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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1492
MODICA - 12/05/2011
Attualità - Cittadini ed associazioni preoccupati per il protrarsi dell’inquinamento

Buscema sull´acqua inquinata: "Io ve lo avevo detto un anno fa"

Ma è possibile, caro sindaco, che i lavori per un problema così delicato possano durare un anno?
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco conferma: «L’acqua non è potabile. Lo abbiamo detto da un anno a questa parte e la cosa è risaputa. L’ amministrazione si è preoccupata di comunicarlo alla città in ogni modo possibile, proprio al fine di evitare che questo potesse causare problemi alla salute dei cittadini. Non vedo dunque il motivo dell’allarmismo che si vuole generare con interventi e comunicati. E’ la solita operazione costruita per creare confusione e disinformazione nell’opinione pubblica».

Antonello Buscema (nella foto) precisa che l’acqua proveniente dalle sorgenti di S. Pancrazio, S. Cuore e Costa del Diavolo, in pratica oltre la metà dell’approvvigionamento idrico cittadino, è inquinata e non utilizzabile a fini potabili. Il sindaco si chiama fuori da responsabilità e rivendica la bontà della sua azione: « Questa incresciosa situazione si è venuta a determinare per la mancanza di ogni seppur minimo intervento manutentivo che si protraeva da moltissimi anni; che fosse meritevole della massima attenzione ne siamo stati subito ben consapevoli. Per questo abbiamo dato massima priorità alla stesura del progetto, al suo finanziamento, all´appalto dei lavori e alla loro esecuzione. I lavori di adeguamento dei locali costeranno 76 mila euro e dovrebbero concludersi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. A quel punto sarà possibile attivare gli impianti per clorare le acque e quindi superare questa fase di emergenza che da diversi mesi ha compromesso la potabilità dell’acqua di gran parte della rete idrica a Modica Bassa, Modica Alta, Modica Sorda e nel quartiere Dente.»

Il sindaco dice di non capire dunque il senso delle preoccupazioni sollevate dai cittadini e non ritiene opportuno fare il punto della situazione con dati alla mano per una operazione di trasparenza che per altri versi ed in altri settori della macchina comunale vanta. Risulta inoltre difficile capire come per lavori riguardanti l’adeguamento di tre locali possono essere passati dodici mesi quando l’urgenza e la delicatezza della questione avrebbe imposto tempi celeri e con tutte le risorse umane e tecniche a disposizione. Limitarsi ad ordinanze di divieto dell’uso dell’acqua è il minimo ma è anche troppo riduttivo; un amministratore deve rispondere in modo efficace alle urgenze; il sindaco ne prenda atto e si dia una mossa insieme ai suoi funzionari ed uffici.


LA RABBIA DELLE ASSOCIAZIONI

Resta aperta la questione acqua ma associazioni, cittadini, movimenti sono sul chi vive e chiedono all’amministrazione di intervenire. La mancata clorazione dell’acqua potabile preoccupa ma anche il silenzio dell’amministrazione e degli uffici preposti al controllo dei campioni non aiuta a tranquillizzare cittadini e residenti.

Insieme Per la Sicilia ha chiesto al sindaco di rendere moti i dati delle analisi, l’Isa chiede chiarezza, conto e ragione del perché non sono stati ancora completati i lavori di adeguamento dei locali per la clorazione dell’acqua e insiste nella sua campagna per l’abbattimento del canone idrico alla luce della mancata potabilità dell’acqua della conduttura comunale. Sebastiano Failla chiede a prefetto e magistratura di approfondire la questione ed all’amministrazione di accelerare al massimo i lavori.

Tutti rilevano come la prima ordinanza del divieto dell’uso dell’acqua a fini potabili risale al 24 maggio dello scorso anno e riguardava la sorgente S. Pancrazio che approvvigiona tutto il centro storico ed il Dente; seguì una seconda ordinanza il 15 giugno dello scorso anno relativamente al serbatoio che rifornisce il quartiere S. Cuore e rispetto alle cause che portarono ai due provvedimenti nulla è ancora cambiato se non che a S. Pancrazio sono stati avviati i lavori ma devono ancora essere completati. Tanti mesi, troppi, per non suscitare preoccupazione, soprattutto alla luce del fatto che non si hanno ancora certezze sull’ultimazione dei lavori di adeguamento dei locali dove viene effettuata la clorazione dell’acqua proveniente dai pozzi.

