintendenza.

Il vecchio lampadario del peso di sei quintali si è verificato alla fine dei lavori di pulitura dei vetri, che si sono resi necessari per asportare la polvere prodotta dell’opera di restauro del pavimento. Gli addetti stavano tirando su il lampadario con l’argano, ma, durante l´avvolgimento, il cavo di acciaio, raccoltosi solo in una parte della gola, ha fatto un improvviso scatto verso la parte libera dell’argano. Il lampadario è così scivolato verso il basso ed, ha subito le conseguenze del forte contraccolpo, frantumandosi in mille pezzi, ora raccolti per la memoria storica, ma inutilizzabili.