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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 787
MODICA - 03/01/2011
Attualità - Modica: botta e risposta tra Cerruto e Scivoletto

Mezzo milione, di cui la metà per rilevare la Multiservizi

La vicenda scaturisce dall’acquisizione da parte del comune delle quote del socio privato Omnia Global

Il comune di Modica ha guadagnato o perso con la Multiservizi? La domanda scaturisce dall’acquisizione delle quote del socio privato Omnia Global dopo un prestito di mezzo milione di euro chiesto alla banca. Secondo la denuncia del consigliere comunale Nino Cerruto, il consiglio d’amministrazione della Multiservizi chiese ed ottenne, il 18 gennaio 2008, 500 mila euro dalla Bnl per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti e ripianare i debiti con i fornitori.

Ma, stando a quanto sostenuto da Cerruto, questo mezzo milione fu destinato alla distribuzione degli utili tra i soci. Metà per la Omnia Global e metà al comune, che, successivamente, utilizzò questa somma per acquisire il restante 49% della quota azionaria. Il socio privato, secondo il consigliere Cerruto, se ne sarebbe uscito raddoppiando la somma investita in origine e pari a 250 mila euro. Della vicenda è stato informato il sindaco, che ha dato mandato ai legali del comune di accertare se sussistano i presupposti per una indagine della corte dei conti.

L’allora presidente della Multiservizi Nino Scivoletto sostiene invece che il prestito fu chiesto per consentire alla società di poter disporre di liquidità, atteso il mancato saldo delle fatture arretrate da parte del comune. L’ente, peraltro, era obbligato ad acquisire la quota privata, per attenersi a quanto stabilito in via obbligatoria dalla normativa Bersani del 2007, che imponeva la chiusura delle società miste. «Alla Omnia Global – dice Scivoletto – fu versata dal comune la somma di 250 mila euro dei 500 mila chiesti alla Bnl, equivalente al valore nominale delle azioni del capitale investito in origine.

I soci privati rinunciarono ad una rivalutazione del capitale azionario, nonostante fosse nei loro diritti pretenderla, alla luce del bilancio in attivo relativo agli utili conseguiti anche grazie ai contratti onerosi pagati dal comune. I restanti 250 mila euro del prestito – conclude Scivoletto – furono destinati per la liquidità corrente». Da questa operazione il comune acquisì anche il patrimonio mobile ed immobile della Multiservizi, adesso in liquidazione, ed equivalente a circa 800 mila euro.