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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 970
MODICA - 22/10/2010
Attualità - Modica: entra nel vivo la promozione dei software liberi

Modica fra i dieci comuni regionali del Linux Day

L’intento della manifestazione è quello di promuovere il mondo del softaware libero o open source

Si terrà la decima edizione del Linux Day, la manifestazione nazionale di promozione dei software liberi GNU/Linux. Il Linux Day è promosso da ILS (Italian Linux Society) e organizzato localmente da gruppi, associazioni, scuole e amministrazioni locali. Anche la nostra regione avrà il suo linux day in 10 comuni differenti, fra i quali segnaliamo la manifestazione che si terrà a Modica (http://linuxday.it-opensolutions.it/).

Come anticipato, l’intento della manifestazione è di promuovere il mondo dei software liberi o open source. Ma di cosa stiamo parlando? Non ci addentreremo in spiegazioni tecniche sulle peculiarità e le differenze fra Linux e altri sistemi. Qui ci basterà sapere che Linux è un sistema operativo alla stregua di quelli prodotti dalla Microsoft (Xp, Vista, 7) però nato nelle università e non da una multinazionale; è un sistema sviluppato dalla collettività che in rete partecipa per realizzare un prodotto sempre migliore, libero da dinamiche di mercato. Inoltre, dettaglio da non trascurare, i software liberi sono liberi anche nel costo perché sono gratuiti copiabili e modificabili a piacimento.

Malgrado questa manifestazione possa apparire come un evento di una nicchia molto ristretta e specialistica, in realtà in questi 10 anni il Linux Day è cresciuto molto: la prima edizione nel dicembre del 2001 si è svolta in quaranta città, quest’anno le città coinvolte sono più di 130 distribuite su tutto il territorio nazionale. Questi numeri dimostrano il crescente interesse rivolto al mondo del software libero, interesse che inizia a manifestarsi anche in fasce sociali e culturali ampie e variegate.

L´attenzione per l´open source è così ampia che coinvolge anche la Pubblica Amministrazione. Già nel 2002 il Ministero per l´Innovazione e le Tecnologie commissionò uno studio dal titolo «Indagine conoscitiva sul software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione» atto ad approfondirne lo stato delle conoscenze e consentire alla PA una corretta valutazione sulle possibilità di utilizzo. Anche perché, come dimostrano i dati dell´osservatorio Netics, che ogni anno analizza i costi informatici nella PA, ogni anno la nostra amministrazione spende quasi 30 milioni di euro per l´acquisto di software.

Mettendo da parte tutte le motivazioni tecniche ed etiche legate all´utilizzo del software libero ci si chiede perché un ministero come quello della Pubblica Amministrazione e l´Innovazione, da sempre nell´occhio del ciclone per gli elevati costi di gestione, non segua la strada intrapresa da molte pubbliche amministrazioni nel mondo, ovvero l´utilizzo esclusivo di software libero?

Nel bilancio delle spese informatiche della PA, è calcolata anche la scuola pubblica, che oltre all´aspetto economico, è di cruciale importanza per il modello di istruzione informatica che vuole proporre. Pensare di formare a scuola i nostri ragazzi all´informatica spiegando come funziona ad esempio Microsoft Office (magari comprato dalle scuole con licenze molto vantaggiose), non significa istruire all´informatica, ma significa far utilizzare un prodotto commerciale e obbligare gli studenti ad utilizzare quel prodotto, costringendoli all´acquisto o magari all´illegalità.

In altri Paesi, l´importanza del tipo di informatica che si sceglie per la didattica è chiaro da tempo. Dal Brasile, che impone solo software liberi nelle scuole pubbliche, alla Francia, che invoglia l’utilizzo del free software regalando pendrive con dentro gli stessi software open source utilizzati a scuola.
L’Italia, salvo pochi casi guidati dalla buona volontà e dalla perseveranza di un pugno di docenti, ha un colpevole ritardo in materia. Il ministero dell’Istruzione non ha mai preso una posizione chiara su questi temi, forse perché il suo silenzio strizza l’occhio allo status quo generalizzato nella nostra PA, che pende a favore del software proprietario.

Come è chiaro l´importanza del software libero va ben oltre le competenze settoriali, in una società dove il ruolo dell´informatica è diventato fondamentale per temi che vanno dallo sviluppo economico alla libertà di opinione, avere una preparazione base su questi temi diventa di cruciale importanza, quindi ben vengano eventi divulgativi come il Linux Day per farci scoprire che oltre le «finestre» c’è un mondo libero.