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MODICA - 12/04/2011
Attualità - Modica: le cure di otto anni fa non hanno prodotto effetti significativi per le statue

Tutti al capezzale dei 12 santoni della chiesa di S. Pietro

Preoccupanti le condizioni in cui versano i "santoni" più vicini alla sede stradale, urge intervento Foto Corrierediragusa.it

Tutti al capezzale dei dodici apostoli. Sindaco, vicesindaco, sovrintendente, tecnici effettueranno un sopralluogo sulla scalinata della chiesa madre di S. Pietro per capire lo stato delle dodici statue che adornano il prospetto della chiesa. Alessandro Ferrara, sovrintendente ai Beni culturali di Ragusa, ha confermato la sua presenza per venerdì mattino e seguirà di persona la questione.

Insieme a lui i tecnici dell’unità operativa beni storici ed artistici e quelli della unità operativa beni architettonici. Saranno loro a dovere verificare dal punto di vista operativo modi e tempi di un eventuale intervento ma soprattutto stabilire in quale stato i dodici «santoni» si trovano. Il sovrintendente ha avuto ieri un incontro con il vicesindaco Enzo Scarso, che era stato delegato dal sindaco Antonello Buscema, ed ha prospettato il pericolo di ulteriore degrado in cui le statue potrebbero precipitare per il continuo effetto dello smog e dell’inquinamento ambientale.

Alessandro Ferrara non è stato tuttavia molto sorpreso dal rapporto del vicesindaco visto che in una recente visita a S. Pietro in occasione della caduta del lampadario della navata centrale aveva notato anche lui l’annerimento della pietra.

All’incontro tenutosi presso la sede della Sovrintendenza è stato presente anche Riccardo Minardo che si è impegnato a garantire eventuali impinguamenti di somme da parte del dipartimento dei beni culturali e delle identità siciliane qualora i fondi dovessero rendersi necessari. La sovrintendenza infatti ha nella sua disponibilità circa 55 mila euro da destinare a lavori di somma urgenza come nel caso delle statue di S. Pietro.

Ad una prima valutazione questi fondi potrebbero bastare solo per un intervento di pulizia speciale ma essere insufficienti per un progetto più ambizioso e incisivo di tutela delle statue per cui bisognerebbe a quel punto ricorrere a fondi regionali. Dice il vicesindaco Enzo Scarso: «Seguiremo da vicino tutta la vicenda anche perché ci rendiamo conto che il tempo non gioca a favore della buona salute delle statue se non si interviene per tempo. Certo, mi sorprende come nel giro di poco meno di dieci anni l’intervento di recupero e restauro non si sia rivelato efficace.

Lo stesso sovrintendente mi ha assicurato che quel tipo di recupero a suo tempo portato avanti e concluso fa sentire i suoi benefici effetti per almeno venti anni pur considerando l’inquinamento circostante». A conferma che il nero sia effetto dei gas di scarico è la constatazione che le statue che soffrono di più e si trovano in uno stato precario sono quelli prospicienti corso Umberto e che costeggiano la via Garibaldi mentre le tre a monte della scalinata evidenziano solo pochi segni sia per quanto riguarda il mutamento del colore sia lo sfaldamento della pietra. Nel caso delle quattro statue alla base della scalinata appare evidente come la pietra versi in uno stato di sfibramento che porta alla luce il materiale sottostante che è stato usato dagli artigiani del tempo.

I 12 SANTONI "FERITI"
Stanno male i santoni di S. Pietro. Molto male se la pietra in calcare tenero si è annerita e si sta sbriciolando. C’è motivo sufficiente per lanciare l’allarme prima che sia troppo tardi. I danni dello smog e soprattutto del traffico sono evidenti.

Dei dodici santoni che adornano la scalinata della chiesa madre di S. Pietro ben otto sono anneriti in buona parte e la pietra appare in uno stato preoccupante di friabilità; si salvano solo le quattro statue che sono più lontane dalla sede stradale che conservano ancora la luce e la colorazione originale della pietra. Sta molto male S. Andrea (nella foto scattata da dietro) ed a lui fa compagnia S. Bartolomeo; sono le due statue che si affacciano su corso Umberto e sulla via Garibaldi; questa loro condizione non è un caso fortuito perché si tratta delle due arterie più trafficate della città, il collegamento privilegiato tra il centro storico e la parte alta della città. I segni sono evidenti ad occhio nudo; il mantello che ricopre la statua, la faccia delle due statue sono ormai annerite anche se finora lo smog ha attaccato la parte superiore dei santoni.

Chiaro il segno di degrado nella pietra che appare porosa, frantumata in più punti e sulla cui superficie si evidenzia già lo strato sottostante da cui emerge in modo preoccupante anche qualche laterizio. Molti i punti interrogativi di questo graduale ma inesorabile degrado. Dieci anni fa ci volle la clamorosa protesta dell’allora consigliere comunale Ernesto Lorefice che incappucciò a notte fonda con dei sacchi di iuta i santoni a far smuovere le acque. Due anni dopo la sovrintendenza di Ragusa dopo una lunga battaglia sostenuta da alcune forze del consiglio comunale trovò i fondi per intervenire con un progetto di recupero delle dodici statue. Lavoro delicato che impegnò tecnici specializzati nel recupero della pietra; furono impiegate malte speciali, si lavorò anche con il laser per infiltrare sostanze che avrebbero dovuto mantenere a lungo la buona salute delle statue. Non è stato purtroppo così perché in un breve volgere di anni la situazione sta ritornando al punto di partenza e si rischia ancora una volta di intaccare la solidità e la bellezza dei santoni.

Quel che preoccupa non è solo lo strato di nero, effetto della fuliggine e dei gas che si depositano sulla pietra, ma anche lo sbriciolamento della pietra. Non è un caso infatti che appena due anni fa una parte inferiore della statua di S. Mattia ha ceduto e la sovrintendenza è stata costretta ad intervenire in tutta fretta. A questo punto sarà bene riprendere in mano il progetto e cercare di tamponare il disfacimento delle statue.

L’amministrazione farà bene a segnalare il caso alla sovrintendenza prima che sia troppo tardi ed i santoni si riducano nelle condizioni pietose di appena otto anni fa.