COLIFORMI E BATTERI NELL´ACQUA COMUNALE
Resta irrisolta in città la questione della potabilità dell’acqua. C’è anche preoccupazione tra i residenti visto che il problema è sul tappeto da un anno ma l’acqua che esce dai rubinetti e dalle fontane pubbliche non è potabile. Un paio di capi condomini, uno stabile in via Vittorio Veneto ed uno in via Napoli, si sono presi la briga di controllare la qualità dell’acqua ricorrendo ad esami specifici affidati a specialisti del settore.

Il risultato è stato disarmante; sia nel centro storico sia a Modica Alta è diffusa la presenza di coliformi nell’acqua che proviene dalle condutture comunali. Del fatto sono stati informati tutti i condomini che hanno dovuto prendere atto della situazione e ricorrere, più di quanto abbiano fatto finora, a misure più drastiche nell’uso quotidiano dell’acqua. Dice uno dei due capi condomini: "La situazione in cui versa la città non ci lascia tranquilli; è passato un anno ed avevamo avuto rassicurazioni sul completamento dei lavori sugli impianti di attribuzione.

Una città non può andare avanti con misure tampone come la bollitura dell’acqua ma deve mettere in atto soluzioni strutturali e nel più breve tempo possibile. Non si può dormire e sperare che la situazione non esploda". Alcuni farmacisti hanno inoltre segnalato un aumento di disturbi intestinali nel corso degli ultimi mesi ed in particolare da parte dei turisti che si trovano a soggiornare in città. Se infatti i residenti sono al corrente del problema ed hanno preso le loro contromisure è difficile informare chi arriva in città e non è a conoscenza del problema; bere da una fontanella pubblica, al bar, o al ristorante acqua può infatti complicare lo stato di salute generale.

Un ristoratore pone una domanda al sindaco: « I campioni prelevati dalla conduttura comunale sono stati inviati all’Asl per gli esami ed in caso positivo quali sono i risultati delle analisi? Il sindaco ci informi della situazione». La questione acqua è stata affrontata da Meno Rosa, coordinatore di Fare Ambiente, che tocca il punto dolente della vicenda. Dice Meno Rosa: « L’amministrazione ha affrontato il problema in modo superficiale. E’ da un anno che è non si fa clorazione alla fonte distributiva del sistema ed il caso è rimasto irrisolto».

Tutto nasce dal rifiuto di due operatori addetti alla clorazione dell’acqua provenienti dai vari pozzi che riforniscono la città. I due addetti hanno infatti sollevato il problema della igienicità dei locali dove si trovano ad operare e l’accesso non è stato pertanto consentito. Da qui la mancata clorazione dell’acqua ed il ricorso da parte del sindaco ad una ordinanza che vieta l’uso per fini potabili se non previa bollitura. L’amministrazione ha poi affidato lavori per 80 mila euro per la ristrutturazione dei locali che non sono stati ancora ultimati mentre l’acqua viene regolarmente distribuita.

L’igienicità dei locali per la clorazione delle acque riguarda almeno altri quattro pozzi e questo fa capire la gravità e l’estensione del problema. Il sindacato Isa, i partiti politici dell’opposizione e lo stesso Fare Ambiente hanno sollevato il caso del pagamento del canone da parte dei cittadini a fronte di un servizio che funziona a metà e soprattutto che può risultare pericoloso per la salute pubblica.


acqua inquinata a modica
25/06/2011 | 15.55.54
Gustavo Rinaldi

Non ci sono più notizie relative all´inquinamento dell´acqua a Modica? Non era stato detto che i lavori sarebbero termianti entro i primi di giugno? E´ mai possibile che la stampa, quella cartacea locale, non dia informazioni più aggiornate? Fatelo almeno voi, per favore. Una città intera continua,silenziosamente (sic), a subire e ad aspettare. Fino a quando?