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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 571
MODICA - 07/01/2011
Attualità - Modica: dopo il nullaosta della Corte dei conti al bilancio di previsione 2010

Sammito: "Ecco come riduciamo la spesa del personale"

"Abbiamo ottenuto un importante risultato tagliando le spese inutili che creavano voragini finanziarie" Foto Corrierediragusa.it

«Invece di creare disavanzi, abbiamo chiuso i bilanci in pareggio e invece di creare debiti fuori bilancio, abbiamo fatto emergere e finanziato tutte le spese». Così l’assessore comunale ai lavori pubblici e alle società partecipate Giuseppe Sammito (da sx nella foto con il sindaco Antonello Buscema) spiega come l’amministrazione Buscema è arrivata a stilare il bilancio di previsione 2010, giudicato positivamente dalla Corte dei conti.

L’organismo palermitano aveva qualche giorno fa inviato una nota ufficiale a palazzo San Domenico per comunicare che «non essendo emerse irregolarità contabili tali da richiedere l’adozione di una specifica pronuncia, l’istruttoria di controllo può considerarsi, allo stato degli atti, conclusa». In altre parole, il bilancio di previsione 2010 va bene per la Corte dei conti, a condizione che l’ente riesca a diminuire la spesa del personale, fino a ricondurla entro il limite del 38%, come previsto da una normativa nazionale.

«Poiché sono stato l’assessore che ha seguito la costruzione e l’approvazione di questo strumento finanziario – scrive Sammito in una dettagliata nota – vorrei fornire ancora una valutazione sul conseguimento di questo risultato, che, in altri contesti, sarebbe di routine.

A rendere «straordinario» il raggiungimento di questo obiettivo – precisa l’assessore – è la considerazione del fatto che proprio la Corte dei conti classificò Modica nel 2008 come l’ente con il più elevato disavanzo in assoluto tra tutti i comuni in Italia. Un bel record. Per correggere radicalmente questa rotta che conduceva dritta verso il baratro finanziario, questa amministrazione ha ridotto le spese generali, e in particolare quella più consistente del personale, aumentando al contempo la capacità di autofinanziamento dell’ente.

Le spese superflue e dubbie – aggiunge Sammito – sono state tutte eliminate, sin dal primo giorno, ed ammontavano a svariate centinaia di migliaia di euro l’anno. Il sindaco e gli amministratori si sono ridotti gli emolumenti, sin dal primo giorno, in maniera consistente. Sono stati rimodulati al ribasso gli onerosi contratti con le società partecipate, ovvero Multiservizi e Reteservizi, che erano fonte di utili immotivati per le società stesse, spalancando al contempo una voragine di debiti per il comune.

In particolare – prosegue l’assessore – sono stati cessati tre contratti di manutenzione che costavano da soli un milione 700 mila euro l’anno in riferimento alle manutenzioni importanti di strade, rete idrica, rete fognaria e verde pubblico. L’atto finale in questo senso si è concretizzato lo scorso 31 dicembre con la messa in liquidazione della Multiservizi, fonte inesauribile di grosse emorragie finanziarie per l’ente.

Riguardo alle spese per il personale, per le quali la Corte dei conti segnala «l’esigenza di monitorare la spesa e di adottare provvedimenti idonei a ridurre tale voce di costo» è stato ridotto in modo consistente il numero dei dirigenti del comune. E’stato bloccato il turn over del personale, cioè la sostituzione del personale collocato in pensione.

Non è stata creata alcuna nuova sacca di precariato, la cui costituzione negli anni scorsi fu causa rovinosa di appesantimento dei costi. Si è invece operato – aggiunge Sammito – sulla strada dell’eliminazione del precariato, come dimostra la vicenda della stabilizzazione del personale ex contrattista. Non sono state più concesse al personale mansioni superiori e progressioni di carriera indiscriminate, ancora adesso oggetto di indagine da parte della magistratura. Sono state recuperate somme illegittimamente erogate negli anni a fasce di personale dipendente.

E’ stata avviata, ed è tuttora in corso, una contrattazione decentrata integrativa, a cui fa riferimento la Corte dei conti, tesa non a distribuire risorse a pioggia, ma a premiare il merito, la qualità e l’assunzione di specifiche responsabilità da parte dei dipendenti. Non si intende operare alcun licenziamento del personale in servizio – precisa l’assessore – perché l’amministrazione considera i dipendenti come una risorsa importante su cui puntare per il miglioramento generale dei servizi alla città.

Si è fatto invece ricorso, nei casi possibili, all’attivazione di ammortizzatori sociali per condurre all’età pensionabile alcune persone dipendenti delle società partecipate. L’amministrazione – conclude l’assessore – ha dunque garantito e garantirà l’obiettivo obbligatorio per legge della riduzione, anno su anno, del costo del personale, impossibile da raggiungere in tempi rapidi, se non scatenando contraccolpi sociali ed umani insostenibili, che neanche ipotizziamo».