Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1134
MODICA - 04/03/2011
Attualità - Modica: il presidente del consiglio a tutto campo

L´avvocato Scarso affonda il colpo sul piano paesistico

Scarso ha assunto le vesti di difensore del territorio ed ha spiegato in una lettera molto articolata le ragioni dell’irrecivibilità del piano almeno così come è stato concepito
Foto CorrierediRagusa.it

Carmelo Scarso (nella foto) affonda il colpo. Il presidente del consiglio prescinde dalla sua appartenenza politica, non fa calcoli, e attacca sul piano paesistico. Al presidente Raffaele Lombardo ed all’assessore ai Beni Culturali Sebastiano Messineo l’esponente Mpa manda a dire che «Il Piano Paesistico è l´ulteriore prova della incapacità della amministrazione regionale di dare un organico ed omogeneo sviluppo al territorio siciliano. Non è giustificabile infatti la parziale, molto parziale programmazione paesistica solo per tre province, avulsa dal contesto del rimanente territorio isolano».

Nella sua qualità di presidente del consiglio Carmelo Scarso ha assunto le vesti di difensore del territorio ed ha spiegato in una lettera molto articolata le ragioni dell’irrecivibilità del piano almeno così come è stato concepito. Scrive Scarso «Il piano paesistico è fondato su presupposti antropologici ed economici del tutto avulsi dal territorio, ancorché si contrabbandi la sua valorizzazione.

Lo sviluppo economico-sociale di un territorio è dato dal suo indissolubile connubio con la gente che vi abita. Caratteristiche oggettive del territorio e carattere della gente che vi abita sono gli elementi formativi di sviluppo. Invero non ha senso parlare di sviluppo del territorio senza riferirsi al lavoro, ai sacrifici, alle tradizioni, alla storia della sua gente.

Ci sono vizi che lo rendono inapplicabile sul territorio ed inaccettabile da parte della gente di Modica e del versante sud-est della provincia» Carmelo Scarso entra nello specifico ed elenca tutte le sue perplessità come « la prospettiva tematica-ideologica del Piano che è palesemente erronea perché fondata sul presupposto che sia l´uomo fatto per l´ambiente. Un corretto approccio vorrebbe che sia da considerare l´ambiente fatto per l´uomo.

Il piano non può prescindere dal tipo di sviluppo generale che un territorio ha coltivato nel passato e che si identifica in esso: il territorio di Modica è fortemente antropizzato perché la gente di Modica per prima ha dato luogo all´abbattimento, fino ad annullare, il nefasto e improduttivo latifondo mediante l´occupazione fisica del territorio. Essa è fra le pochissime in Italia ad essere stanziale, cioè ad abitare in campagna giorno e notte in simbiosi sacrale uomo-terra.

Il Piano non può prescindere dalle peculiarità naturali del territorio del Sud-Est ibleo per cui esso è il più assolato d´Europa e quindi lo sviluppo sostenibile passa per lo sfruttamento intensivo della energia solare. Il Piano non può prescindere dalla ricchezza del sottosuolo per cui giacciono in esso ingenti energie naturali quali petrolio e gas.

Il Piano non può prescindere dal fatto che il nostro territorio è geograficamente ai margini dei mercati per cui tutti i suoi prodotti, ancorché di eccellenza, sono penalizzati in termini, oltre che ai costi di produzione, anche in costi di trasporto, perché entrambi dipendenti dagli attuali onerosi costi energetici, con la ovvia conseguenza di non essere competitivi in termine di prezzi. Insomma in un territorio in cui i costi energetici sono determinanti per le sue produzioni e per il suo sviluppo economico. Il Piano impone il lusso di rinunciare alla energia naturale solare, a costo zero, che si spreca sopra le nostre teste, e alla energia gassosa, a costo zero, che si spreca sotto i nostri piedi, per una politica ambientalista del territorio.

La logica di tale piano stravolge e impoverisce il territorio anziché valorizzarlo. Certo è che la gente di Modica non può permettere che passi un Piano non voluto, non accettato e fortemente penalizzante. Modica ed i suoi cittadini nel passato hanno subito civilmente che venisse perpetrato ai loro danni un grave torto istituzionale. Ma la pazienza ha sempre un suo limite, come la Storia insegna».