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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 886
MODICA - 28/04/2011
Attualità - Modica: dopo 10 anni scompare il punto vendita di contrada Michelica

Chiude a Modica Romano Legno mercato, 8 licenziamenti

Sindacati preoccupati, non si trovano soluzioni

La crisi avanza ed è tangibile. Nei numeri innanzitutto tanto da far dire a Nicola Colombo, segretario della Camera del lavoro: «C’è una situazione difficile perché la crisi è strisciante e si sta allargando a macchia di leopardo in tutti i settori una volta trainanti dell’economia; quello dell’edilizia, dell’agricoltura, del terziario.

Dal nostro punto di vista le prospettive non sono molto incoraggianti e servono misure di tamponamento efficaci e soprattutto veloci». Sono almeno un paio le situazioni delicate che hanno fatto scattare l’allarme. Una azienda di distribuzione del legno e materiali per la casa ed il fai da te (Romano Legno Mercato) ha deciso di chiudere il punto vendita che da oltre dieci anni è attivo in contrada Michelica, di fronte alla zona artigianale. Otto lettere di licenziamento sono state annunciate al sindacato ed ai diretti interessati visto che l’azienda è costretta a rivedere i suoi piani di sviluppo.

La procedura prevede l’inizio del procedimento di licenziamento e la sua conclusione entro 75 giorni se non intervengono, improbabili, fatti nuovi. Non sarà possibile in questo caso tutelare i dipendenti con la cassa integrazione guadagni perché non ci sono prospettive di riassorbimento e non si tratta di una contingenza ma di una condizione strutturale dell’azienda che anche a Siracusa si è vista costretta a ridimensionare i suoi piani. La Cgil ha già chiesto un incontro urgente ai responsabili ed i dipendenti hanno già programmato un’azione di sciopero autonoma ma che confluirà sicuramente nello sciopero programmato per il sei maggio in provincia.

A questo punto si vedono poche prospettive di soluzione della vicenda anche perché negli ultimi due anni l’azienda ha proceduto ad una riduzione del personale e non ha dimostrato alcuna intenzione di cambiare rotta ed il dato macroeconomico è quello che è. C’è una saturazione del mercato, una carenza di liquidità delle famiglie, una concorrenza che gioca tutte le sue carte. Altre situazioni delicate riguardano due aziende che operano nel campo delle vendita ed assistenza automobilistica. La prima ha già proceduto nei mesi scorsi a mettere in cassa integrazione cinque dipendenti e a limitare solo ad uno il licenziamento di un operaio. Altro caso più delicato è quello riguardante la concessionaria Volkswagen.

Dice ancora Nicola Colombo: «C’è in ballo il futuro di venti dipendenti. Le discussioni sono in corso perché l’azienda ha appena comunicato la sospensione dell’attività. Si tratta dell’azienda forse di più antica data della provincia visto che è stata costituita nel 1902 e per motivi di ordine organizzativo e familiare ha deciso di fermarsi. Anche in questo caso siamo preoccupati, stiamo discutendo per assicurare un futuro certo ai dipendenti grazie anche alla collaborazione dei titolari». Non va meglio nel settore edile, che è quello trainante da sempre l’economia della città.

Sono in 250 tra manovali, imbianchini, operai specializzati ad avere perso il lavoro nell’ultimo anno e le prospettive non sono positive a conferma che la crisi ha cominciato a mordere sul corpo vivo di tutta l’economia. L’altra faccia della medaglia, diversamente da quanto dicono le cifre, è rappresentata da nuovi investimenti commerciali, soprattutto nel settore della distribuzione. La domanda è: si tratta di una contraddizione in termini o di un nuovo indirizzo dell’economia dove vince chi è più grande e dunque competitivo rispetto alla piccola e media azienda?