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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 411
MODICA - 20/02/2011
Attualità - Modica: alla vigilia della presentazione dell’intergruppo contro la giunta evanescente

Stangata bollette idriche. Failla: "Amoroso si dimetta"

Il coordinatore provinciale di Forza del Sud chiede la testa di colui che doveva giungere da Palermo per sistemare i conti di un ente disastrato, e che invece ha finora combinato poco o nulla, a parte il pasticcio delle bollette idriche
Foto CorrierediRagusa.it

«Santino Amoroso sia giudizioso e ci faccia il grosso favore di dimettersi da assessore comunale al bilancio». Il coordinatore provinciale di Forza del Sud Sebastiano Failla chiede la testa di colui che doveva giungere da Palermo per sistemare i conti di un ente disastrato, e che invece ha finora combinato poco o nulla, a parte il pasticcio delle bollette idriche.

Su questa vicenda Failla, qui in veste di componente del neonato intergruppo che si sostituisce ad una opposizione evanescente e sonnacchiosa, non vuol sentire giustificazioni. «Amoroso – dice Failla – si è giustificato per la stangata idrica asserendo che l’importo è relativo alle annualità 2008 e 2009, sebbene nel bollettino di pagamento sia specificato solo il 2008. Perché? In teoria sarebbe stata la Serit a non aver fatto in tempo a «correggere» il refuso. Il motivo è semplice – spiega Failla – e sta nella fretta con cui gli uffici comunali hanno inviato i ruoli alla società incaricata della riscossione.

Della serie: nel disperato tentativo d’incamerare contante – prosegue Failla – l’amministrazione agisce alla carlona, e sono i cittadini a farne le spese, trovandosi a pagare bollette scadute pochi giorni dopo essere state recapitate a domicilio, e senza la possibilità di una rateizzazione congrua. Questo – aggiunge Failla – ha fatto Amoroso, un amministratore che vive a Palermo e che si reca a Modica solo due volte la settimana. Che di dimetta – tuona Failla – oppure sia il sindaco e dimissionarlo». Ma lo stesso Failla è consapevole d’illudersi, perché sa bene che nessuno troverà mai il moto d’orgoglio necessario per mollare una poltrona.

Ecco allora che lo stesso Failla e altri esponenti politici (e non solo) si giocano la carta del già citato intergruppo: trattasi di un pool di consiglieri comunali ed esponenti di associazioni disgustati da questa giunta inconsistente e da una opposizione fiacca. Il primo «miracolo» dell’intergruppo sta nell’aver unito forze trasversali, al di la dei colori politici: da Nino Gerratana (Pdl) al già citato Failla (Forza del Sud), passando per Giorgio Stracquadanio (Pid), Giorgio Aprile e Salvatore Cassarino (Popolari uniti per l’Italia). Questi consiglieri e segretari cittadini sono appoggiati rispettivamente da Giorgio Iabichella, di Cittadiniliberi, e da Pippo Cassarino, dell’associazione Insieme per la Sicilia.

Il gruppo interforze sarà stamani in piazza Matteotti, dalle 10. 30 in poi, per raccogliere le firme volte al ritiro delle bollette idriche. In alcuni casi queste bollette, con somme superiori ai mille euro, sono state recapitate anche a persone decedute da anni, a riprova dei calcoli a forfait effettuati dagli uffici comunali.

Quanti hanno già pagato, per evitare le seccature di pignoramenti o fermi amministrativi della Serit, possono poi sperare in un rimborso del 50% della bolletta, rivolgendosi all’avvocato messo a disposizione dal movimento interforze. Maggiori informazioni al sito internet www.cittadiniliberi.com, dove sarà altresì possibile scaricare in pdf i moduli per chiedere il ritiro delle bollette idriche o il successivo rimborso, per chi ha già pagato.

Il comune intanto tace sulle sacche d’evasione del canone idrico, particolarmente presenti a Marina di Modica. Buio assoluto poi sul perché solo un paio di letturisti procedano periodicamente alla lettura dei contatori. E gli uffici comunali? Invece di aumentare i giorni di apertura per evitare il formarsi di code di esasperati utenti che chiedono spiegazioni, il sindaco ha disposto la chiusura il venerdì.

Nella foto in alto il gruppo interforze: da sx Pippo Cassarino, Nino Gerratana, Sebastiano Failla, Giorgio Stracquadanio e Giorgio Iabichella