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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1310
MODICA - 05/12/2010
Attualità - Modica: dopo la bocciatura da parte della Regione del Centro commerciale naturale

Modica: il Centro commerciale e la polemica "innaturale"

Il sindaco Antonello Buscema espone le sue ragioni, accusandoci d’essere a tutti i costi alla ricerca dello "scoop" facile

In un paese dove il termine «Democrazia» rischia pericolosamente d’essere svuotato di senso, succede che, chi non si attiene a certi dettami d’informazione basati in via prioritaria sul concetto del «va sempre tutto bene perché siamo davvero bravi», finisce inevitabilmente d’essere additato come «di parte». E’ quello che è accaduto a noi, e quando scrivo «noi», mi riferisco al sottoscritto e alla redazione. Dal particolare punto di vista del sindaco di Modica Antonello Buscema, noi saremmo quindi schierati contro di lui e contro la sua giunta. In verità, nessun assessore si è sentito in dovere di accusarci. Il primo cittadino, invece, ci ha puntato il dito. Nulla di male, è la sua opinione.

Il fatto grave, a mio modesto avviso, è dato dall’oggetto della polemica sterile in cui il sindaco è voluto andare a cacciarsi: la mancata approvazione da parte della Regione del progetto del Centro commerciale naturale. Ancora più futili, e in parte infondate, le modalità di questa polemica, che si commentano da sole con la richiesta di rettifica pretesa dal sindaco, che potrete leggere di seguito. Ciascun lettore potrà farsi la propria opinione, continuando nella lettura dell’articolo incriminato, sempre del sottoscritto, e dei commenti delle varie forze politiche, consorzi e associazioni, su quanto accaduto.

Riteniamo salterà all’occhio un particolare non di poco conto: al di la di responsabilità vere o presunte della giunta o di terzi, se il sindaco avesse impiegato il 50% dell’impegno dedicato alla nota di precisazione nel seguire invece l’iter di approvazione del progetto del Centro commerciale naturale a Palermo, forse non ci troveremmo a discutere della bocciatura del progetto. Il sindaco si affanna a precisare che il compito di palazzo San Domenico sarebbe consistito nel fungere da tramite tra il Centro commerciale Polocommerciale e Palermo.

A parte il fatto che si trattava di un atto dovuto per legge, riteniamo che il comune non possa e non debba limitarsi a fare da «passacarte», delegando a terzi la bega di togliere le castagne dal fuoco. Da parte nostra, l’aver evidenziato questa circostanza, non presuppone nessuna smania di «scoop», a differenza della particolare visione del primo cittadino. Il vero scoop di cui ci avrebbe davvero fatto piacere essere gli autori, sarebbe stato quello dell’approvazione del Centro commerciale naturale. Ma l’aver reso doverosamente nota la circostanza opposta, ritengo non ci collochi nella posizione di «cani da guardia» della giunta.

Magari «cani da guardia» lo siamo davvero, ma della corretta informazione, che ci sforziamo di fornire ai nostri lettori tutti i giorni in maniera puntuale e, soprattutto, imparziale. Se poi, per il sindaco, comportarsi in questo modo equivale ad «essere di parte», allora ne andiamo pure fieri. Ma è un concetto piccolo, ed anche un po’ meschino, definire «di parte» chi non parla bene di lei, caro sindaco.

Ci permettiamo di suggerirle di riflettere sul perché ci troviamo costretti a sollevare più aspetti negativi, rispetto a quelli positivi, della sua amministrazione. Un aiuto glielo forniamo volentieri: sono i fatti sotto gli occhi di tutti a parlare per noi, giustificando la nostra priorità nell’evidenziarli, nel nome di una corretta informazione data con il medesimo criterio, che vale per tutti: quello dell’imparzialità. Nessun livore nei suoi confronti, caro sindaco, nessuna dietrologia e nessun piano premeditato. Magari talvolta sbaglieremo, perché è normale. Ma riteniamo che, decisamente, non sia questo il caso.

