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MODICA - 07/01/2011
Attualità - Modica: 15 nuclei familiari su 46 occupano gli alloggi in maniera abusiva

Garofalo frena Iacp sugli sfratti, ma abusivismo resta alto

Ammonta a ben 446mila euro, poco meno di un miliardo del vecchio conio, il totale del canone di locazione pregresso che lo Iacp deve percepire dagli inquilini del lotto 46, a Treppiedi

«Sospendere ogni azione di sfratto in attesa di specifiche comunicazioni in merito da parte dell’amministrazione». E’ la richiesta dell’assessore ai servizi sociali Paolo Garofalo in una nota inviata al presidente dell’Istituto autonomo case popolari Giovanni Cultrera. Garofalo propone la convocazione di un incontro, per avere contezza degli interventi di sfratto che dovrebbero interessare gli inquilini abusivi o morosi che attualmente occupano gli edifici popolari di corso Sandro Pertini, il cosiddetto «Bronx». Sfratti che lo Iacp dovrebbe attuare da qui a giugno.

L’assessore Garofalo intende conoscere, nel dettaglio, l’impegno economico che dovrebbe affrontare ogni utente, al fine d’interrompere le procedure di sfratto. «Tale dato è indispensabile – scrive Garofalo – al fine di valutare la eventuale predisposizione di un piano straordinario, da parte del comune, che possa consentire a questi utenti di regolarizzare la loro posizione, in tempi ragionevoli, nei confronti dello Iacp».

Ammonta a ben 446mila euro, poco meno di un miliardo del vecchio conio, il totale del canone di locazione pregresso che lo Iacp deve percepire dagli inquilini del lotto 46, a Treppiedi. Si tratta del «grattacielo» popolare interessato, lo scorso novembre, da un principio d’incendio appiccato di proposito da un piromane, al momento ignoto. Il lotto 46 è la classica «pecora nera» dello Iacp, con un tasso di morosità elevatissimo, il più alto della provincia e, forse, della Sicilia.

15 nuclei familiari su 46 occupano gli alloggi in maniera abusiva, sottraendoli illegalmente a quanti sono iscritti nelle graduatorie e attendono da anni una casa. Come dire che 15 appartamenti su 46 sono occupati da abusivi. In altre parole, un terzo dell’edificio popolare è abitato da persone che non ne hanno diritto. I dati emblematici erano stati forniti proprio dal presidente Cultrera, il quale aveva evidenziato che «E’ questa l’illegalità contro cui ci battiamo ogni giorno, al di la dei patetici tentativi di qualcuno di fermarci».