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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 770
MODICA - 30/03/2011
Attualità - Modica: promosso dall’assessore Anna Maria Sammito

Vertice sul lampadario rotto della chiesa di San Pietro

E’ stato comunque escluso, e non poteva essere diversamente, il recupero del lampadario
Foto CorrierediRagusa.it

L’assessore alla cultura Anna Maria Sammito promuoverà un incontro per discutere della sostituzione del lampadario artistico della chiesa madre di S. Pietro. L’assessore ha avuto mandato dal sindaco Antonello Buscema ed ha preso contatti con la sovrintendenza ai Beni Culturali di Ragusa e con la Curia vescovile. L’incontro si dovrebbe tenere già questa settimana. «Intendiamo bruciare i tempi – dice il sindaco Antonello Buscema- Dobbiamo vagliare quale sia la soluzione migliore per ridare alla chiesa un manufatto degno della sua maestosità».

E’ stato comunque escluso, e non poteva essere diversamente, il recupero del lampadario (nella foto i resti). I pezzi sono andati in frantumi ed appartengono ormai alla memoria storica della chiesa e della storia dei beni artistici del territorio. Due le ipotesi sui quali dovranno ragionare i tre enti che sono preposti istituzionalmente a trovare la soluzione. La prima, che appare anche la più facilmente percorribile, è l’individuazione di una impresa di Murano o comunque veneta che sulla scorta di foto, rilievi e tutti gli elementi utili sia in grado di produrre un lampadario originale della stessa forma e della stessa qualità di quello frantumatosi per effetto del colpo di frusta del cavo di acciaio che lo sosteneva.

In Veneto ci sono aziende che sono specializzate in arredi religiosi ed in genere artistici e non avrebbero problemi a riprodurre in versione moderna e tecnologicamente aggiornata il lampadario. Questo progetto si scontra tuttavia con i costi. Il vetro di Murano, la manifattura ed i costi di produzione sono molto alti considerato il mercato e l’impegno da parte della Curia o della Sovrintendenza sarebbe molto oneroso. La sostituzione del vecchio lampadario con uno nuovo tuttavia non provocherebbe alcun distacco o contrasto con il passato e la memoria storica della chiesa.

La seconda ipotesi di lavoro è quella di affidare uno studio per pensare ad una alternativa per l’illuminazione dell’altare centrale ed al tempo stesso per il suo stesso arredo. Una soluzione innovativa che tuttavia si scontra con l’inserimento di qualcosa che si innesta su un tessuto artistico ormai consolidato nei secoli. La riunione convocata dovrà servire a dissipare i primi dubbi ma il percorso, ad onta delle speranze e degli auspici del sindaco, sembra lungo. Un ulteriore esame di quanto è rimasto del lampadario ha anche permesso di verificare che l’anima del manufatto era stata intaccata dalle tarme. Il lampadario infatti si reggeva su una struttura in legno, poco visibile dall’altare ed agli occhi dei fedeli. Il legno appare tarlato in vari punti ed il suo stato complessivamente precario.