Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:41 - Lettori online 1428
MODICA - 13/02/2011
Attualità - Modica: forum nell’aula consiliare di palazzo S. Domenico con parlamentari e sindacalisti

Stop all´acqua privata, prima attendere i referendum

E’ stato anche chiesto che prima di ogni decisione il governo regionale attenda le risultanze della sottocommissione di studio istituita

Sospendere ogni attività di ricerca, di individuazione e di decisione del modello di gestione del sistema idrico integrato in attesa che si svolgano i due referendum sull’abrogazione dell’articolato di legge che pone come privata, in diversi modelli, la gestione dell’acqua.

Il seminario di studio tenutosi nell’aula consiliare di palazzo S. Domenico, sotto la presidenza del Sindaco, Antonello Buscema, ha visto la presenza dei parlamentari regionali del PD, Giovanni Panepinto ( primo firmatario del DDL di maggioranza sulla gestione pubblica dell’acqua), dei segretari di Cgil ed Uil, di Roberto Ammatuna, di Vito Nivarra, docente all’università di Palermo e di Pippo Di Giacomo.

Il forum ha chiesto anche che prima che il governo adotti ogni decisione si attenda che la sottocommissione regionale all’ARS, presieduta da Roberto Ammatuna, definisca prima dell’estate il disegno di legge dei cinque attualmente allo studio. Il forum per la gestione pubblica dell’acqua chiederà inoltre alla amministrazione provinciale e ai sindaci dei dodici comuni della provincia di concretizzare una moratoria in attesa degli sviluppi della situazione. La filosofia con la quale si chiede il modello di gestione del sistema integrato idrico è chiara.

Un modello che eviti gli arricchimenti, ha sostenuto Aurelio Mezzasalma, Cgil, dopo avere fatto la cronistoria di quanto accaduto in provincia di Ragusa, e che copra solo i costi e che consenta di mantenere pubblica la gestione con i riferimenti alla trasparenza, all’ efficacia e all’efficienza del servizio. Non un modello misto o in house che rispondono a regole di diritto privato; sarebbe auspicabile la costituzione di un’Azienda Speciale, frutto di un Consorzio di Comuni che sulla scorta di un tutto pubblico garantisca il modello di gestione sulla base del diritto pubblico.

Il giurista Vito Nivarra ha rinviato all’esito dei dei referendum. In caso di esito positivo della consultazione popolare emergerebbe la posizione espressa dalla CEE in tema di modelli di gestione nel senso che i tre modelli sarebbero allineati e quindi optabili allo stesso modo ma non ci sarebbe spazio per le aziende speciali in quanto, per decisione del governo italiano, gli enti pubblici non possono direttamente gestire il servizio.

Per Nivarra, si potrebbe applicare dunque il modello in house che con alcuni accorgimenti tecnici potrebbe garantire pubblicità e trasparenza nella gestione.
Solo la Regione Sicilia, adottando il ddl in fase di redazione nella quarta commissione, può introdurre il modello dell’Azienda Speciale che va chiaramente in controtendenza rispetto alla norma nazionale.

Roberto Ammatuna ha parlato del fallimento politico e gestionale degli ATO gestiti con il sistema privato in varie regioni italiane che si caratterizzano per scarsa qualità dei servizi e condizionamenti della mafia. Il PD siciliano sulla questione dell’acqua come bene pubblico ha posto una pregiudiziale al Governo della Regione, per fortuna su questo si è creato un movimento trasversale all’ARS, che farà valere sempre e in tutte le sedi.