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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1754
MODICA - 07/01/2008
Attualità - Modica - Sono in particolare gli imprenditori catanesi a edificare

Urbanizzazione selvaggia:
un territorio senza regole

Conseguenze gravi della mancata adozione della variante al Prg Foto Corrierediragusa.it

Una urbanizzazione selvaggia. Il territorio modicano è preda ambita dagli imprenditori di tutta la Sicilia, che hanno in pratica trovato l’isola felice della speculazione edilizia. Tutto questo a causa della mancata approvazione del Piano regolatore generale che, non a caso, è costato il commissariamento all’ente. E intanto, mentre si organizzano missioni a Palermo per la revoca dell’atto, Modica diventa sempre più terra di nessuno, visto che le regole in materia urbanistica non sono mai state fissate. E così si costruiscono villette a schiera (l’affare del momento) in ogni dove: dai terreni a destinazione artigianale a quelli agricoli.

Esempio emblematico il piano edilizio che prevedono la costruzione di 80 villette nei pressi della zona artigianale di Michelica, laddove sorgerà anche il centro commerciale «La Fortezza». E poi ancora le contestate villette di via Nuova Sant’Antonio, i cui lavori sono iniziati tra le polemiche, poi bloccati e adesso ripresi. Ma la lista sarebbe troppo lunga. Come troppa è la concorrenza degli imprenditori che, date le spalle molto più robuste sotto l’aspetto economico rispetto ai colleghi modicani, possono fare il bello ed il cattivo tempo.

In pratica su una dozzina di imprese del Catanese e del Siracusano in particolare, che stanno edificando a più non posso, appena un paio sono le imprese del Ragusano che sono riuscite a spartirsi una piccola fetta della megatorta offerta su un vassoio d’argento da un’amministrazione che, per un motivo o per un altro, in primis per l’incompatibilità del consiglio comunale nella precedente composizione, non ha mai approvato la variante al Prg. Il dato è stato evidenziato proprio da un consigliere, Salvador Avola (nella foto) del Partito Democratico, altresì imprenditore edile il quale adombra sospetti su questa circostanza. Proprio l’assenza di regole ben precise, difatti, ha scatenato l’urbanizzazione selvaggia senza nessun criterio. E, cosa ancor più grave, nessun atto è mai passato al vaglio del consiglio comunale.

«In pratica gli imprenditori da fuori provincia - sostiene Avola ? investono con sicurezza milioni di euro nell’edificazione di villette a schiera senza neanche preoccuparsi del fatto che il consiglio comunale possa esprimere parere negativo sul piano edilizio. Evidentemente ? aggiunge il consigliere ? qualcuno fornisce loro certezze sul fatto che la civica assise non si occuperà mai di queste vicende. Un fatto molto grave». E se gli imprenditori giunti da fuori si propongono di fare soldi a palate, quelli locali soffrono quasi la fame. «L’economia nostrana si sta fermando ? incalza Avola ? perché nessuno partecipa più a gare d’appalto che, nella maggior parte dei casi, vanno deserte o vedono la partecipazione di ditte extra provinciali. Questo perchè c’è un enorme clima di sfiducia nei confronti di un’amministrazione che non paga, nonostante i ribassi d’asta assurdi che riducono di parecchio il margine di guadagno di un’azienda.

Per lo stesso motivo ? prosegue Avola ? sono del tutto scomparsi gli affidamenti a cottimi e trattative private. Addirittura, e qui si sfiora il paradosso, per rientrare in possesso delle somme dovute dal comune, alcuni imprenditori ricorrono all’escamotage del baratto, detraendo gli oneri di urbanizzazione dalle somme dovute dall’ente per lavori o servizi svolti in precedenza. Mai ? conclude Avola ? si era giunti ad un livello così basso».

Lo scenario tracciato dal consigliere è abbastanza preoccupante: laddove gli altri comuni hanno individuato aree ben precise dove poter edificare (vedi Ragusa, pur con le polemiche legate alle aree Peep) a Modica non esiste invece regola alcuna. E’ un territorio selvaggio, sotto il profilo dell’edilizia, che sta attirando gli imprenditori siciliani come le mosche al miele. Il commissariamento deciso dalla Regione ha per certi versi posto uno stop a tutto questo, ma il danno maggiore è comunque già stato fatto.

Le conseguenze saranno sperimentate dai modicani sulla loro pelle quando, a fronte di decine di nuove villette o altri insediamenti abitativi, non corrisponderà un’adeguata rete viaria, fognaria e idrica. Senza dimenticare l’impatto ambientale. «A chi ha fatto davvero comodo la mancata approvazione della variante al piano regolatore generale»? Questo il quesito che si pone Salvador Avola, assieme al resto dell’Unione.