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MODICA - 12/11/2010
Attualità - Ragusa: fine settimana ragusano per il cantautore milanese

Roberto Vecchioni tra musica, politica e letteratura

Conferenza promossa dalla Assocciazione Genius su «Da Saffo a De Andrè;l’anima, le parole, la musica»
Foto CorrierediRagusa.it

E´ più bravo come conferenziere, docente di lettere classiche o cantautore? Dalla sala conferenze della scuola dello sport si è levato questo interrogativo su Roberto Vecchioni (nella foto).

Il fine settimana del cantautore milanese in provincia di Ragusa, con concerti a Scicli e nel capoluogo, non poteva cominciare meglio. Sala gremita, giovani e meno giovani in piedi, accovacciati, poltroncine occupate, per ascoltare il professore parlare di letteratura greca, di cultura occidentale, di musica, di politica. Vecchioni non si è risparmiato, ha parlato per oltre due ore a ruota libera.

Il tema proposto dalla associazione Genius «Da Saffo a De Andrè;l’anima, le parole, la musica» ha consentito a Vecchioni di spaziare in un terreno a lui congeniale. La poesia come ispirazione, cura dell’anima, catartica; Saffo nella sua condizione di donna e di poetessa emerge a tutto tondo nella sua tensione emotiva che la avvicina al Dio.

La letteratura greca in particolare è quella che permea, per Vecchioni, il mondo occidentale, e la Sicilia, è custode di una eredità importante visto che è al centro della cultura mediterranea. «La Sicilia ha molto da insegnare -dice Roberto Vecchioni- Ha in sé mille contraddizioni ma riassume tante culture tanto da apparire al cantautore il paradigma dell’Italia. Poi il pubblico sconfina con le domande nella politica, nella coscienza civile, nell’impegno dei giovani. C’è ancora tanto lavoro da fare, ignoranza da estirpare,ma Vecchioni ha fiducia nei giovani »Sanno affrontare i problemi bene e meglio di chiunque altro».

Non poteva mancare anche il Rubygate a chiusura dell’incontro. «Non mi scandalizza che il premier –ha detto facendo riferimento ai fatti d’attualità – sia stato con una minorenne, mi scandalizza e sinceramente non comprendo chi lo difende» e vengono giù gli applausi.