LA RICHIESTA DI RETTIFICA DEL SINDACO, CHE PUBBLICHIAMO IN VERSIONE INTEGRALE

Gentile Direttore,

i modi e i termini con cui il Suo giornale on-line ha affrontato l’argomento della bocciatura dell’istanza per l’accreditamento del C.C.N. «Polocommerciale», mi costringono a scriverLe chiedendole di rettificare le informazioni lacunose ed errate che, forse nella fretta e nella smania di pubblicare uno scoop che uno scoop in realtà non era, sono state pubblicate arrecando un danno innanzitutto all’opinione pubblica di questa Città e al suo diritto di ricevere un’informazione completa e corretta su un argomento di una tale importanza.

Non mi scandalizza infatti la circostanza che esistano testate che sono solite seguire una linea editoriale particolarmente critica rispetto a chi amministra e che ritengono di svolgere il loro ruolo andando a caccia di notizie che possano in qualche modo screditarne l’autorevolezza o metterne in rilievo le mancanze: questo non solo rientra nel gioco delle parti della politica e dei suoi rapporti con l’informazione, ma addirittura mi conforta, se è vero che la presenza di un «cane da guardia» quale il giornalismo dovrebbe essere è tra quelle che costringono un buon amministratore a fare bene e anzi sempre meglio. Lei mi insegna tuttavia che una «notizia» è tale solo nel momento in cui viene verificata per rispettarne la verità sostanziale, documentandosi o in alternativa rivolgendosi alle fonti in grado di fornire informazioni complete.

La verità, infatti, va riportata tutta intera: una verità parziale equivale ad una falsità e le falsità –mi permetto di dirLe- minano innanzitutto la credibilità di chi le dice o peggio ancora le pubblica, specialmente in un caso come questo in cui per correggerle basta attenersi ai documenti ufficiali.

Tutti gli aspetti della vicenda in questione sono già stati da me personalmente chiariti in un comunicato stampa ufficiale del cui contenuto mi auguro Lei terrà conto nel seguire l’evoluzione della notizia, con particolare riferimento al fatto che il Comune ha solo un ruolo di intermediazione nel trasmettere l’istanza dei C.C.N. all’Assessorato regionale.

Alcune ulteriori precisazioni devo però farle nel merito specifico del suo articolo:

1)Lei scrive «Con questa motivazione, pronunciata ben quattro mesi fa e mai resa nota dalla giunta Buscema, l’assessorato regionale alle attività produttive ha bocciato la richiesta inoltrata lo scorso dicembre», facendo riferimento alla nota di rigetto che ci è stata trasmessa dalla Regione il 22 luglio 2010. A tal proposito Le faccio presente che non ci siamo mai tenuti nulla nel cassetto, che la nota della Regione è stata correttamente inoltrata al C.C.N. Polocommerciale, che ha immediatamente presentato le proprie osservazioni per tramite del Comune all’Assessorato Regionale. Per completezza di informazione, il decreto con il diniego dell’accreditamento è arrivato al Comune di Modica il 26 novembre 2010 e non è stato reso noto prima di essere trasmesso al Polocommerciale, cosa che è stata fatta in data 1 dicembre 2010, ovvero –voglio pensare, per una pura e sfortunata coincidenza- il giorno stesso della pubblicazione del Suo articolo il cui contenuto incompleto si ferma alle notizie dello scorso agosto.

2)Lei scrive che «Il progetto del Centro commerciale naturale di Modica è l’unico bocciato dalla Regione tra quelli presentati dagli altri 11 comuni iblei» e anche qui devo correggerLa poiché il solo Comune di Modica ne ha presentati ben quattro, per due dei quali siamo ancora in attesa di un riscontro che abbiamo tutte le ragioni di ritenere sarà positivo, ma per i quali, come per molti altri della Provincia di Ragusa, l’Assessorato Regionale non ha ancora emanato il decreto definitivo.

3)Lei scrive di «positive ricadute sul piano occupazionale, irrimediabilmente sfumate»: è un’argomentazione che comprendo fare facile presa sull’opinione pubblica, ma Le suggerisco di leggere il decreto assessoriale che contiene le norme di attuazione della legge regionale di riferimento e si accorgerà Lei stesso che gli scopi previsti per i C.C.N., a cui sono destinati anche i relativi incentivi, sono principalmente quelli di «riqualificare l´immagine e migliorare la vivibilità urbana, accrescere le capacità attrattive delle attività, migliorare il servizio offerto ai consumatori ed ai turisti».

