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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1228
MODICA - 15/11/2010
Attualità - Modica: l’associazione culturale ha acquisito la chiesetta del quartiere Sbalzo

Il Centro Studi La Contea salverà S. Venera dal degrado

Il monumento si trova in vico Cannizzaro, al centro del popolare quartiere trogloditico, che oggi è in buona parte disabitato
Foto CorrierediRagusa.it

Il Centro studi sulla Contea di Modica ha avviato l’iter per l’acquisizione della chiesetta rupestre di S. Venera. Il sito è in stato di degrado ed è stato recentemente inserito da Legambiente nell’ambito del programma «Salvalarte Sicilia 2010».

Davanti al notaio Evangelista Ottaviano il presidente del Centro studi, Paolo Failla e il proprietario Peppe Lucifora (nella foto), hanno sottoscritto il contratto di cessione alla associazione; Peppe Lucifora da parte sua ha tenuto a ribadire che alla base dell’operazione c’è la volontà di mettere a disposizione della città questo importante bene culturale.

Hanno presenziato il sindaco Antonello Buscema e l’assessore alla cultura, Anna Maria Sammito, che ha anche illustrato alcuni particolari della chiesetta rupestre. La chiesetta sarà messa a disposizione della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa e, dopo il necessario restauro, sarà resa fruibile a studiosi e turisti. Santa Venera è una chiesetta ricavata nella roccia e si trova nella zona antichissima dello Sbalzo nel vico Cannizzaro, uno dei più vasti quartieri rupestri del centro storico, dove fino a qualche decennio fa alcuni nuclei familiari risiedevano in grotta.

Della chiesetta di S. Venera si hanno notizie risalenti alle collette papali, alle Rationes Decimarum, relative agli anni 1308-1310 ed essa viene ancora citata nel corso del 1600 nell’elenco delle chiese minori di Modica riportato da Placido Carrafa, autore della prima storia della città di Modica. Nel 1869 Filippo Renda la dice già distrutta.

Soltanto recenti studi degli archeologi Vittorio Rizzone e Anna Maria Sammito l’hanno localizzata nel vico Cannizzaro, al centro del popolare quartiere trogloditico, che oggi è in buona parte disabitato.