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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1144
MODICA - 02/01/2008
Attualità - Modica - Quattromila i visitatori paganti

Piero Pisana: "Il mio presepe
vivente è stato capito a metà"

Il presidente dell’associazione «Aquila» rispedisce al mittente
le aspre critiche
Foto Corrierediragusa.it

«Il mio è stato un presepe vivente che ha inteso sussurrare messaggi d’amore e di pace al cuore e all’anima, piuttosto che soddisfare la vista». Il presidente dell’associazione «Aquila» Piero Pisana rispedisce al mittente le aspre critiche incassate per la gestione del presepe ospitato nei pressi del castello dei Conti (nella foto), ribadendo che «questo primo esperimento di rappresentazione della Natività aldilà dei luoghi comuni è stato comunque apprezzato, seppur compreso solo a metà».

Stando ai dati forniti da Pisana, aggiornati anche alla puntata conclusiva del presepe del primo dell’anno, sono stati staccati quattromila biglietti. Ai visitatori paganti vanno aggiunti un altro migliaio di bambini di età inferiore agli undici anni, che hanno potuto ammirare il presepe gratis. «Era impossibile ? aggiunge Pisana ? ricreare tante scene in appena 70 metri quadrati a disposizione. Il mio è stato un presepe simbolico, ricco di spunti tesi a smuovere le coscienze, non a divertire o ad appagare gli occhi».

Il messaggio emblematico è stato costituito dal cartello che campeggiava all’ingresso con su scritto «La speranza degli ultimi», laddove gli «ultimi» sono intesi come coloro che vedono calpestati i loro diritti fondamentali. Dagli immigrati sottopagati ai pensionati che devono campare con 400 euro al mese, quella fascia di luce che si sprigionava dalla culla vuota era da intendere come un simbolo visivo di speranza.

«Avrei voluto mettere anche una Madonnina nera ? aggiunge Pisana ? ma ritengo che sarei risultato troppo dirompente». I figuranti che hanno dato vita ai tre giorni di presepe sono stati in tutto 30, nove dei quali di nazionalità eritrea e somala «per fornire il senso dell’integrazione razziale, spesso vanificata dai viaggi della speranza che finiscono in tragedia». Un messaggio reso visivamente da 40 metri quadrati di seta azzurra illuminata e agitata dai ventilatori per simboleggiare il mare tempestoso, grazie al lavoro di Corrado Pomillo, lo scenografo in pensione che ha curato anche lo spettacolo del «Mistero buffo» di Dario Fo e Franca Rame. «In riferimento alla famiglia Civello ? conclude Pisana ? non è mia abitudine ringraziare chi mi ostacola».