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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 870
MODICA - 21/03/2011
Attualità - Modica: non è stato inserito l’articolo 37 del contratto nazionale del lavoro

Bandi servizi sociali, Modica tutela lavoratori cooperative?

Colombo: "Come sindacato faremo in modo che il comune faccia quel che deve, anche perché in caso di licenziamento, ciascun lavoratore potrebbe adire le vie legali"

Partiranno a breve i bandi per il rinnovo dei servizi socio assistenziali gestiti dalle varie cooperative sociali di Modica. La selezione dei servizi da mantenere a beneficio di diversamente abili, anziani e altre categorie deboli o svantaggiate, è stata messa a punto dal gruppo piano del distretto socio sanitario 45. Oltre che a Modica, difatti, questi servizi saranno rinnovati anche negli altri tre comuni del distretto di cui Modica è ente capofila, ovvero Pozzallo, Ispica e Scicli.

Il gruppo piano, composto dai componenti delle rispettive giunte comunali, dai sindacati e dai responsabili delle cooperative, ha optato per un riduzione della varietà di servizi offerti, a fronte del ridimensionamento dei fondi a disposizione. Sono stati stanziati 2 milioni di euro per il distretto socio sanitario per un anno, mentre per i servizi a carico del comune di Modica sono stati messi a disposizione 3 milioni rispetto ai 4 necessari per garantire l’assistenza ai disabili nelle scuole e l’assistenza domiciliare agli anziani e agli allettati.

Fondi anche per i centri sociali del quartiere Sacro Cuore e della frazione di Frigintini. Ma una circostanza preoccupa i sindacati: il mancato inserimento dell’articolo 37 del contratto nazionale del lavoro a tutela dei lavoratori, che rischiano così d’essere licenziati se eventuali nuove cooperative dovessero subentrare a quelle esistenti.

Su questo punto è caustico il segretario della camera del lavoro della Cgil Nicola Colombo: «Come sindacato faremo in modo che il comune inserisca questo articolo, anche perché in caso di licenziamento, ciascun lavoratore potrebbe adire le vie legali, con tutte le conseguenze del caso. Non è ben chiaro – conclude Colombo – perché l’ente non intenda inserire questo articolo, ma la Cgil vigilerà e farà il suo dovere fino in fondo».