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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 802
MODICA - 16/12/2010
Attualità - Modica: presa di posizione di Isa e Failla

Acqua non potabile, il comune deve rimborsare i residenti

Questa condizione è stata determinata dalla inagibilità e dalla mancanza dei requisiti di sicurezza dei locali in cui agiscono gli addetti alla clorazione

Il comune deve rimborsare 150 euro l’anno alle famiglie residenti nelle zone in cui l’acqua negli ultimi due anni non è stata potabile. La richiesta è stata formalizzata dal sindacato autonomo Isa alla luce della perdurante non potabilità dell’acqua. Questa condizione è stata determinata dalla inagibilità e dalla mancanza dei requisiti di sicurezza dei locali in cui agiscono gli addetti alla clorazione dell’acqua immessa nella conduttura comunale. Giorgio Iabichella, segretario provinciale dell’Isa fa riferimento al Ppr 236 del 1988 che prevede la riduzione del cinquanta per cento del canone nel caso di inadempimento contrattuale da parte dell’ente. Per l’Isa insomma ci sono tutti i presupposti dell’inadempimento contrattuale e quindi il danno patrimoniale che comporta il risarcimento.

L’Isa ha chiesto al sindaco di deliberare al più presto la riduzione del canone ed ha trasmesso la sua richiesta anche al Prefetto, alla Procura della Repubblica ed all’associazione dei consumatori. Da parte sua Sebastiano Failla ha fatto un po’ di conti ed ha stimato in quasi tre milioni e mezzo di euro il danno che deriverebbe al comune se dovrà risarcire i residenti che non hanno potuto usufruire di acqua potabile. Sono almeno diecimila i nuclei familiari interessati dalla vicenda visto che ben tre grandi quartieri della città sono stati interessati dal problema. L’amministrazione da parte sua ha provveduto con un progetto di risanamento degli ambienti destinati alla clorazione ma l’iter è ancora in corso.

Aggiunge il vicepresidente del consiglio provinciale «La giunta adotti immediatamente la delibera di rimborso del canone per quei cittadini che non hanno goduto del servizio, ma che hanno pagato il canone, quindi si speri solo che i cittadini , non si rivolgano all’autorità giudiziaria per avere riconosciuti i danni patrimoniali e non subìti (aver dovuto provvedere all’acquisto dell’acqua minerale, sostenendo ingenti spese, elettrodomestici, depurazioni)».In quel caso, il buco economico si allargherebbe a macchia d’olio con un aggravio finanziario incalcolabile per le casse comunali». Nel caso in cui si aprisse questa falla sarebbero dolori per le casse comunali con ulteriore aggravio per le casse comunali visto che verrebbe meno un incasso stimato in tre milioni e mezzo di euro alla voce canone idrico. La vicenda è seguita anche dalle associazioni dei consumatori che vogliono andare a fondo alla questione.