4)Infine, ma questo è un dettaglio di geometria, i 2.600 metri a cui fa riferimento l’Assessorato Regionale sono ovviamente lineari e non quadrati.

Certo che vorrà tenere conto di queste precisazioni per ristabilire la verità della notizia rispetto alla quale il Suo giornale ha mostrato di essere così sensibile, Le porgo cordiali saluti.

Il Sindaco di Modica Antonello Buscema


L´ARTICOLO "INCRIMINATO" DAL SINDACO SULLA BOCCIATURA DEL CENTRO COMMERCIALE NATURALE DA PARTE DELLA REGIONE
Il Polocommerciale non può essere accreditato come Centro commerciale naturale perché «le ditte aderenti non risultano tra loro vicine e ricadenti in un ambito urbano definito». Con questa motivazione, pronunciata ben quattro mesi fa e mai resa nota dalla giunta Buscema, l’assessorato regionale alle attività produttive ha bocciato la richiesta inoltrata lo scorso dicembre (quasi un anno fa) da palazzo San Domenico.

Il progetto del Centro commerciale naturale di Modica è l’unico bocciato dalla Regione tra quelli presentati dagli altri 11 comuni iblei. Il tessuto produttivo della città ha perso una ghiotta occasione per ottenere cospicui finanziamenti propedeutici alla dotazione di servizi e strutture al passo con i tempi, senza contare le positive ricadute sul piano occupazionale, irrimediabilmente sfumate.

La bocciatura della Regione è arrivata lo scorso 22 luglio a palazzo San Domenico con una missiva protocollata, spedita da Palermo per raccomandata, a firma del dirigente del servizio Leonardo Pipitone. Il rigetto da parte della Regione dell’istanza di accreditamento a Centro commerciale naturale risale ad oltre quattro mesi fa! Perché il comune non ha reso nota questa circostanza? Il consiglio comunale ne era a conoscenza?

Già lo scorso agosto il comune aveva inviato a Palermo le osservazioni di merito per far tornare la Regione sui propri passi, illustrando le motivazioni che avrebbero giustificato, nella visione della giunta, l’ammissione dell’istanza di accreditamento a Centro commerciale naturale. La definizione dell’ambito urbano in cui insiste il Centro era stata effettuata dal sindaco Antonello Buscema e ratificata dal consiglio comunale, tenuto conto, si legge nella nota del comune, «della specifica conformazione urbanistica della città e dello sviluppo lineare dell’area commerciale al quartiere Sorda».

Nella visione del primo cittadino, quindi, l’istanza avanzata dal comune doveva intendersi non tanto come «istituzione ex novo» del Centro commerciale naturale, quanto piuttosto come «il riconoscimento di uno stato di fatto». Non dello stesso avviso la Regione, secondo cui «il Centro – si legge nella missiva dello scorso luglio – non può estendersi al punto da inglobare ambiti territoriale particolarmente vasti, circa 2mila 600 metri quadrati, e non contigui tra loro, come nel caso del Polocommerciale. I Centri commerciali naturali – conclude la nota della Regione – sono difatti l’insieme di attività terziarie private fra loro vicine».

Il progetto di un Centro commerciale naturale era previsto dalla legge regionale 9 del 2009. Modica è l’unico comune della provincia iblea che non potrà accedere ai sostanziosi finanziamenti previsti. In realtà, il progetto non aveva entusiasmato più di tanto neanche gli stessi operatori commerciali, che avevano mostrato disunione. La stessa Ascom non era andata avanti più di tanto, per disinteresse e mancanza di stimoli, come aveva avuto modo di precisare tempo fa il componente del direttivo Peppe Barone. L’unico Centro commerciale naturale finora avviato in provincia, peraltro in maniera stentata, è quello di Ragusa Ibla.

LA NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
Il mancato riconoscimento della qualifica di centro commerciale naturale al Polo Commerciale di Modica, su cui si è già espresso in maniera chiara ed esauriente il Sindaco, è per il Pd motivo di rammarico.

