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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 620
MODICA - 02/11/2010
Attualità - Modica: l’ennesimo paradosso in salsa modicana

Niente telesorveglianza, ma ci sono i cartelli di "avviso"!

In piazza Matteotti, teatro delle ultime due retate antidroga di polizia e carabinieri, sono da qualche giorno comparsi dei cartelli, ai quattro angoli della piazza, che avvisano che l’area è video sorvegliata. Ma dove sono le telecamere?
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco Antonello Buscema ringrazia le forze dell’ordine per aver ripulito il centro storico da spacciatori e assuntori di droga, ma il sistema di telesorveglianza non viene attivato. Però, intanto, vengono affissi i cartelli che avvisano che l’area è video sorvegliata, ma solo sulla carta! (nella foto, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA)

E’ l’ultimo paradosso del comune di Modica. In piazza Matteotti, teatro delle ultime due retate antidroga di polizia e carabinieri, sono da qualche giorno comparsi dei cartelli, ai quattro angoli della piazza, che avvisano che l’area è video sorvegliata. Ma dove sono le telecamere? A parte quelle private di alcuni esercizi commerciali, dov’è l’occhio elettronico del sistema centralizzato collegato alla questura? Non c’è. E allora quei cartelli che cosa sono stati montati a fare? A voler essere buonisti, si potrebbe pensare a un tentativo, in verità abbastanza velleitario, di voler scoraggiare qualche soggetto dal compiere atti criminosi ai danni del prossimo. In altre parole, questi cartelli dovrebbero fungere da deterrente? O forse anticipano la prossima installazione del sistema di telesorveglianza? Mah. Resta il dubbio su chi abbia partorito questa bella pensata, e a vantaggio di chi.

E così, se da un lato il primo cittadino si affretta a congratularsi con polizia e carabinieri per le due ultime operazioni antidroga che hanno restituito un po’ di serenità ai residenti, dall’altro non velocizza l’iter per dotare la città di telesorveglianza. Però espone i cartelli! Eppure lo stesso questore Filippo Barboso era stato chiaro, non meno di una settimana fa: «Bisogna incentivare l’installazione di telecamere, per riprendere le zone più a rischio delle città ed aiutare i tutori della legge nell’individuazione dei delinquenti». Ragusa è un comune virtuoso in questo senso: il sindaco Nello Dipasquale riesce ad accantonare circa 150 mila euro l’anno per dotare la città di un numero maggiore di occhi elettronici, a cominciare da Ragusa Superiore e Ibla, dove più frequenti sono gli episodi di microcriminalità. E il sindaco Buscema? Niente. Palazzo San Domenico ha le casse vuote, e la storia finisce lì, a parte i cartelli.

In verità, Buscema si era recato un paio di settimane fa in prefettura per discutere della situazione con il prefetto Francesca Cannizzo. Dell’esito di quel vertice non si è saputo granché, ma una cosa è certa: da palazzo San Domenico non è stata comunicata nessuna data certa sull’installazione di videocamere per la telesorveglianza.

E pensare che qualche anno fa Modica si era segnalato come uno tra i comuni più all’avanguardia d’Italia per sicurezza elettronica, con l’inaugurazione di occhi elettronici collegati direttamente con la questura. Ma il sistema di telesorveglianza, gestito da Telecom Italia, durò poco: il debito accumulato dall’ente indusse la società telefonica e «chiudere» gli occhi elettronici. E così le telecamere sono rimaste inattive.

Cliccate sulla foto sotto per ingrandirla