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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 315
MODICA - 08/03/2011
Attualità - Modica: già due anni fa Carmelo Denaro aveva intuito che c’era qualcosa che non andava

Palazzo Fontana, il dirigente sapeva e aveva avvertito...

Il capogruppo consiliare del Pid Salvatore Stracquadanio paventa precise responsabilità politiche in capo all’amministrazione, nonché l’omessa vigilanza sull’evoluzione della vicenda adesso finita al vaglio della procura e della direzione generale della Soprintendenza di Roma

Il dirigente del settore lavori pubblici Carmelo Denaro aveva messo in allarme l’amministrazione già oltre due anni fa sulla situazione esplosiva del costruendo palazzo del quartiere Fontana, i cui lavori sono stati di recente sospesi per la presunta difformità tra il progetto originario e quello esecutivo. Sono stati altresì denunciati il proprietario dell’immobile e imprenditore titolare della ditta appaltatrice, nonché il direttore dei lavori.

Gli atti sono stati altresì inviati alla procura, mentre il soprintendente di Ragusa Alessandro Ferrara, dopo il sopralluogo effettuato per rendersi contro di persona della situazione, ha spedito gli incartamenti alla direzione generale di Roma, per accertare come sia stato possibile che il suo predecessore Vera Greco abbia potuto concedere le autorizzazioni a suo tempo. Tutto questo si sarebbe magari potuto evitare se l’amministrazione Buscema avesse tenuto in considerazione una nota protocollata con numero 61.473 che il dirigente Denaro inviò all’allora assessore all’urbanistica lo scorso 20 novembre 2008, in riferimento al fascicolo 1.708 di Angelo Fargione, il proprietario del costruendo edificio di via Fontana.

Oggetto della nota la richiesta di concessione edilizia avanzata proprio dalla ditta Fargione. Nella nota di Denaro si legge testualmente che «la richiesta per la realizzazione del fabbricato con destinazione residenziale mista ricade in zona B2 del Piano regolatore generale, in un’area soggetta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico… a ridosso dell’alveo coperto lungo il prospetto principale»… Denaro, facendo riferimento alla precedente rinuncia della ditta proprietaria a costruire l’edificio negli anni 80, a fronte dell’esposto presentato dai residenti confinanti e dalla sospensione dei lavori allora decisa dal genio civile, ha esposto nella nota le sue perplessità.

«Pur constatando – scriveva Denaro – che il progetto risulti munito di tutti i requisiti di legge… il sottoscritto dirigente manifesta numerose perplessità in ordine all’impatto negativo che l’opera può provocare nel contesto urbano». In sostanza Denaro aveva messo in guardia l’amministrazione sull’opportunità di procedere al rilascio della concessione edilizia, restando in attesa di direttive, che, ovviamente, non arrivarono. In base al silenzio assenso dell’amministrazione, si è adesso arrivati all’attuale situazione, come ha evidenziato anche il capogruppo consiliare del Pid Salvatore Stracquadanio, che paventa precise responsabilità politiche in capo all’amministrazione, nonché l’omessa vigilanza sull’evoluzione della vicenda adesso finita al vaglio della procura e della direzione generale della Soprintendenza di Roma.