Ancora una volta prendiamo atto, solo incidentalmente e senza voler fare una sterile polemica, della totale assenza del gruppo consiliare del PDL dalle vicende che riguardano la vita della città.

I consiglieri del PDL, infatti, si sono limitati ad un comunicato stilato sulla base di notizie apprese dalla stampa e in ampia parte già puntualmente smentite dal Sindaco.

Non possiamo quindi comprendere l´operato di chi, eletto per rappresentare le esigenze dei cittadini, si limita ad esprimere giudizi solo sul «sentito dire» senza verificare sul campo (ossia informandosi presso i competenti uffici, o nel caso specifico i rappresentanti del Polo Commerciale) quanto sia realmente avvenuto.

Ma a prescindere dalla più volte constatata assenza dell´opposizione, sia in Consiglio Comunale che tra i cittadini, rimane forte il rammarico su quanto accaduto perché il Polo Commerciale viene privato, almeno per il momento, di quello status che gli avrebbe garantito incentivi volti a riqualificare l´immagine e migliorare la vivibilità urbana, accrescere le capacità attrattive delle attività e migliorare il servizio offerto ai consumatori ed ai turisti ovvero tutta una serie di misure che sarebbero ricadute con effetto positivo anche sull´intera città.

Pertanto, nell´invitare le forze d´opposizione a fare altrettanto, il Partito Democratico intende affiancarsi all´amministrazione comunale in tutte quelle azioni, ivi compreso l´interessamento della propria deputazione regionale, per ottenere, come già detto dal Sindaco Buscema, quel doveroso riconoscimento di uno stato di fatto che rappresenta un elemento strategico e irrinunciabile della vita economica della Città di Modica.

IL RIMPALLO DI RESPONSABILITA´
E’ rimpallo di responsabilità tra amministrazione e consorzio Polocommerciale per il rigetto, da parte della regione, del progetto del Centro commerciale naturale. Il sindaco Antonello Buscema sostiene che l’ente non ha responsabilità diretta sull’accaduto, avendo funto solo da tramite tra il Consorzio e la Regione, come peraltro previsto per legge. Il sindaco, lamentando una documentazione lacunosa, fa quindi a scaricabarile con il Polocommerciale, il cui presidente Girolamo Carpentieri, in una missiva, si scaglia a sua volta contro la giunta e la deputazione regionale, accusandoli di pressappochismo e superficialità.

«Sarebbe stato necessario – dichiara Carpentieri – un incontro con l’assessorato regionale alle attività produttive chiesto dalla parte politica e da chi amministra la città. Il comune – conclude Carpentieri – non può comportarsi come Ponzio Pilato, ritenendo concluso il suo compito dopo aver trasmesso a Palermo la documentazione, lasciandola colpevolmente cadere nel dimenticatoio, come nei fatti è accaduto».

PDL: "GIUNTA A CASA"
Il Popolo delle libertà si scaglia contro la giunta Buscema dopo la bocciatura del Centro Commerciale Naturale, tornando a chiederne con forza le dimissioni. «Il progetto che doveva apportare nuova linfa per il commercio a Modica – si legge nel documento del Pdl – è l’ulteriore conferma del fallimento di questa amministrazione anche su iter semplici, laddove bisognerebbe solo seguire i dettami di legge e calarli sul territorio».

La proposta è stata bocciata dalla Regione perché l’area scelta per il Centro commerciale naturale era di estensione superiore a quella stabilita per legge. «Il Polocommerciale – si continua a leggere nella nota – non è accreditabile come Centro Commerciale Naturale perché i negozi che ne dovrebbero farne parte, non risultano contigui e non ricadono in un ambito urbano omogeneo».

Il Pdl definisce questo errore «di una banalità disarmante, che rischia d’intaccare il tessuto economico del Polocommerciale, di vitale importanza per la città». La dura nota del Pdl si chiude con l’auspicio che il sindaco e la giunta, magari prima di dimettersi, chiedano scusa alla classe imprenditoriale «Per aver sbagliato – in questa occasione – anche l’impossibile».