Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1270
MODICA - 19/12/2010
Attualità - Modica: sei mesi di reclusione e 200 mila euro di provvisionale a favore di una coppia sciclitana

Danni permanenti a neonato, ginecologo condannato

La sentenza emessa dal giudice unico del Tribunale di Modica, Lucia De Bernardin a causa dei danni irreversibili provocati al neonato Foto Corrierediragusa.it

Sei mesi di reclusione e 200 mila euro di provvisionale per un ginecologo di Rosolini. E’ questa la sentenza emessa dal giudice unico del Tribunale di Modica, Lucia De Bernardin, a carico di Antonio Sipione, medico all´epoca dei fatti in servizio nel reparto di ostetricia e ginecologia del Maggiore di Modica.

Si conclude così una vicenda che ha avuto inizio nel dicembre del 2003 quando Salvatore Vernuccio e Francesca Caia, sciclitani, denunciano il medico rosolinese subito dopo la nascita del loro figlio. Il bambino, che ha oggi otto anni, è affetto da epilessia ed encefalopatia ischemica, ed ha subito dei danni irreversibili a seguito del parto. Francesca Caia fu assistita con «imperizia e negligenza» da Antonio Sipione, quella sera di turno al Maggiore, perché fu ritardata l’estrazione del feto a seguito del taglio cesareo. Questo fu infatti effettuato in modo non corretto provocando sofferenza al feto che ne subì direttamente le conseguenze.

Il collegio difensivo di Antonio Sipione ha sostenuto che al medico non si potesse addebitare alcuna colpa ma il perito di parte, docente presso l’Università di Palermo, ha invece addebitato al ginecologo gravi responsabilità. Un secondo perito, stavolta incaricato dal magistrato giudicante, Paolo Scollo del «Cannizzaro» di Catania, è stato chiamato a dare la sua valutazione dei fatti.

Antonio Sipione è stato dunque condannato al pagamento a favore dei due coniugi sciclitani di 200 mila euro come provvisionale oltre alle spese del giudizio. Il risarcimento complessivo sarà stabilito in separata sede. Il giudice ha anche trasmesso gli atti alla Procura per accertare il reato di falsa testimonianza da parte di una dipendente del reparto.

Nella foto, l´interno dell´ospedale Maggiore di Modica