Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1088
MODICA - 21/03/2011
Attualità - Modica: la storia infinita del piano regolatore generale

Per l´approvazione della variante serve il commissario

Sedici su trenta consiglieri sono infatti esclusi dal dibattito e sulla loro incompatibilità si è aperta già laa caccia alle responsabilità

Per l’approvazione della variante al Piano regolatore c’è bisogno del commissario. Sedici su trenta consiglieri sono infatti esclusi dal dibattito e sulla loro incompatibilità si è aperta già laa caccia alle responsabilità. Gli incompatibili sono bipartisan visto che ci sono tre consiglieri Pd Carmelo Cerruto, Salvador Avola e Giorgio Zaccaria e quattro Mpa Silvio Iabichella, Piero Covato, Leonardo Aurnia,Michele Mavilla; all’opposizione nel Pdl ci sono Bartolo Azzaro, Nino Gerratana, Luigi Carpenzano, e Giovanni Migliore in Idea di Centro; nel Pid Paolo Nigro e Giorgio Aprile, nell’Udc Concetto Puccia ritenuto incompatibile perché non ha presentato alla scadenza dei termini la dichiarazione, Salvatore Cannata dei Popolari e Michele Colombo di Modica in Primo Piano.

Una delle precondizioni perché ci si candidasse alle ultime amministrative era stata indicata proprio nella compatibilità per la discussione della variante. Antonello Buscema ha indicato l’argomento tra le priorità della sua amministrazione ma evidentemente ha fatto cilecca visto che ben sette consiglieri, tra cui tre Pd, sono risultati alla fine incompatibili ed in particolare Salvador Avola, primo degli eletti nel Pd, già in questa condizione nella precedente legislatura. Giorgio Stracquadanio, capogruppo Pid, ha sollevato il caso ed ha puntato l’indice su un argomento molto sensibile: «La maggioranza in campagna elettorale aveva sempre garantito che avrebbe candidato solo potenziali consiglieri compatibili con l’esame del Prg, ma è stata clamorosamente smentita dai fatti.

La maggior parte dei consiglieri comunali incompatibili appartiene, infatti, alla maggioranza consiliare ed ai gruppi che la fiancheggiano informalmente. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano quei consiglieri di sinistra ieri pronti ad attaccare dai banchi d’opposizione l’allora maggioranza di centro destra scandalizzati, dell’epidemia di incompatibilità che ha colpito il Pd ed i suoi alleati». Giorgio Stracquadanio non rivolge lo sguardo solo alla maggioranza ma guarda anche ai casi di incompatibilità che sono emersi, almeno ufficialmente, all’ultimo minuto.

Un’accusa che ha suscitato reazioni negli interessati, tra cui Paolo Nigro dello stesso partito di Stracquadanio «La mia incompatibilità –dice Nigro- è intervenuta solo dopo le comunali del 2008. Se il mio capogruppo avesse riflettuto si sarebbe ben guardato dal rivolgere in maniera indistinta la invettiva sommaria contro gli incompatibili. Per quanto mi riguarda ribadisco che è sopravvenuta di recente una condizione che ho ritenuto di approfondire con esperti in materia, che si è rivelata non compatibile con la mia partecipazione alla trattazione ed alla adozione della variante al PRG. Ho compiuto dunque il mio dovere cioè quello di darne comunicazione agli organi istituzionali.

Ho, abbiamo impedito solo noi il dibattito sul PRG in Città ed in Consiglio Comunale? Non credo proprio! Certo sarebbe stato meglio, molto meglio oggi, come ieri, come l’altro ieri, come vent’anni fa’ e forse più, che gli eletti si occupassero dello strumento di pianificazione urbanistica del nostro territorio, che i partiti, tutti i partiti, non candidassero gli incompatibili e che una norma prevedesse la «relativa dichiarazione di responsabilità preventiva» di ciascuno dei candidati. A me sembra una polemica sterile quella innescata, atteso che la condizione oggettiva di incompatibilità ha reso inevitabile la nomina del commissario ad acta e che le responsabilità, qualora si tratti di responsabilità, sono di tutti».