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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 866
MODICA - 30/11/2010
Attualità - Modica: che fine hanno fatto i fondi? Il sindaco Buscema dice che non lo sa...

Altro vertice giovedì per salvare il palazzo degli studi

La dirigente della Protezione civile di Ragusa Chiarina Corallo dichiara che i soldi sono stati spesi da palazzo San Domenico per altri scopi, ma Buscema cade dalle nuvole. Interrogazione del consigliere Vito D’Antona

Un nuovo vertice per chiarire il mistero dei fondi perduti del palazzo degli studi di corso Umberto I, sede del classico «Campailla». Che fine hanno fatto i tre milioni di euro appostati da oltre un decennio dalla Protezione civile per il recupero dell’antico ex convento gesuitico? Per rispondere a questa domanda, ma soprattutto per concordare una soluzione propedeutica al reperimento di nuovi fondi, è stata convocata per giovedì, nella sede del liceo, dal dirigente scolastico Girolamo Piparo, una nuova riunione. Saranno presenti l’assessore provinciale alla pubblica istruzione Giuseppe Giampiccolo, la dirigente della Protezione civile di Ragusa Chiarina Corallo e il sindaco di Modica Antonello Buscema.

Proprio quest’ultimo, che aveva in precedenza dichiarato d’aver impiegato un milione 200 mila euro dei fondi del palazzo degli studi per il restauro di altri edifici, si era detto all’oscuro dell’impiego anche del restante milione 800mila euro. La dirigente Corallo aveva invece confermato che la richiesta di rimodulazione totale dei fondi, approvata dalla giunta di governo regionale lo scorso ottobre con una delibera, era partita proprio da palazzo San Domenico.

Per il finanziamento dei lavori di restauro del palazzo degli studi, il comune potrebbe inoltrare una nuova richiesta di programmazione d’intervento. Intanto il consigliere comunale di Sinistra ecologia e libertà Vito D’Antona invoca chiarezza con una interrogazione al sindaco Buscema e al presidente del consiglio comunale Carmelo Scarso. D’Antona chiede dunque che il primo cittadino relazioni sulla vicenda nella prima seduta utile della civica assise.

IL MISTERO DEI FONDI PERDUTI
I 3 milioni di euro di fondi per il recupero del palazzo degli studi, storica sede del liceo classico Campailla, «scompaiono» di punto in bianco. Il sindaco Antonello Buscema cade dalle nuvole, sostenendo di esserne all’oscuro. Eppure il primo cittadino qualcosa dovrebbe pur saperla, su questa contorta vicenda, visto che la richiesta di destinare i fondi del palazzo degli studi per altri scopi è partita da palazzo San Domenico. E’ quanto confermato da Chiarina Corallo, dirigente della protezione civile di Ragusa.

Proprio la Protezione civile concesse i 3 milioni di euro, la metà di quelli necessari allo scopo, oltre un decennio fa, su iniziativa dell’allora assessore regionale alla presidenza con delega alla protezione civile Giuseppe Drago. Questi fondi sono rimasti inutilizzati per anni a causa del mancato accordo tra provincia e comune per la cessione del palazzo degli studi. L’ente di palazzo San Domenico, proprietario dell’immobile, avrebbe dovuto venderlo alla provincia regionale, già responsabile della manutenzione ordinaria. I punti nodali propedeutici alla stipula del protocollo d’intesa in questo senso erano stati chiariti un paio di settimane fa tra le parti interessate.

La provincia si era impegnata ad acquisire l’immobile, cedendo contestualmente lo storico palazzo di piazza Matteotti, già sede della caserma dei carabinieri, e l’antico edificio che al momento ospita il magistrale. A questo punto, però, l’assenza dei fondi rimette tutto in discussione. Ma come poteva il sindaco Antonello Buscema non sapere nulla sul reale impiego di tutta la somma, e non solo di un milione 200mila euro, com’era stato detto in un primo momento, per altri scopi? I 3 milioni di euro sarebbero stati destinati al restauro di palazzo dei Mercedari, della chiesa di San Giovanni e di palazzo Moncada.

«La rimodulazione dei fondi – dichiara al telefono la dirigente Corallo – risale allo scorso ottobre, con la delibera di giunta di governo della Regione, su richiesta dell’ente di palazzo San Domenico». Il cambio di destinazione dei fondi appostati per il palazzo degli studi si sarebbe quindi registrato prima dell’incontro tenutosi al liceo classico tra la provincia regionale, rappresentata dall’assessore alla pubblica istruzione Emanuele Giampiccolo, il dirigente scolastico Girolamo Piparo e il sindaco Antonello Buscema.

Lo stesso primo cittadino ha ribadito al telefono di non sapere niente di questa vicenda: «Per me il milione 800mila euro restante dei 3 milioni è sempre disponibile alla Protezione civile – ha tagliato corto il sindaco – almeno fino a quando non riceverò una comunicazione ufficiale su questa presunta mancanza di disponibilità dei fondi, poi si vedrà». Versioni contrastanti che colgono di sorpresa il preside del liceo classico Girolamo Piparo: «Resto perplesso da questo inatteso sviluppo – dice il dirigente scolastico – che ripropone la problematica in tutta la sua complessità, dal momento che la provincia potrebbe non avere più nessun interesse a rilevare la proprietà del palazzo degli studi, che, nel frattempo, sta cadendo a pezzi.

In attesa di riscontri certi – conclude Piparo – lancio un appello alla deputazione nazionale e regionale iblea affinché siano reperiti i 6 milioni di euro necessari al recupero dello storico immobile e al suo adeguamento alle rigide norme antisismiche». Come confermato dalla dirigente Corallo, dovrebbe essere il comune di Modica a richiedere agli enti competenti una nuova richiesta di programmazione d’intervento per il finanziamento dei lavori necessari alla ristrutturazione del palazzo degli studi. Buio completo sui tempi di questa soluzione, comunque lunghi. Se l’antico palazzo degli studi dovesse essere ristrutturato, non solo continuerebbe ad ospitare il classico, ma anche il liceo artistico, che troverebbe allogazione nel terzo piano, chiuso perché inagibile, che si estende su oltre mille metri quadrati e che potrebbe ospitare almeno quaranta aule.

Intanto è del consigliere comunale di Sinistra ecologia e libertà Vito D´Antona un´interrogazione indirizzata al sindaco Antonello Buscema e al presidente del consiglio comunale Carmelo Scarso per chiedere lumi sulla circostanza e relazionare al Consiglio Comunale sugli sviluppi della vicenda, alla prima seduta utile.