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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1420
MODICA - 19/02/2011
Attualità - Modica: per Alessandro Ferrara "L’edificio sorge in una posizione poco felice"

Palazzo quartiere Fontana, soprintendente sospende lavori

E’ l’esito del sopralluogo congiunto effettuato ieri mattina da soprintendenza, genio civile e funzionari dell’ufficio tecnico comunale
Foto CorrierediRagusa.it

Passa alla direzione generale della soprintendenza di Roma la trattazione della vicenda del costruendo palazzo del quartiere Fontana (nella foto di Maurizio Melia e Luca Migliore), i cui lavori saranno sospesi, in attesa che si faccia chiarezza sull’accaduto. E’ l’esito del sopralluogo congiunto effettuato ieri mattina da soprintendenza, genio civile e funzionari dell’ufficio tecnico comunale, dopo le vibrate proteste dei residenti, che avevano negli scorsi anni vinto una causa per impedire l’edificazione del palazzo, a ridosso dell’alveo di un fiume e a pochi metri dalle vicine e preesistenti abitazioni, alle quali l’edificio, una volta ultimato, toglierebbe aria e luce.

Il sopralluogo è stato effettuato proprio per accertare queste circostanze, alla luce della recente ripresa dei lavori. Presente anche il soprintendente di Ragusa Alessandro Ferrara, insediatosi qualche mese fa, quando tutte le autorizzazioni erano state ormai concesse dal suo predecessore Vera Greco all’impresa edile Fargione di Modica. Il soprintendente Ferrara ha preso atto «Della posizione poco felice in cui sta sorgendo l’edificio dal punto di vista urbanistico e architettonico, senza contare l’eccessiva vicinanza all’alveo del torrente, che potrebbe non garantire una sicurezza ottimale alla stabilità del palazzo, che, una volta ultimato, arrecherebbe disagi agli altri residenti».

Ma com’è possibile che la soprintendenza abbia rilasciato le autorizzazioni, nonostante queste circostanze? «Francamente – ha detto Ferrara – è una domanda che anch’io mi sono posto e alla quale non so al momento fornire una risposta. Proprio alla luce di ciò ho interessato della vicenda la direzione generale, che dovrà fare chiarezza. Una possibile spiegazione – ha aggiunto il soprintendente – è che i lavori siano poi stati eseguiti in maniera difforme rispetto all’originario progetto presentato non solo alla soprintendenza, ma anche al genio civile e alla Regione, che hanno al loro volta rilasciato le autorizzazioni. Ma – conclude Ferrara – è una supposizione non suffragata dai fatti e maggiori notizie si sapranno nel corso della prossima settimana».

Nelle more, i lavori saranno sospesi. La ditta Fargione ha già investito almeno 200 mila euro per l’edificazione del palazzo nella cava. I tecnici comunali, da parte loro, sostengono che il letto del torrente è coperto e, in virtù di ciò, verrebbe meno l’obbligo del rispetto della distanza minima di dieci metri dall’alveo per l’edificazione. Anche la copertura totale del torrente è una circostanza da accertare, dal momento che, a monte, il letto talvolta s’ingrossa in occasioni di violenti e prolungati temporali.

L’acqua piovana finirebbe quindi tutta nel sottosuolo? Dove troverebbe sbocco? Questa circostanza non minerebbe, a lungo andare, alle fondamenta del costruendo stabile? Tutte domande alle quali dovrà fornire risposta la direzione generale della soprintendenza. Intanto i residenti si sono di nuovo affidati ad un avvocato, per tutelare i propri interessi, come riferisce la signora Maria Civello, tra coloro che risulterebbero danneggiati dal costruendo edificio.

IL NODO DELLA VICENDA
Com’è possibile costruire un palazzo nel popoloso quartiere Fontana, in barba ai vincoli architettonici e a pochi metri dall’alveo di un fiume, con tutti i rischi che una circostanza del genere può comportare? E’ accettabile che il costruendo edificio possa togliere luce e aria alle abitazioni delle gante che in quella zona ci è nata e ci vorrebbe anche morire in pace? Evidentemente a Modica tutto questo è possibile, e pure accettabile, almeno per qualcuno. L’amministrazione tuttavia non riesce a spiegare il perché, tentando invece una improbabile mediazione tra residenti e titolare della ditta realizzatrice dei lavori, che, da parte sua, può contare su tutte le autorizzazioni necessarie.

Ma il nodo sta proprio qui: com’è stato possibile concedere queste autorizzazioni, alla luce di tutte queste problematiche ostative? Di chi è la responsabilità? Perché l’amministrazione Buscema tenta di agire solo a fatto compiuto? Tutte domande alle quali i cittadini pretendono una risposta chiara. Risposta che al momento non c’è. E’ un dato di fatto che con la precedente giunta questi lavori sono stati sempre bloccati, stante la mancata concessione delle autorizzazioni comunali. Anche i residenti, costituitisi in un gruppo e affidatisi ad un avvocato, avevano già vinto la prima causa, come conferma una dei residenti danneggiati, la signora Maria Civello.

"Da un palazzo di sei piani - dice la signora - sono arrivati ad una sorta di compromesso: garage più un piano. Ma a noi - dice la signora - ci ingabbiano comunque, privandoci del sole e dell´aria. L´avvocato al quale ci siamo rivolti - conclude la donna - sta accertando che le autorizzazioni in possesso della ditta siano tutte in regola ed ottenute secondo i crismi e i giusti criteri di valutazione".

Perchè con questa amministrazione tutto è cambiato, in peggio? Di colpo sono arrivate le concessioni che mancavano dalla Regione, dal genio civile e persino dalla soprintendenza, senza che nessuno si preoccupi del fatto che il palazzo stia sorgendo su di una cava, a due passi dall’alveo di un fiume, ingabbiando le abitazioni vicine. Qualcosa non va. e qualcuno dovrà darne conto e ragione. Intanto la ditta Fargione di Modica va avanti con i lavori, avendo in mano tutte le autorizzazioni che la mettono in regola. Per cercare di vederci chiaro e salvare il salvabile, domani, per iniziativa di Riccardo Minardo, si terrà un sopralluogo cui parteciperanno i rappresentanti del Genio Civile, Sovritendenza ed amministrazione comunale.