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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 648
MODICA - 05/01/2008
Attualità - Modica - La Grande distribuzione continua a dettare legge

Domenica 27 negozi aperti:
Modica si adegua a Ragusa

E intanto i negozi medio piccoli chiudono i battenti Foto Corrierediragusa.it

Modica si adegua a Ragusa: domenica 27 i negozi resteranno aperti in deroga a quanto stabilito in origine, nell’ambito del calendario che prevedeva le saracinesche abbassate per quel giorno. Una sorta di gioco al massacro in cui sarebbe la Grande distribuzione a dettare legge, con i negozi a conduzione familiare che, non essendo in grado di mantenere il passo, stanno chiudendo uno dopo l’altro.

Dipendenti furenti? Abbastanza. Ma soprattutto preoccupati per un futuro che non garantisce certezze sulle giornate di riposo, obbligatorie per legge ma disattese dai datori di lavoro. L’apertura dei negozi decisa per domenica 27 dalle imprese commerciali di Ragusa e Modica è emblematica in questo senso. Anche se a in quest’ultimo centro le aziende aderenti al consorzio «Polo Commerciale» si stanno dimostrando più «morbide» e aperte alle trattative con i sindacati.

Prosegue anche il dialogo con il Comitato dei dipendenti, il cui coordinatore regionale Giorgio Iabichella striglia le parti in causa, «colpevoli ? a suo avviso ? di favorire in modo indegno lo sfruttamento dei lavoratori da parte della Grande distribuzione che, come se non bastasse, sta fagocitando le piccole e medie attività commerciali a conduzione familiare».

Secondo Iabichella, difatti, ben dieci negozi tra via Roma e corso Sicilia a Ragusa sarebbero sul punto di chiudere i battenti. «Stando ai dati resi noti dalla Camera di commercio ? dichiara Iabichella ? fino al terzo trimestre 2007 le imprese individuali che hanno cessato l’attività sono risultate il doppio rispetto a quelle iscritte». Secondo il coordinatore regionale «i sindacati non dovrebbero vantarsi delle vertenze che avviano, perché proprio queste soluzioni estreme rappresentano il termometro di una situazione insostenibile da parte dei lavoratori.

Gli iscritti al comitato ? aggiunge Iabichella ? sono oltre 400. I sostenitori sono invece ben quattromila. E anche la Chiesa è con noi. Nei prossimi giorni ? conclude ? promuoverò un incontro tra i due vescovi delle diocesi di Ragusa e Noto per concordare un piano comune teso a smuovere le coscienze di quanti restano sordi alle nostre richieste».