Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 925
MODICA - 19/03/2011
Attualità - Modica: l’assessore regionale all’Istruzione al «Campailla» ospite del dirigente Piparo

Centorrino esalta l’Unità e invita la Lega a fare altro "uso" del fazzoletto verde

In clima festeggiamenti dei 150 anni, inevitabile l’accostamento alla Lega. «A Varese –dice- l’assessore- una scuola diretta dalla moglie di Bossi riceve finanziamenti equivalenti a tutte le scuole siciliane»
Foto CorrierediRagusa.it

«I leghisti possono prendere dal taschino quei loro fazzoletti verdi e infilarseli in qualche altro posto». Non è il massimo del bon ton, ma il monito che l’assessore regionale alla Pubblica istruzione Mario Centorrino ha indirizzato verso coloro che, a suo avviso, marciano per disunire l’Italia, ha strappato un fragoroso applauso alla folta platea di studenti e docenti del Liceo classico. Centorrino è stato ieri ospite del dirigente scolastico del glorioso «Campailla» Girolamo Piparo per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Centorrino, ad un certo punto del suo discorso che ha fatto seguito all’Inno di Mameli, si è spinto al di là del protocollo, mostrandosi sincero nella rievocazione dei bei tempi in cui ha insegnato a Modica al corso di scienze politiche e sociali. Ricordi sbiaditi dal tempo di una realtà scolastica, che, con sua grande soddisfazione, continua ad esistere, nonostante le difficoltà. E qui un’altra stoccata alla Lega Nord: «Non è ammissibile – ha tuonato Centorrino – che Varese ottenga l’equivalente dei finanziamenti destinati a tutte le scuole siciliane, solo perché c’è un istituto diretto dalla moglie di Umberto Bossi».

L’assessore Centorrino ritiene che il gap socio economico ed infrastrutturale tra Nord e Sud sia dovuto a «Partiti come la Lega Nord che, in un paese realmente unito, nei fatti e non solo a parole, non avrebbero ragion d’essere. Questi partiti cesserebbero d’esistere perché non prenderebbero neanche un voto. Sono loro che fomentano la divisione del Paese – ha proseguito Centorrino nel suo appassionato discorso a braccio – perché anelano a chissà quali sommovimenti». L’assessore si è quindi rivolto ai giovani: «Non è retorica – ha detto – ma proprio voi siete chiamati ad eliminare queste piaghe del Paese, affinché la vera unità si concretizzi nei prossimi 50 anni a venire, e magari anche prima».

E giù un altro scrosciante applauso a Centorrino, che, al di là delle sue belle ed evocative parole, è anche lui chiamato in prima persona a far valere con il governo nazionale il suo ruolo di assessore regionale della Sicilia, affinché il Sud non continui ad essere penalizzato da una gestione discutibile della cosa pubblica.

Dello stesso avviso il provveditore agli Studi di Ragusa Cataldo Dinolfo, secondo cui la scuola ha bisogno di rinnovate risorse che il governo Berlusconi si ostina invece a lesinare, soprattutto in Sicilia, dando luogo a disparità di trattamento aberranti. Sulla stessa linea l’omologo di Siracusa Italia, che si è rivolto ai politici presenti, a cominciare dal deputato regionale Mpa Riccardo Minardo, vicino al presidente della Regione Raffaele Lombardo, affinché si lavori per una Italia unità per davvero, sotto il profilo scolastico e no.

Di questa circostanza non sono convinti i giovani under 30 che, secondo un mini sondaggio condotto dagli studenti del liceo, «non credono nella reale unità dell’Italia dal punto di vista socio economico». E come potrebbe essere altrimenti in un’isola in cui la disoccupazione prolifera, costringendo i giovani laureati, e non solo, a cercare lavoro altrove? Soddisfatto il preside Girolamo Piparo, che ha ospitato gli omologhi degli altri istituti modicani e del resto della provincia, per un appuntamento che, al di là del lodevole lavoro dei ragazzi coordinati dalla professoressa Teresa Floridia sui festeggiamenti dei 150 anni di Unità, ha costituito le basi per una riflessione più profonda, nell’ottica di un futuro meno nero o, se ci passate il gioco di parole, meno «verde».

Nella foto da sinistra, Dinolfo, Centorrino, Italia e Piparo