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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 811
MODICA - 07/11/2010
Attualità - Modica: il futuro della storica sede del liceo classico di corso Umberto I

Palazzo studi alla Provincia, con quali soldi ristrutturarlo?

Di certo c’è che se l’antico palazzo degli studi dovesse essere ristrutturato, non solo continuerebbe ad ospitare il classico, ma anche il liceo artistico, che troverebbe allogazione nel terzo piano
Foto CorrierediRagusa.it

Il rebus del Campailla. Nulla a che vedere con il filosofo modicano, quanto piuttosto con l’antico palazzo (ex convento gesuitico) a lui intitolato, storica sede del glorioso liceo classico in corso Umberto I (nella foto dall´alto). Il rebus girà attorno al destino di questo palazzo, che, eroso dall’inesorabile incedere del tempo, necessita di una costosissima manutenzione. Ma l’edificio appartiene al comune, che, come noto, non ha un centesimo in cassa. La manutenzione ordinaria spetta però alla provincia, che, nel vertice tenutosi ieri mattina proprio nella sede del liceo, ha manifestato l’intenzione di voler comprare l’intero palazzo, compreso il terzo piano, chiuso da oltre un quarto di secolo perché inagibile.

E questa parte del rebus è stata parzialmente risolta. L’assessore provinciale alla pubblica istruzione Giuseppe Giampiccolo, tra gli esponenti istituzionali presenti ieri al vertice, non meno di un paio d’anni fa aveva dichiarato che «Non c’era ancora nulla di definito sulla cessione del palazzo degli studi da parte della giunta comunale all’amministrazione provinciale. C’era in essere solo un’interlocuzione per esaminare la complessa vicenda, ma nessun atto scritto era stato ancora redatto sulla cessione dell’immobile». Questo il sunto delle dichiarazioni rilasciate da Giampiccolo nel 2009. Adesso, in verità, poco o nulla è cambiato.

Vero è che c’è quantomeno la volontà della Provincia di acquisire l’immobile dal comune, ma nulla si sa sui tempi di perfezionamento del contratto di compravendita, che, negli intenti delle parti interessate, dovrebbe costituire uno «scambio alla pari». Nel senso che la Provincia non scucirebbe denaro contante per acquisire il palazzo degli studi, ma cederebbe al comune l’antico palazzo di piazza Matteotti che un tempo ospitava i carabinieri, e che potrebbe di nuovo tornare ad essere una caserma, vista l’esigenza dei cittadini di poter contare su un presidio delle forze dell’ordine in centro storico. Al momento lo stabile ospita il liceo convitto.

La Provincia dovrebbe altresì cedere l’antico palazzo che ospita il magistrale, sempre in corso Umberto I. Alternative non ce ne sono, visto che di soldi manco a parlarne. Tutto il denaro che la provincia riuscirebbe a racimolare servirebbe difatti proprio alla ristrutturazione del palazzo degli studi. La spesa complessiva, stando alle previsioni più ottimistiche, dovrebbe aggirarsi sui 7 milioni di euro. Peccato che al momento sia disponibile solo un milione e 800 mila euro dei tre milioni a suo tempo concessi dalla Protezione civile per il recupero degli antichi palazzi. Questo perché il comune ha già speso un milione 200 mila euro per palazzo Polara e per il palazzo dei Mercedari, i cui lavori di restauro sono fermi perché... son finiti i soldi.

Come farà la Provincia? Di certo c’è che se l’antico palazzo degli studi dovesse essere ristrutturato, non solo continuerebbe ad ospitare il classico, ma anche il liceo artistico, che troverebbe allogazione nel terzo piano, che si estende su oltre mille metri quadrati e che potrebbe ospitare almeno quaranta aule, bastevoli a soddisfare le esigenze della due sezioni del Campailla, il classico e l’artistico, che fanno capo ad una unica dirigenza. In questo caso la Provincia risparmierebbe il mezzo milione di euro annuo che scuce per la locazione della sede che ospita attualmente l’artistico, nella zona del Polocommerciale.

Tramonta quindi l’idea di abbattere l’ex pollaio dell’area acquisita dalla Provincia nei pressi della circonvallazione ortisiana, visto che difficilmente la Regione concederà i 10 milioni di euro iscritti nel capitolo di spesa dall’ente di palazzo di viale del Fante per la costruzione di un edificio scolastico nuovo di zecca. Più semplice puntare sul recupero del palazzo degli studi, per il cui reperimento delle somme si sono impegnati i parlamentari modicani, tra cui Peppe Drago, presente al vertice di ieri.

Soddisfazione è stata espressa dal dirigente scolastico del liceo Girolamo Piparo, secondo cui «E’ prioritario fornire locali sicuri e dotati di ogni confort agli studenti, par offrire garanzie alle rispettive famiglie, migliorando al contempo l’immagine del palazzo degli studi, che rappresenta, nell’immaginario collettivo, la storica sede del classico». A questo proposito a breve sarà avviata la manutenzione ordinaria dell’antico edificio, con l’imbiancamento delle pareti e con l’espletamento di altri lavori.