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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 867
MODICA - 31/01/2011
Attualità - Modica: dopo la messa in sicurezza degli otto pozzi

A Modica acqua potabile ad aprile: appaltati i lavori

I lavori, per un importo di 120 mila euro, ripristineranno le condizioni di sicurezza richieste dai due operai, con la realizzazione di box esterni per l’immissione del cloro
Foto CorrierediRagusa.it

L’acqua tornerà potabile in città tra non meno di tre mesi. Sono stati appaltati i lavori per la messa in sicurezza e l’ammodernamento degli otto pozzi che riforniscono le abitazioni nelle varie zone di riferimento.

La consegna dei lavori alle due ditte modicane incaricate è avvenuta nel pozzo del quartiere Sacro Cuore (nella foto l´interno della struttura fatiscente), uno degli otto in cui i due operai comunali Michele Bellaera e Salvatore Cappello si sono da nove mesi rifiutati di entrare per provvedere alla clorazione dell’acqua, di conseguenza non potabile in tutta la città, come specificato dall’ordinanza del sindaco emessa lo scorso maggio.

Gli operai lamentano difatti la pericolosità delle strutture, che non consentono loro di svolgere il lavoro in assoluta tranquillità, temendo infatti per la loro stessa incolumità fisica. Il pozzo Sacro Cuore appare difatti fatiscente, con le tubature arrugginite, una pedana di legno improvvisata poggiata sul pavimento in cemento con larghe pozzanghere d’acqua ristagnata. Il pozzo per l’immissione del cloro si trova proprio all’interno di questa struttura, e le altre versano nelle stesse condizioni, se non addirittura peggio.

I lavori, per un importo di 120 mila euro, ripristineranno le condizioni di sicurezza richieste dai due operai, con la realizzazione di box esterni per l’immissione del cloro. I medesimi lavori interesseranno anche gli altri sette pozzi, compreso quello principale di Costa del diavolo, che serve la maggior parte delle utenze, e per il quale è prevista la messa in sicurezza e la sistemazione della stradina di accesso, al momento piuttosto impervia e pericolosa.

I lavori appaltati ieri dovrebbero essere ultimati entro aprile, quando l’acqua tornerà finalmente ad essere potabile. Ma perché sono stati necessari otto mesi per raggiungere questo obiettivo? Lo spiega l’assessore all’ecologia Giovanni Spadaro, secondo cui «dal momento dell’emanazione dell’ordinanza del sindaco che vieta l’utilizzo dell’acqua a fini potabili si è subito provveduto all’appalto dei lavori, previo reperimento della somma necessaria, impresa tutt’altro che facile, vista la situazione finanziaria dell’ente.

I tempi burocratici – ha aggiunto l’assessore – sono quelli che sono e possono essere accorciati solo fino ad un certo punto. In questo caso anzi – conclude – ci siamo riusciti». I cittadini dovranno quindi pazientare un altro paio di mesi, forse tre, per tornare a poter bere l’acqua del rubinetto. I due lavoratori Bellaera e Cappello hanno dovuto aspettare invece ben quindici anni affinché le loro richieste venissero accolte.

«Siamo in servizio ormai da ventisei anni – dicono i due operai – e questa situazione non ce la potevamo portare appresso fino all’età pensionabile. Dovevamo per forza incrociare le braccia per imprimere una svolta a questa situazione. Speriamo – concludono i due operai – che la gente capisca e ci perdoni per questo disservizio, ma non potevamo continuare a rischiare la nostra incolumità».

Uno dei due lavoratori ha addirittura preso la scossa almeno un paio di volte, ma non ha mai sporto nessuna denuncia a carico del comune. I vari dirigenti e le precedenti amministrazioni hanno sempre fatto orecchie da mercante. La giunta, con circa 100 mila euro, appalterà a breve anche il servizio di rifornimento idrico a domicilio tramite autobotti, il cui utilizzo da parte dei cittadini si è dimezzato grazie al rifacimento della conduttura idrica al quartiere Sorda, che la eliminato le copiose perdite d’acqua.

Nelle foto sotto (di Maurizio Melia e Luca Migliore) le condizioni in cui versa il locale del pozzo Sacro Cuore. Cliccate sulle foto per ingrandirle.
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