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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1147
MODICA - 27/12/2010
Attualità - Modica: la votazione fa discutere a palazzo San Domenico

Piano paesistico: per D´Antona delibera-inciucio a Modica

Per il sindaco Antonello Buscema si tratta solo di buona amministrazione

Per Vito D’Antona è solo un inciucio tra maggioranza ed opposizione, per Antonello Buscema si tratta solo di buona amministrazione. La votazione della delibera sul piano paesistico fa discutere ed apre qualche frattura all’interno dello schieramento di centro sinistra.

Vito D’Antona (Sel) definisce la vicenda «Un passo indietro dal punto di vista politico» ed ha chiesto al sindaco un impegno straordinario ed una discussione urgente per affrontare in consiglio la discussione sul Piano regolatore, piano commerciale, l’ampliamento della zona artigianale. Sel insomma è pronta a dare attaglia e vuole garanzie dalla maggioranza Pd-Mpa dalla quale Sinistra e Libertà ha preso le distanze dopo la fuoriuscita di Antonio Calabrese dalla giunta.

I consiglieri di maggioranza ed opposizione che hanno elaborato il documento con il quale si propongono alcune modifiche al piano paesistico si sono trovati d’accordo su alcuni passaggi ritenuti vitali per lo sviluppo del territorio e non accettano l’idea che si sia trattato di un accordo traversale. Per il presidente del consiglio Carmelo Scarso il consiglio ha esercitato la facoltà di decidere decidere sulla programmazione urbanistica del territorio in una decisione che, se anche votata a maggioranza, è di tutta l’assise.

Per l’assessore all’urbanistica Giovanni Giurdanella le proposte di modifica coniugano la presenza del fattore umano come la tutela dell’ ambiente e sua tutela) e di quello dello sviluppo del territorio. Luigi Carpenzano e Giovanni Migliore (Pdl) a nome dell’opposizione parlano di dibattito costruttivo e delle caduta delle appartenenze su un caso che interessa tutta la città. Il sindaco Antonello Buscema sintetizza così il suo pensiero «Le modifiche al Piano paesistico sono il frutto di una seria interlocuzione che l’amministrazione ha scelto.

Il lavoro prodotto dal civico consesso è un lancio alla sfida all’assessore regionale ai Beni Culturali in quanto affronta, in modo serio e reale, il merito della questione». Ancora una volta Vito D’Antona non è d’accordo e dice «Dai contenuti dell’emendamento approvato sembra emergere l’intenzione a potere consentire la facoltà di realizzare nelle zone agricole costruzioni non asservite alle attività agricole, rischiando in questo modo di estendere all’infinito l’edificazione nelle campagne.

Il continuo richiamo a potere derogare in variante alle disposizioni regionali che prevedono in campagna solo costruzioni collegate all’agricoltura sembra inoltre contraddire quanto fatto dalla stessa giunta che a luglio con una apposita deliberazione si attivò per frenare il fenomeno delle costruzioni in campagna non compatibili con il territorio».