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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1159
MODICA - 16/04/2011
Attualità - Modica: il sopralluogo del soprintendente nella scalinata della chiesa madre di S. Pietro

Ferrara: "Degrado "santoni", possibili responsabilità sulla vicenda"

"E’ importante comprendere come si è potuto arrivare allo stato di degrado attuale dopo appena otto anni dal restauro"
Foto CorrierediRagusa.it

Alessandro Ferrara vuole capire. Il sovrintendente ai Beni culturali è stato puntuale all’appuntamento sulla scalinata della chiesa di S. Pietro. Ha guardato con attenzione i dodici «santoni» che punteggiano la scalinata e si è soffermato su quelli che sono in condizioni più precarie.

Ha detto Alessandro Ferrara: «E’ importante comprendere come si è potuto arrivare allo stato di degrado attuale dopo appena otto anni dal restauro. Il primo passo del nostro intervento sarà l’indagine sulla pietra perché la composizione dell’elemento lapideo parla chiaro e ci svelerà quello che ci interessa sapere. Solo dopo questa fase di indagine potremo pensare al recupero, al restauro ed alla conservazione delle statue.

E’ un lavoro lungo che comunque intendiamo cominciare al più presto. Non è il momento migliore perché la Regione ha pochi soldi da mettere a disposizione ma sono certo che con l’aiuto dei rappresentanti politici ed istituzionali potremo avere a disposizione le somme che servono».

Il sovrintendente è stato accompagnato nel suo sopralluogo dal sindaco Antonello Buscema, dall’assessore alla cultura, Enzo Scarso, da Riccardo Minardo, dai tecnici della sovrintendenza. Gli occhi si sono posati sulle statue che sono più esposte allo smog ed agli scarichi delle macchine, cioè quelle che sono più vicine alla strada. Ferrara ha confermato ha confermato che sono quelle che stanno peggio e che evidenziano segni di disfacimento della pietra. Il sovrintendente si è guardato bene dall’entrare nel merito del precedente restauro che è stato effettuato sempre dalla sovrintendenza di Ragusa sotto la direzione di Carmela Vella.

Lavori che sono durati quattro mesi e che hanno consentito di restituire alla città le dodici statue nel dicembre del 2003 quando a tagliare il nastro fu l’allora assessore regionale alla cultura, Fabio Granata insieme al sindaco Piero Torchi. Il risultato è che oggi bisogna ripartire da quell’intervento e programmarne uno nuovo. Recuperare i santoni e preservarli dalla pioggia acida, dallo smog e dagli scarichi della macchine costerà non meno di 12 mila euro a statua ed il costo potrebbe arrivare a 15 mila euro. Il conto è presto fatto e per tutta la scalinata serviranno circa 150 mila euro.

Somme che la sovrintendenza non ha e che deve andare a procurarsi visto che potrà utilizzare per l’indagine conoscitiva 55 mila euro che ha a sua disposizione tra i fondi per la somma urgenza. Riccardo Minardo ha garantito che farà ricorso ai suoi buoni uffici presso il presidente Raffaele Lombardo per ottenere il finanziamento che servirà a coprire tutta la spesa, circa 100 mila euro. Antonello Buscema da parte sua ha colto l’occasione per segnalare la necessità di intervenire anche in alcune parti interne della chiesa madre visto che le infiltrazioni e la mancanza di manutenzione sta procurando dei danni al patrimonio artistico.

C’è poi da risolvere il problema del lampadario dell’altare maggiore che è crollato un mese fa e dovrà essere sostituito. Una somma importante se si vorrà eguagliare la bellezza del precedente lampadario che né la sovrintendenza né il comune hanno nelle loro disponibilità. Questo discorso non è stato ancora affrontato ma il recupero dei santoni complica la risoluzione del problema.

Nella foto di Maurizio Melia e Luca Migliore il soprintendente Ferrara durante il sopralluogo accompagnato da Riccardo Minardo